domenica 16 aprile 2017

Settimana Santa 2017 - 10. Santa Pasqua di Risurrezione del Signore

Con questo breve articolo chiudiamo il ciclo di approfondimenti sui riti della Settimana Santa pubblicato nei giorni scorsi, sperando possa aver apportato qualcosa ai nostri lettori. Oggi, Pasqua del Signore Nostro Gesù Cristo, non è permesso essere tristi, ma soltanto gioire ed esultare per la Risurrezione del Figlio di Dio.


Dal Rito Romano prendiamo questa bellissima sequenza, di autore incerto, risalente al secolo XI, nata con un carattere prettamente drammatico (veniva interpretata da diversi cantori, uno rappresentante la Maddalena, altri rappresentanti gli Apostoli, ecc.) e poi passata ad introdurre lietamente il Vangelo della Risurrezione:

Victimae Paschali laudes immolent Christiani:
Agnus redemit oves:
Christus innocens
Patri reconciliavit peccatores.

Mors et Vita
duello conflixere mirando:
Dux Vitae mortuus,
regnat vivus.

Dic nobis, Maria, quid vidisti in via?
Sepulcrum Christi vivens, et gloriam vidi resurgentis,
angelicos testes, sudarium et vestes.
Surrexit Christus spes mea: praecedet suos in Galilaeam

Credendum est magis soli Mariae veraci
quam Judaeorum turbae fallaci:
Scimus Christum surrexisse a mortuis vere:
Tu nobis, victor Rex, miserere.

Amen. Alleluia!

Alla Vittima Pasquale i Cristiani innalzino le lodi.
L'Agnello ha redento le pecore:
il Cristo innocente
ha riconciliato a Dio Padre i peccatori.

La Morte e la Vita
s'affrontarono in un mirabile scontro:
il Signore della Vita era morto,
ora regna vivo.

Dicci, o Maria, che hai visto sulla via?
Il sepolcro del Cristo vivente, e la gloria di lui che risorge,
gli angeli testimoni, il sudario e le vesti.
Il Cristo, mia speranza, è risorto: precederà i suoi in Galilea.

Bisogna credere solo alla verace Maria,
piuttosto che all'ingannevole folla dei Giudei,
sappiamo infatti che Cristo veramente è risorto dai morti:
Tu, o Re vittorioso, abbi pietà di noi.

Amen. Alleluia!


Dal rito bizantino traiamo invece questo meraviglioso discorso di S. Giovanni Crisostomo (354-407), letto al posto dell'omelia nella Veglia Pasquale, uno straordinario riassunto del profondo significato della Pasqua per il Cristiano:

Εἴ τις εὐσεβὴς καὶ φιλόθεος, ἀπολαυέτω τῆς καλῆς ταύτης καὶ λαμπρᾶς πανηγύρεως· Εἴ τις δοῦλος εὐγνώμων, εἰσελθέτω χαίρων εἰς τὴν χαρὰν τοῦ Κυρίου αὐτοῦ. Εἴ τις ἔκαμε νηστεύων, ἀπολαβέτω νῦν τὸ δηνάριον. Εἴ τις ἀπὸ πρώτης ὥρας εἰργάσατο, δεχέσθω σήμερον τὸ δίκαιον ὄφλημα·. Εἴ τις μετὰ τὴν τρίτην ἦλθεν, εὐχαρίστως ἑορτασάτω. Εἴ τις μετὰ τὴν ἕκτην ἔφθασε, μηδὲν ἀμφιβαλλέτω· καὶ γὰρ οὐδὲν ζημιοῦται. Εἴ τις ὑστέρησεν εἰς τὴν ἐνάτην, προσελθέτω μηδὲν ἐνδοιάζων. Εἴ τις εἰς μόνην ἔφθασε τὴν ἑνδεκάτην, μὴ φοβηθῇ τὴν βραδυτῆτα·φιλότιμος γὰρ ὢν ὁ Δεσπότης, δέχεται τὸν ἔσχατον, καθάπερ καὶ τὸν πρῶτον· ἀναπαύει τὸν τῆς ἑνδεκάτης, ὡς τὸν ἐργασάμενον ἀπὸ τῆς πρώτης· καὶ τὸν ὕστερον ἐλεεῖ, καὶ τὸν πρῶτον θεραπεύει· κἀκείνῳ δίδωσι, καὶ τούτῳ χαρίζεται. καὶ τὰ ἔργα δέχεται, καὶ τὴν γνώμην ἀσπάζεται. καὶ τὴν πρᾶξιν τιμᾷ, καὶ τὴν πρόθεσιν ἐπαινεῖ. Oὐκοῦν εἰσέλθητε πάντες εἰς τὴν χαρὰν τοῦ Κυρίου ἡμῶν· καὶ πρῶτοι καὶ δεύτεροι τὸν μισθὸν ἀπολάβετε. Πλούσιοι καὶ πένητες μετ ̓ ἀλλήλων χορεύσατε, ἐγκρατεῖς καὶ ῥᾴθυμοι τὴν ἡμέραν τιμήσατε, νηστεύσαντες καὶ μὴ νηστεύσαντες εὐφράνθητε σήμερον. Η τράπεζα γέμει, τρυφήσατε πάντες· ὁ μόσχος πολύς, μηδεὶς ἐξέλθοι πεινῶν. Πάντες ἀπολαύσατε του συμποσίου της πίστεως· τοῦ πλούτου τῆς χρηστότητος. Μηδεὶς θρηνείτω πενίαν· ἐφάνη γὰρ ἡ κοινὴ Βασιλεία. Μηδεὶς ὀδυρέσθω πταίσματα· συγγνώμη γὰρ ἐκ τοῦ τάφου ἀνέτειλε. Μηδεὶς φοβείσθω τὸν θάνατον· ἠλευθέρωσε γὰρ ἡμᾶς ὁ τοῦ Σωτῆρος θάνατος. Έσβεσεν αὐτόν, ὑπ ̓ αὐτοῦ κατεχόμενος· ἐκόλασε τὸν ᾅδην κατελθὼν εἰς τὸν ᾅδην. ἐπίκρανεν αὐτὸν γευσάμενον τῆς σαρκὸς αὐτοῦ. Καὶ τοῦτο προλαβὼν Ἡσαΐας ἐβόησεν· ᾅδης, φησίν, ἐπικράνθη. συναντήσας σοι κάτω Ἐπικράνθη ̇ καί γάρ κατηργήθη. Ἐπικράνθη ̇ καί γάρ ἐνεπαίχθη. Ἐπικράνθη ̇ καί γάρ ἐνεκρώθη. Ἐπικράνθη ̇ καί γάρ καθῃρέθη. Ἐπικράνθη ̇ καί γάρ ἐδεσμεύθη. Ἔλαβε σῶμα, καὶ Θεῷ περιέτυχεν· ἔλαβε γῆν, καὶ συνήντησεν οὐρανῷ· Ἔλαβεν ὅπερ ἔβλεπε, καὶ πέπτωκεν ὅθεν οὐκ ἔβλεπε. Ποῦ σου, θάνατε, τὸ κέντρον; ποῦ σου, ᾅδη, τὸ νῖκος; Ἀνέστη Χριστός καί σύ καταβέβλησαι. Ἀνέστη Χριστός καί πεπτώκασι δαίμονες. Ἀνέστη Χριστός καί χαίρουσιν ἄγγελοι. Ἀνέστη Χριστός, καί ζωή πολιτεύεται. Ἀνέστη Χριστός καί νεκρός οὐδείς ἐν τῷ μνήματι. Χριστὸς γὰρ ἐγερθεὶς ἐκ νεκρῶν, ἀπαρχὴ τῶν κεκοιμημένων ἐγένετο. Αὐτῷ ἡ δόξα καὶ τὸ κράτος εἰς τοὺς αἰῶνας τῶν αἰώνων· ἀμήν.

Se uno è pio ed amico di Dio, si goda questa santa festività: se è un servo onesto, entri lieto nella
Le icone bizantine raffiguranti la Risurrezione
generalmente rappresentano il Cristo rilucente
nella mandorla che libera i Patriarchi dal Limbo
e vince l'Inferno e la Morte
gioia del suo Signore: se ha faticato nel digiuno, ora riceva la sua ricompensa: se uno ha lavorato sin dall'ora prima, oggi riceva ciò che gli spetta: se uno è giunto dopo terza, ringrazi Iddio e festeggi: se uno è giunto dopo sesta, non tema; non avrà perso nulla: se uno ha tardato sino a nona, entri senza alcuna esitazione: se uno è giunto soltanto all'ora undicesima, non abbia paura del ritardo, poiché infatti il Signore è buono, e riceve l'ultimo così come il primo: sicché concede riposo a colui che ha lavorato dall'ora undicesima al modo stesso di quello che lo ha fatto dall'ora prima; ha pietà dell'ultimo, e si prende cura del primo; a lui dà, all'altro dona; accetta le opere e accoglie la volontà dà onore al lavoro svolto e lode all'intenzione. Perciò entrate tutti nella gioia del Signore nostro, voi primi e voi secondi ricevete la ricompensa, ricchi e poveri, insieme danzate; continenti e indolenti, onorate questo giorno; voi che avete digiunato e voi che non lo avete fatto, rallegratevi oggi. La mensa è ricolma, godetene tutti: il vitello è grande, nessuno esca ancora affamato. Godete tutti di queste ricchezze di bontà. Nessuno pianga a motivo della sua povertà; si è manifestato infatti il regno comune: nessuno si lamenti delle sue cadute; infatti dal sepolcro è sorto il perdono: nessuno tema la morte; infatti ci ha liberati la morte del Salvatore; la morte lo spense, da lui fu sconfitta; discendendo agli Inferi ha castigato l'Inferno; lo ha amareggiato, poiché ha assaggiato la sua carne: e questo lo aveva predetto Isaia dicendo: L'Inferno fu amareggiato; quando t'incontrò nel sepolcro, l'Inferno fu amareggiato; infatti fu annientato; fu amareggiato, e infatti fu giocato; fu amareggiato, e infatti fu incatenato. Ricevette un corpo e trovò Iddio: ricevette la terra e trovò il cielo: ricevette ciò che vedeva, e cadde in ciò che non poteva vedere. Dov'è o morte il tuo pungiglione? Dov'è o Ade la tua vittoria? Cristo è risorto, e tu sei stata precipitato: Cristo è risorto, e i demoni son caduti: Cristo è risorto, e gli angeli se ne rallegrano: Cristo è risorto, e ora regna la vita: Cristo è risorto, e nessun morto resta nel sepolcro. Cristo infatti risorgendo dai morti è divenuto primizia dei dormienti. A lui la gloria e la potenza nei secoli dei secoli. Amen.

 Il presbiterio di S. Simeon Piccolo (Venezia) parato a festa per la Pasqua
Messa Pasquale nella Chiesa di Gesù e Maria al Corso (Roma)

Non ci resta infine che augurare una Buona e Santa Pasqua di Risurrezione a tutti i Cristiani di buona volontà, da trascorrere nella gioia del Signore Risuscitato! Alleluia, alleluia, alleluia!

Christus surrexit! Surrexit vere!
Χριστὸς ἀνέστη! Ἀληθῶς ἀνέστη!
Христосъ воскресе! Воистину воскресе!
Cristo è risorto! Veramente è risorto!
Christ is risen! Truly, He is risen!
Christus ist auferstanden! Er ist wahrhaft auferstanden!
Le Christ est ressuscité! Vraiment il est ressuscité!

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