sabato 29 aprile 2017

La Santa Messa - Introduzione

Nota: questo articolo introduce la pubblicazione a puntate di un saggio autografo sulla S. Messa, che procederà di pari passo alla pubblicazione di un saggio analogo sulla Divina Liturgia bizantina.
Il testo può essere anche validamente usato come insegnamento per i neofiti della Messa Tridentina.
In questo primo post, discetteremo di cos'è la S. Messa e ne daremo qualche classificazione.




I. Del significato della S. Messa

Per "Messa" s'intende la Divina Liturgia Eucaristica celebrata secondo il rito romano, la quale è così detta dal caratteristico congedo che il diacono fa alla fine della celebrazione: Ite, missa est.
Come insegna il Concilio di Trento, secondo l'immutata tradizione della Chiesa, durante la S. Messa si ripresenta a Dio Padre, quale unica oblazione accettabile, il solo, salvifico e glorioso Sacrificio della Croce. Essendo tale dottrina derivata direttamente dalle Scritture (poiché l'olocausto del Cristo sostituisce appieno l'imperfetto sacrificio votivo dell'Antica Legge), addirittura vi è anatema su chiunque neghi la natura sacrificale della S. Messa (come fanno i protestanti). Dunque, durante la S. Messa si offrono nuovamente, come già era avvenuto in quel Santo Venerdì, nel medesimo Sacrificio ma stavolta in modo incruento, il Corpo e il Sangue di Nostro Signore Gesù Cristo, prezzo della nostra redenzione, nei quali si trasformano realmente il pane e il vino oblati durante la liturgia (è il dogma della Transustanziazione), siccome Gesù stesso aveva anticipatamente fatto durante la sua Ultima Cena, comandando ai suoi apostoli (e dunque ai sacerdoti, suoi successori, mediante i quali ministri agisce Dio stesso) di perpetrare questo gesto attraverso il quale Iddio aveva istituito per noi un sì mirabile Sacramento.
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Vitale da Bologna, il Sacrificio della Croce

Quattro sono i fini del Sacrificio della Croce, e quindi di quello della Messa:

  • Latria o adorazione, cioè l’atto di sottomissione alla Santissima Trinità e di riconoscimento e lode della sua assoluta sovranità;
  • Ringraziamento per i benefici ricevuti;
  • Propiziazione, cioè la supplica per ottenere il perdono dei peccati anche quanto alle pene che ne derivano, sia per noi sia per i defunti;
  • Impetrazione, cioè la richiesta di grazie e di aiuti.
In generale, il merito della morte del Signore sulla Croce si applica come grazia soprannaturale durante la S. Messa, anzitutto per la Chiesa tutta (militante, purgante e trionfante), poi per le intenzioni specifiche della Messa, e indi per il suo celebrante e gli eventuali fedeli assistenti. Il Sacrificio è offerto a Dio solo, anche se può essere celebrato in onore dei Santi e richiedendo la loro preziosissima intercessione.

II. Delle parti della S. Messa

La Liturgia Eucaristica nella sua struttura si compone di due parti fondamentali:
  • Dicesi parte essenziale (materia del Sacramento) la Consacrazione, ossia la Transustanziazione per effetto delle parole pronunciate dal Sacerdote, che sono le stesse con cui Cristo in quel Giovedì Santo si donò ai suoi discepoli. Qualora venissero a mancare queste parole, non avverrebbe la Transustanziazione, e dunque non si compirebbe il Sacramento.
    E' opinione comune dei teologi, compreso S. Tommaso d'Aquino, che in essa consiste l'intero Sacrificio della Messa, poiché come Gesù Cristo si oblò sulla Croce separando il suo Corpo Sacratissimo dal suo Sangue Preziosissimo, così le due specie sono consacrate separatamente. San Gregorio Nazianzeno dice infatti che il sacerdote celebra il Sacrificio usando la voce come una spada.
  • Dicesi parte accessoria invece tutto l'insieme delle numerose preghiere e dei numerosi gesti rituali derivanti dalla tradizione ecclesiastica ed apostolica e che compongono tutto il resto del rito della Messa; essa, pur non concorrendo al Sacramento in sé, è fondamentale, poiché è stata istituita dalla Chiesa con due scopi: anzitutto, l'espressione più chiara dei misteri celebrati durante la liturgia, da quello Trinitario (che è lodato negli Inni, nel Credo e nelle orazioni), a quello Eucaristico (che è esplicato in ogni sua parte dall'Offertorio alla Purificazione); in secondo luogo, apporta beneficio spirituale al sacerdote celebrante e ai fedeli assistenti, aumentandone la devozione ed il raccoglimento.
III. Delle tipologie della S. Messa

A seconda della solennità dei suoi riti, del numero di assistenti, ecc., si distinguono cinque tipologie fondamentali di Messa, alla quale si aggiungono numerose sottocategorie.
  • Messa Papale, ossia la Messa celebrata in Roma dal Romano Pontefice, assistito dal Collegio Cardinalizio e dalla Corte Pontificia; essa è il prototipo di tutto il Rito Romano, poiché quando questo fu esteso da Pio V a tutto l'Occidente fu preso a modello proprio il rito celebrato dal Papa. Il Sommo Pontefice è normalmente assistito da un Cardinale diacono, da un Auditore della Sacra Rota come Suddiacono, dal Decano di Ostia come prete assistente, nonché da un Diacono e un Suddiacono di rito greco. 
    Messa solenne a S. Simon Piccolo (Venezia)
  • Messa Solenne, ossia la Messa celebrata in canto da un presbitero, assistito da un diacono, da un suddiacono ed eventualmente da un altro prete assistente; essa è la forma normale con cui dovrebbe essere celebrata una Divina Liturgia Eucaristica, nella pienezza delle sue forme, ed è a questa che si riferiscono le rubriche del Messale Romano. Infatti, tutte le altre forme di Messa non sono che riduzioni o adattamenti di questa forma, alla quale bisogna guardare per avere una piena comprensione delle cerimonie del rito romano.
  • Messa Pontificale, ossia la Messa solenne celebrata da un Vescovo o da altri Prelati superiori,
    Pontificale del rev.mo Card. R. L. Burke
    al Trono o al Faldistorio secondo la dignità del celebrante e il luogo in cui celebra. Essa prende molti riti propri della dignità episcopale dalla Messa Papale, di cui può considerarsi una riduzione (essendo in effetti la Messa Papale un Pontificale celebrato dal principe dei Vescovi).
  • Messa cantata semplice, ossia la Messa celebrata in canto da un presbitero, senza assistenti ordinati, ma con soli ministri inferiori (i cosiddetti chierichetti). E' una riduzione della Messa solenne, nata per scarsità di clero nelle parrocchie più disperse. In essa non sono previste le incensazioni o l'uso dei candelieri, ma ciò è stato concesso per indulto per secoli e, dal 1962, visto che di fatto l'indulto era concesso ad ogni Messa cantata, completamente liberalizzato.
    Messa bassa all'altare della Sala del
    Conclave del monastero di S. Giorgio
    Maggiore (Venezia)
  • Messa letta (detta anche bassa o, meglio, privata), ossia la Messa interamente letta senza canto da un presbitero, assistito da uno o due chierichetti (o, nella forma cosiddetta solitaria, senza chierici). Questa anticamente era la forma con cui i sacerdoti dicevano la propria Messa privata quotidiana, nonché tutte le Messe devozionali agli altari laterali, moltiplicatesi al fine di aumentare le grazie ottenibili, con la semplificazione estrema di tutti i riti e lo svolgimento da parte del sacerdote di tutte le parti. Fino al XVII secolo era cantata in monodia, in seguito iniziò ad essere recitata sottovoce e a diventare la forma comune in cui nelle parrocchie si officia la Messa feriale.
Forme particolari di S. Messa:
  • Messa con l'organo alla francese: Messa letta in cui l'organo suona delle musiche per accrescere il raccoglimento dei fedeli, ma giammai parti dell'Ordinarium Missae.
    Messa prelatizia
    di mons. A. Schneider
  • Messa prelatizia: Messa letta celebrata da un Vescovo o da un alto Prelato, assistitito da due sacerdoti (ed eventualmente altri ministri inferiori), con l'uso delle insegne episcopali (bugia e brocca), generalmente accompagnata da un coro che canta alcuni mottetti (non parti dell'Ordinarium).
  • Messa dialogata: invenzione del XX secolo in nome dell'actuosa partecipatio, cui il popolo che assiste recita insieme al chierico le parti che gli spettano. Inoltre, mentre chi assiste alla Messa letta "normale" sta in silenzio e in ginocchio, chi assiste a quella dialogata, oltre a rispondere, si alza e si siede come a una Messa cantata.
  • Messa capitolare: celebrata quotidianamente in forma solenne nelle chiese cattedrali e collegiate, con coro ecclesiastico; è spesso considerata parte integrante dell'Ufficio Divino.
  • Messa conventuale: la Messa capitolare celebrata nei conventi e nei monasteri, la quale può essere sia cantata che letta, ma dispone sempre di un certo qual grado di solennità, dato dal numero dei servienti e delle candele.
  • Messa di comunità: Messa celebrata pubblicamente nei seminari e nelle congregazioni che non sono tenute alla recita corale dell'Ufficio Divino; non gode dei privilegi della Messa conventuale, ma deve aver prevalenza su tutte le Messe contemporaneamente officiate.
  • Messa gregoriana: la Messa celebrata all'altare di S. Gregorio al Monte Celio a Roma, dotata di numerosi privilegi nella liberazione delle anime del Purgatorio; il nome oggi è principalmente applicato a una devozione che consiste nella recita di 30 Messe consecutive per un defunto.
  • Messa parrocchiale: Messa che ogni parroco è tenuto a celebrare nella propria parrocchia ogni domenica e festa, che gode dei privilegi della Messa di comunità (attenzione: non è necessariamente la più solenne del giorno, ma quella celebrata dal parroco)
  • Messa dei Presantificati: Messa profondamente penitenziale, senza consacrazione, ma con la Comunione alle specie precedentemente consacrate (diffusa nei riti greci, nel Rito Romano si celebra solo al Venerdì Santo)
  • Messa privilegiata: Messa che ha ottenuto, per decreto di Pio VI, particolari privilegi nelle intercessioni che applica per i defunti.
  • Messa secca: Messa celebrata come esercizio devozionale nel Medioevo da chi aveva già celebrato o da chi era fuori orario prescritto, ossia Messa priva di qualsiasi parte attinente al Sacrificio (solo parte didattica); fu vietata dal Concilio di Trento, mantenendo in auge solo una Messa secca di benedizione dei rami la Domenica delle Palme. Antiche Messe secche celebrate per questioni di tempo erano la Missa venatoria (dei cacciatori) e la Missa nautica (dei marinai).
    Il concorso dei fedeli romani ad una
    Basilica Stazionale
  • Messa stazionale: Messa celebrata anticamente dal Papa in una Chiesa della città di Roma (definita Stazione), presso la quale si radunava il popolo per ricevere l'Eucaristia; ad oggi, pur non più celebrando il Papa alle Basiliche Stazionali, essi mantengono almeno durante la Quaresima gli antichi privilegi, garantendo indulgenza plenaria alle solite condizioni al fedele che devotamente le visiti nel giorno prescritto.
Inoltre, secondo la qualità dei testi dell'ufficio, la Messa può essere ordinaria (testi del giorno o del Santo), votiva (testi di un Santo o di un Mistero al di fuori del loro giorno festivo, o per alcune speciali impetrazioni), da requiem (per un defunto, alla morte, negli anniversari o in altre occasioni).



Prossima pubblicazione (inizio maggio): La Santa Messa - I sacri ministri, i paramenti, le sacre suppellettili

Fonti principali:
  • Spiegazione della S. Messa, di d. Mauro Tranquillo FSSPX
  • La Santa Eucaristia, di p. Konrad zu Loewenstein FSSP
  • Enciclopedia Cattolica, ed. 1913

2 commenti:

  1. Il rito ambrosiano non ha, ne ora ne in passato, "Messe dei Presantificati": quando è vietata la celebrazione della S. Messa, cioè nei venerdì di quaresima, il venerdì e il sabato santi è vietata anche la distribuzione della S. Comunione (eccettuato il viatico).

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