venerdì 23 giugno 2017

In festo SS.mi Cordis DNJC

Tollite jugum meum super vos et discite a me, quia mitis sum et humilis Corde,
et invenietis requiem animabus vestris.
(Matthaeus XI, 29)


Il Venerdì dopo l’Ottava del Corpus Domini ricorre un’altra grande solennità, quella del Sacro Cuore di Gesù, immagine reale dell’amore sconfinato di Dio per noi, terribilmente straziato nella Passione e continuamente offeso, pur nella sua eterna amorevolezza, dai nostri peccati. "L'oggetto della devozione al Sacro Cuore è lo stesso Cuore ardente d'amore per Dio e per gli uomini. Dall'Incarnazione infatti Nostro Signor Gesù Cristo è l'oggetto dell'adorazione e dell'amore di ogni creatura, non soltanto come Dio ma come Uomo-Dio. Essendo la divinità e l'umanità unite nell'unica persona del Verbo divino, Egli merita tanto come Uomo che come Dio tutti gli omaggi del nostro culto; e come in Dio tutte le perfezioni sono adorabili, così pure in Cristo tutto è adorabile: il suo corpo, il suo sangue, le sue piaghe, il suo cuore, e per questo la Chiesa ha voluto offrire alla nostra adorazione questi oggetti sacri."
La devozione al Cuore di Cristo, ancorché la festa sia relativamente recente, affonda le proprie radici nella più antica tradizione della Chiesa: quel costato trafitto da Longino da cui sgorgarono sangue ed acqua, fu mirabilmente cantato dai padri d’Oriente e d’Occidente, qual salutare fonte di vita e Sacramento uscente dal Cuore del Redentore, il nuovo Adamo immolato sulla Croce. Particolarmente in Occidente, la devozione alle piaghe di Cristo, e dunque anche a quella del costato, ebbe speciale diffusione, soprattutto grazie all’opera dei monaci di Chiaravalle e del loro abate Bernardo, compositore di molte orazioni in onore delle Sante Piaghe, e parallelamente iniziatore del culto del Sacro Cuore, “i cui segreti tutti d’amore son stati svelati dalla lancia del soldato. Egli così ci rivelò il gran mistero della sua misericordia, delle sue viscere di pietà che l’indussero a discender dal cielo a visitarci” (Sermo LXI). La devozione necessaria alla gran fonte d’ogni bene e amore che è il Sacro Cuore fu confermata in età medievale da numerose visioni, ch’ebbero S. Ludgarde (cui fu concesso d’abbeverarsi alle dolcezze del Sacro Cuore per aver sollievo nella sua infermità), S. Matilde di Magdeburgo (cui Gesù apparve mostrandole il Cuore straziato) e S. Gertrude, la quale, dopo aver ammirato il simbolo dell’amore del Crocifisso, ricevette da S. Giovanni la speciale missione dell’apostolato dei tesori d’amore del Cuore Divino. Ad ella si deve la prima descrizione teologica, contenuta nel trattato L’Araldo del Divino Amore, della Sacra ferita divina, la coppa donde dissetansi i Santi, la lampada più luminosa, la lira che diffonde pel cielo le più soavi armonie. La devozione al Sacro Cuore, dopo queste visioni avvenute nel monastero di Helfia, ebbe una gran diffusione, tra XIII e XIV secolo, soprattutto in Germania, anche grazie all’opera di Francescani e Domenicani, in primis S. Bonaventura, S. Caterina e infine S. Bernardino da Siena.
Altra grande mistica del Sacro Cuore sarebbe stata, nel XVI secolo, S. Francesca Romana, realmente “immersa nei tesori del Cuore di Gesù, siccome in oceano d’amore infuocato”. La grande diffusione di tale devozione, tuttavia, avviene solo nel XVII secolo, quando valica i confini dei monasteri e dei conventi e in tutte le genti si rinnova questa straordinaria adorazione per l’amore incommensurabile di Nostro Signore. I principali artefici della propagazione di questo culto furono S. Giovanni Eudes, il quale compose l’Ufficio e la Messa del Sacro Cuore che, approvati da Papa Clemente XIII nel 1765, rimasero in vigore sino a metà del Novecento, e la visitandina S. Maria Margherita Alacoque, alla quale il Cuore di Cristo apparve per ben quattro volte, ora su di un trono splendente, ora circondato da una corona di spine e sormontato da una croce, ora bruciante di un fuoco immateriale (tutti elementi che poi passeranno nell’iconografia), parlando così: Il mio divin Cuore è così appassionato d’amore per gli uomini che, non potendo più in sé racchiudere le fiamme dell’ardente sua carità, bisogna ch’io le spanda. Io t’ho scelta per adempiere a questo gran disegno, affinché tutto sia fatto da me. Dalle rivelazioni private di Nostro Signore a S. Margherita originano anche la quasi totalità delle pratiche devozionali al S. Cuore, come l’Ora Santa o la Comunione dei primi nove venerdì del mese, nonché, su esplicita richiesta di Gesù, l’intenzione di dedicare al suo Cuore Sacratissimo una festa il venerdì dopo l’ottava del Corpus Domini. Le visioni della mistica, portate in tutto il mondo dal padre gesuita S. Claude de la Colombiere, da lei stessa incaricato, diedero origine a quel culto sconfinato che oggi moltissimi cattolici provano per quell’organo amantissimo del Dio vivente.
Nonostante l’opposizione degli eretici giansenisti, che bollavano d’idolatria il culto del Cuore di Cristo, non comprendendo ch’esso è il simbolo carneo dell’amore, la Sacra Congregazione dei Riti nel 1765 e Papa Pio VI poco dopo con la bolla Auctorem fidei prescrissero universalmente l’adorazione del cuore inseparabilmente unito con la persona del Verbo. Furono poi Papa Pio IX a inserire la festa nel calendario universale e Papa Leone XIII ad insignirla del rango di I classe (con la bolla Annum Sacrum, in seguito al la quale peraltro, il 9 giugno 1889, al suono di mille campane, il Papa consacrò l’orbe intero al Sacro Cuore, secondo la richiesta del Divin Redentore a suor Maria Droste). Il grande onore che ricevette questa festa, Gesù stesso aveva predetto alla benedettina Maria Cecilia Bai tutto ciò, dicendole: Verrà un tempo in cui il mio Cuore procederà in gran trionfo nella Chiesa militante, e questo sarà in grazia della solenne festa che se ne celebrerà. Pio XI, nel giorno in cui venne firmato il noto Concordato, consacrò la sua particolare devozione al Cuore Divino (di cui teneva una statua sempre sul comodino) al punto da istituire solennemente un’Ottava per il Sacro Cuore (che andrà in realtà rapidamente soppressa da Pio XII) e di rinnovare interamente l’Ufficio e la Messa della festa: essi infatti, a causa dell’incertezza teologica sull’argomento che dominava nel XVII secolo, avevano dei testi alquanto sgraziati: un po’ di responsori eucaristici tratti dalla festa del Corpus Domini, testi della Messa tratti dagli uffici della Passione, salmi della Beata Vergine, lezioni patristiche raccolte casualmente…; a tutto ciò Papa Ratti rimediò ampiamente, commissionando ad un gruppo di provati teologi e liturgisti dei nuovi testi, più ricchi e penetranti, realmente capaci di trasmettere le fiamme d’amore che provengono da Dio, nonché vero slancio ad amare anche noi Gesù Cristo e a riparare le offese a lui perpetrate.

Antologia di testi

Parole di un certosino di Treviri (+ 1461) sulla devozione al Sacro Cuore
Se volete completamente e facilmente purificarvi dei vostri peccati, liberarvi delle vostre passioni e arricchirvi di tutti i beni… mettetevi alla scuola dell'eterna carità. Riponete, immergete spesso in ispirito... tutto il vostro cuore e la vostra mente nel Cuore dolcissimo di Nostro Signor Gesù Cristo in croce. Quel Cuore è pieno d'amore... Mediante lui noi abbiamo accesso al Padre nell'unità di spirito; egli abbraccia d'un immenso amore tutti gli eletti... In quel Cuore dolcissimo si trova ogni sorta di virtù, la fonte della vita, la consolazione perfetta, la vera luce che illumina ogni uomo, ma soprattutto chi ha fatto devotamente ricorso a Lui in ogni afflizione e necessità. Tutto il bene che si può desiderare lo si attinge abbondante in lui; ogni salvezza ed ogni grazia ci vengono da quel Cuore dolcissimo, e non da altrove. Esso è il focolare dell'amore divino che brucia sempre del fuoco dello Spirito Santo, che purifica, consuma e trasforma in sé tutti coloro che Gli sono uniti e che desiderano attaccarsi a Lui. Ora come ogni bene ci viene da questo Cuore dolcissimo di Gesù, così pure tutto dovete riferirvi... tutto restituirgli senza nulla attribuire a voi... In quello stesso Cuore confesserete i vostri peccati, domanderete perdono e grazia, loderete e ringrazierete... Per questo bacerete spesso con riconoscenza quel Cuore piissimo di Gesù inseparabilmente unito al Cuore divino, dove sono nascosti tutti i tesori della sapienza e della scienza di Dio, un'immagine, voglio dire, sia di quel Cuore, sia del Crocifisso. Aspirerete senza posa a contemplarlo faccia a faccia confidandogli le vostre pene; attirerete così nel vostro cuore il suo spirito e il suo amore, le sue grazie e le sue virtù; a Lui ricorrerete nei beni e nei mali, in Lui avrete fiducia, a Lui vi attaccherete, in Lui abiterete, affinché, in cambio, si degni di porre la sua dimora nel vostro cuore; e qui infine dormirete dolcemente e riposerete nella pace. Poiché anche se i cuori di tutti i mortali vi abbandonassero, quel Cuore fedelissimo non vi ingannerà e non vi abbandonerà mai. E non trascurerete di onorare devotamente e di invocare anche la gloriosa Madre di Dio e dolcissima Vergine Maria, perché si degni di impetrarvi dal Cuore dolcissimo del suo Figliolo tutto quanto vi sarà necessario. In cambio, voi offrirete tutto al Cuore di Gesù attraverso le sue mani benedette
(Etudes, CXXVII)

S. Bonaventura sul Sacro Cuore (VII e VIII lezione del Mattutino)
Affinché dal costato di Cristo dormiente sulla croce si formasse la Chiesa «e s'adempisse la Scrittura che dice: Volgeranno lo sguardo a colui che han trafitto»  fu voluto dalla divina disposizione che uno dei soldati aprisse con una lancia e trapassasse quel sacro costato onde, uscendone sangue ed acqua, si versasse il prezzo della nostra salvezza, il quale versato cioè dal fonte misterioso del Cuore, desse ai sacramenti della Chiesa la virtù di comunicare la vita della grazia, e fosse, per quelli che già vivono in Cristo, bevanda di sorgente viva «che sale fino alla vita eterna» . Sorgi dunque, o anima amica di Cristo, non cessare di vegliare, accosta ivi la tua bocca «per bere alle sorgenti del salvatore».
Giunti una volta al Cuore dolcissimo di Gesù, e siccome è bene lo starsene qui, non lasciamoci facilmente distaccare da lui. «O quanto è buono e dolce abitare in questo Cuore» Ps. 132,1. Un buon tesoro, una perla preziosa è il tuo Cuore, o ottimo Gesù, che abbiam trovato dopo aver scavato nel campo del tuo corpo. Chi getterà questa perla? Anzi darò via tutte le perle, darò in cambio i pensieri e gli affetti miei e me la comprerò, gettando ogni mia sollecitudine nel Cuore del buon Gesù, ed esso senza dubbio mi nutrirà. Avendo dunque trovato questo Cuore, ch'è tuo e mio, o dolcissimo Gesù, ti pregherò, o mio Dio: ammetti nel sacrario della tua udienza le mie preghiere: anzi attirami tutto nel tuo Cuore.
(De ligno vitae XXX; De vita mystica III)

Enciclica di Papa Pio XI sul Sacro Cuore (IV, V e VI lezione del Mattutino)
Fra i meravigliosi incrementi della dottrina sacra e della pietà onde i disegni della divina Sapienza sempre più chiaramente di giorno in giorno si manifestano alla Chiesa, nessun altro è più visibile quanto il trionfale progresso del culto del Sacratissimo Cuor di Gesù. Certo ripetutamente, nel corso dei primi tempi, i Padri, i Dottori, i Santi celebrarono l'amore del nostro Redentore: la ferita aperta nel costato di Cristo la dissero fonte arcana di tutte le grazie. Ma poi dal medio evo, i fedeli cominciarono ad esser presi da una certa più tenera venerazione verso la Santissima Umanità del Salvatore, le anime contemplative per quella piaga solevano quasi penetrare nel Cuore stesso ferito per l'amore degli uomini. E da quel tempo questa contemplazione divenne così famigliare a tutti i più grandi santi, che non c'è regione né ordine religioso in cui non se ne trovino, in questa età, insigni testimonianze. Finalmente nei secoli più vicini, e specialmente in quel tempo in cui gli eretici, sotto il titolo di una falsa pietà, si sforzavano di tener lontani i Cristiani dalla Santissima Eucaristia, cominciò a rendersi pubblicamente il culto al Sacratissimo Cuore, per opera primieramente di san Giovanni Eudes, il quale non immeritamente è appellato l'autore del culto liturgico dei Sacri Cuori di Gesù e Maria.
Ma a stabilire pienamente e perfettamente il culto del Sacratissimo Cuor di Gesù e a propagarlo per tutto il mondo, Dio stesso si elesse per strumento una umilissima vergine dell'ordine della Visitazione, santa Maria Margherita Alacoque, a cui, già fin dalla prima età infiammata d'amore verso il Sacramento dell'Eucaristia, Cristo Signore spessissimo apparendo, si degnò di far conoscere e le ricchezze e i desideri del suo divin Cuore. Delle quali apparizioni la più celebre è quella in cui mentre ella pregava davanti all'Eucaristia, Gesù le si diede a vedere, le mostrò il Cuore Sacratissimo, e lamentatosi che, in cambio dell'immensa sua carità, non riceveva altro che gli oltraggi di uomini ingrati, le comandò di far sì, che il Venerdì dopo l'ottava del Corpus Domini venisse istituita una nuova festa, colla quale il suo Cuore fosse venerato col dovuto onore, e le ingiurie fattegli dai peccatori nel Sacramento dell'amore venissero espiate con degni ossequi. Quali poi e quante difficoltà abbia provato la Serva di Dio nell'eseguire i comandi di Cristo, nessuno è che l'ignori; ma confortata dal Signore medesimo e validamente aiutata dai Religiosi direttori dell'anima sua, i quali con un certo incredibile ardore si adoperarono nel promuovere questo culto, non desisté fino alla morte dal compiere fedelmente 1'opera dal cielo affidatale.
Finalmente l'anno millesettecento sessantacinque il Sommo Pontefice Clemente XIII approvò l'ufficio e la messa in onore del Sacratissimo Cuore di Gesù; Pio IX poi ne estese la festa a tutta la Chiesa. Da allora il culto del Sacratissimo Cuore, quasi fiume che inonda, travolti tutti gli impedimenti, si diffuse per tutto l'orbe, e sull'alba del secolo Leone XIII, dopo aver indetto il giubileo, volle consacrato l'universo genere umano al Sacratissimo Cuore. La quale consacrazione fatta con rito solenne in tutte le chiese dell'orbe cattolico, portò smisurato incremento a questa devozione, e le condusse non solo i popoli ma anche le singole famiglie, che senza numero si consacrano al Divin Cuore e si sottomettono al regale suo impero. Ultimamente il Sommo Pontefice Pio XI, affinché la solennità della festa rispondesse più pienamente alla devozione del popolo cristiano tanto largamente diffusa, innalzò la festa del Sacratissimo Cuore di Gesù a rito doppio di prima classe con ottava; e di più, affinché i violati diritti di Cristo sommo Re e Signore fossero risarciti, e pianti i peccati dei popoli, ordinò che nel medesimo giorno della festa ogni anno si recitasse in tutti i tempi dell'orbe cristiano una speciale preghiera.

S. Paolino d’Aquileia (VIII secolo) e S. Giovanni Crisostomo (IV secolo) sul Vangelo del giorno (Johann. XIX, 31-35)

Quando se pro nobis Sanctum
fecit Sacrificum
tunc de lateris fixura
Fons vivus elicuit;
de quo mystice fluxerunt
duo simul flumina:
Sanguis nam Redemptionis
et unda Baptismatis
Quando per noi compì
il Santo Sacrificio,
allor dalla ferita del costato
sgorgò una fonte viva;
da essa misticamente sgorgarono
due fiumi al contempo:
il Sangue della Redenzione
e l’acqua del Battesimo.
Vedi di che valore sia la verità? Per quel che fanno i Giudei si adempia una profezia: infatti da ciò altre cose furono manifestate. Giunsero dunque i soldati, e degli altri romperono le gambe, ma non di Cristo; ma per conciliarsi il benvolere dei Giudei, aprirono il suo costato con la lancia, e lo insultano quando è già morto. Che volontà pessima e vergognosa! Ma non ti turbare, carissimo! Le cose infatti che essi svelarono con intenzione cattiva, concordavano con la verità. Da qui fu compiuta la profezia che diceva: Volgeranno gli sguardi a colui che hanno trafitto. Ma non solo questo, ma fu un argomento anche per quelli che non avrebbero creduto, come per Tommaso, e coloro che eran con lui. Per queste cose anche un arcano mistero fu confermato: uscì infatti sangue ed acqua. Non per caso e semplicemente queste fonti scaturirono, ma perché da entrambe è costituita la Chiesa.
(Homilia LXXXIV)

La liturgia bizantina sul Sacro Cuore

Ἡ ζωηφόρος σου πλευρά,
ὡς ἐξ Ἐδὲμ πηγή ἀναβλύζουσα,
τὴν Ἐκκλησίαν σου, Χριστέ,
ὡς λογικὸν ποτίζει παράδεισον.
Ἐντεῦθεν μερίζουσα,
ὡς ἐξ ἀρκῆς, εἰς τέσσαρα
Εὐαγγέλια,
τὸν κόσμον ἀρδεύουσα,
τὴν κτίσιν εὐφραίνουσα,
καὶ τὰ ἔθνη πιστῶς
διδασκοῦσα προσκυνεῖν
τὴν Βασιλείαν σου.
Il tuo vitale fianco,
come la fonte che sgorga dall’Eden,
la tua Chiesa, o Cristo,
qual spirituale giardino innaffia.
Indi si divide,
come da un tronco,
in quattro Evangeli,
la terra irrigando,
la creazion rallegrando,
e con fede ai popoli
insegnando ad adorare
il tuo Regno.

Pregare e riparare al Sacro Cuore

Ah, qual tesoro infinito, che da Maria Alacoque ci fu presentato: Ecco il Cuore che tanto ha amati gli uomini, dai quali tuttavia è riamato così poco! Quanto doveroso è consacrarci interamente all’amore di Dio, per poter essere noi capaci d’amarlo ed adorarlo come gli si confà! Quanto doveroso è, specialmente in questi tempi tenebrosi, offrire al Sacro Cuore preghiere e atti riparatori, per rimediare agl’innumerevoli peccati che d’ogni parte del mondo infiggono spine a quell’organo d’amore e sempre più l’addolorano! Durante questa settimana, che costituiva l’antica ottava del Sacro Cuore, tutti sono invitati a recitare con fede le sue litanie, ivi riportate, in propitiatione pro peccatis nostris et totius mundi.

Kýrie, eléison.
Christe, eléison.
Kýrie, eléison.
Christe, audi nos.
Christe, exáudi nos.
Pater de cáelis, Deus, R. miserére nobis.

Fili, redémptor mundi, Deus, R.
Spíritus Sancte, Deus, R.
Sancta Trínitas, unus Deus, R.
Cor Iésu, fílii Patris aetérni, R.
Cor Iésu, in sinu Vírginis matris a Spíritu Sancto formátum, R.
Cor Iésu, Verbo Dei substantiáliter unítum, R.
Cor Iésu, maiestátis infinítae, R.
Cor Iésu, templum Dei sanctum, R.
Cor Iésu, tabernáculum Altíssimi, R.
Cor Iésu, domus Dei et porta cáeli, R.
Cor Iésu, fornax ardens caritátis, R.
Cor Iésu, iustítiae et amóris receptáculum, R.
Cor Iésu, bonitáte et amóre plenum, R.
Cor Iésu, virtútum ómnium abýssus, R.
Cor Iésu, omni láude digníssimum, R.
Cor Iésu, rex et centrum ómnium córdium, R.
Cor Iésu, in quo sunt omnes thesáuri sapiéntiae et sciéntiae, R.
Cor Iésu, in quo hábitat omnis plenitúdo divinitátis,R.
Cor Iésu, in quo Pater sibi bene complácuit, R.
Cor Iésu, de cúius plenitúdine omnes nos accépimus, R.
Cor Iésu, desidérium cóllium aeternórum, R.
Cor Iésu, pátiens et múltae misericórdiae, R.
Cor Iésu, dives in omnes qui ínvocant te, R.
Cor Iésu, fons vítae et sanctitátis, R.
Cor Iésu, propitiátio pro peccátis nostris, R.
Cor Iésu, saturátum oppróbriis, R.
Cor Iésu, attrítum propter scélera nostra, R.
Cor Iésu, usque ad mortem obóediens factum, R.
Cor Iésu, láncea perforátum, R.
Cor Iésu, fons totíus consolatiónis, R.
Cor Iésu, vita et resurréctio nostra, R.
Cor Iésu, pax et reconciliátio nostra, R.
Cor Iésu, víctima peccatórum, R.
Cor Iésu, salus in te sperántium, R.
Cor Iésu, spes in te moriéntium, R.
Cor Iésu, delíciae sanctórum ómnium, R.
Agnus Dei, qui tollis peccáta mundi,
parce nobis, Dómine.
Agnus Dei, qui tollis peccáta mundi,
exáudi nos, Dómine.
Agnus Dei, qui tollis peccáta mundi,
miserére nobis.
Iésu, mitis et húmilis corde,
fac cor nostrum secúndum cor tuum.

Orémus.
Omnípotens sempitérne Deus, réspice in cor dilectíssimi Fílii tui, et in láudes et satisfactiónes quas in nómine peccatórum tibi persólvit, iísque misericórdiam tuam peténtibus tu véniam concéde placátus, in nómine eiúsdem Fílii tui Iésu Christi. Qui tecum vivit et regnat in sáecula saeculórum.

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