giovedì 8 giugno 2017

Chiese Veneziane - S. Maria Mater Domini (S. Croce, 2123)

La Chiesa di S. Maria Mater Domini è un'antico edificio di culto veneziano situata nell'omonimo campo nel Sestiere di S. Croce, ad oggi, dopo le numerose vicissitudini che seguirono la soppressione napoleonica, Chiesa sussidiaria della parrocchia di S. Cassiano


La sua costruzione fu voluta dalle famiglie Zane (proprietaria del palazzo confinante, come si evince dallo stemma con la volpe) e Cappello (altra famiglia nobile locale, di cui ad oggi è andato distrutto il palazzo ma sopravvive visibile lo stemma) nel 960; la Chiesa fu inizialmente intitolata a Santa Cristina, poiché fu circoscritta nei confini di un omonimo monastero, l'esistenza del quale è rilevabile anche dall'orientamento della chiesa rispetto al campo (il complesso fu demolito nel 1914 per far posto al carcere). La titolazione attuale compare nei testi dopo svariati secoli, ovvero nel 1128 circa. In seguito la gestione della comunità passò alla cattedrale di San Pietro di Castello, diventandone parrocchia (come c'informa una lettera di Papa Clemente III del 1188) e in seguito collegiata.

In tale riedificazione, l'esterno mantenne l'aspetto tipicamente bizantino e la forma originaria fino al 1503, anno di grandi lavori di ricostruzione, che terminarono nel 1540. Secondo fonti incerte ed ambivalenti, l'autore del progetto fu Mauro Codussi, ma potrebbe anche assai probabilmente esser stato realizzato da Jacopo Sansovino.
la pianta è a croce greca a tre navate, con cupola impostata sull’incrocio di queste con il transetto, i pilastri squadrati di pietra grigia sostengono le ampie arcate che si innestano trasversalmente sui muri laterali definendo la navata principale e le quattro cappelle angolari; il profondo abside centrale è affiancato da due piccole cappelle a nicchia che lasciano sul retro lunghi locali. All’esterno la parte absidale si conclude con una parete direttamente sul Rio de la Pergola.
Il disegno strutturale è nitido, con sottili ed eleganti cornici e trabeazioni, mentre bianche e lisce volte conferiscono ampiezza allo spazio. In questo schema confluiscono sia elementi Quattro-Cinquecenteschi che altri di derivazione veneziana, come il cubo bizantino sulla forma di quello di San Marco.
La Chiesa era anticamente dotata di un portico, chiuso con cancello e chiavistello nel 1488 per decreto del Consiglio dei Dieci in seguito a casi di sodomia e di disonestà, e in seguito andato demolito.

Lungo il transetto sono esposti l'Invenzione della Croce, pala di Tintoretto, e un rilievo marmoreo duecentesco raffigurante la Madonna orante.
L'altare dei Contarini (il secondo a sinistra) è ornato dalla Trasfigurazione di Francesco Bissolo (1512). Le statue sono quasi tutte lavori di Lorenzo Bregno. Notevole anche il Martirio di S. Caterina di Vincenzo Catena.

Il campanile, eretto nel 1384, la cui costruzione di ideata da Marco Capello, aveva la canna in cotto, cella a trifore e cuspide conica a pigna; nel 1503 ebbe a subire la trasformazione della cella campanaria e del coronamento.
Stretto alla base dalle case su ogni lato, vi si giungeva attraverso un sottoportico che si apriva con la testata sul campo. Il luogo è forse da identificare anche con l’antico “cimitero chiuso” menzionato nel 1581 in occasione della visita apostolica dei legati di papa Gregorio XIII.
E’ ancora facile individuare i resti della struttura nell’architrave in legno, che è sostenuto da tre pilastri che portano nel capitello; in altorilievo l’immagine della Madonna con Bambino, accompagnata dalla data MDLXXV e il monogramma “M” sormontato da una corona.

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