sabato 1 luglio 2017

In festo Pretiosissimi Sanguinis Domini Jesu Christi


Dopo un lungo periodo nel corso del quale questa devozione non venne più praticata, il Sangue di Cristo cominciò nuovamente ad essere adorato nella prima metà dell'Ottocento, attorno a una presunta reliquia della Passione che si conservava nella Basilica di S. Nicola in Carcere (oggi S. Giuseppe a Capo le case).
L'iniziatore fu un pio sacerdote, poi vescovo, don Francesco Albertini, promotore di una Confraternita intitolata appunto al Preziosissimo Sangue, nel cui seno si formarono grandi spiriti che ne proseguirono e ne diffusero la devozione.

Tra gli altri propagatori di questa devozione, brillano i nomi di S.Gaspare del Bufalo, fondatore dei Missionari del Preziosissimo Sangue, e di S. Maria De Mattias, che fondò le Suore Adoratrici del Sangue di Cristo. In tutta Italia e anche nel mondo sorsero diversi Istituti femminili dedicati al Sangue di Cristo, come le Suore del Preziosissimo Sangue, fondate a Monza, o le Figlie della Carità del Prezioso Sangue
 Tuttavia, il momento decisivo per l'affermazione della solennità è la notte del 24 novembre del 1848, quando il papa Pio IX fuggì da Roma con lo scopo di raggiungere e di rifugiarsi a Gaeta. Ritornò a Roma dopo dicassette mesi di esilio volontario, mettendosi d'impegno, una volta redito, per ripristinare l'ordine distrutto dal breve governo della repubblica romana. Il pontefice proclama con duplice decreto la festa del Preziosissimo Sangue, doppia di I classe ,che viene elevata al grado di prima classe dal suo successore Pio IX nell'occasione del Giubileo Straordinario per i XIX secoli della Redenzione (1933).
La precedentemente celebrata solennità del Corpus Domini non è da confondersi o da unirsi con la celebrazione di oggi. Leggiamo, nell'Antico Testamento, che la vita del corpo e della carne è nel sangue,  e il suo versamento rappresenta simbolicamente il Sacrificio. Il Padre comanda di non versare il sangue, cioè di non spargerlo inutilmente con gli assassinii, di non berlo e di non mangiare carni animali che contengano ancora residui di sangue; perchè il sangue è vita, il sangue è sacro. (Deuteronomio 12,23).   Così come un capro puo essere ritenuto in potere di addossarsi le colpe degli uomini, e così come i sacerdoti davanti  al tabernacolo del tempio ultimavano i sacrifici degli agnelli maschi, dissanguandoli e non rompendogli alcun osso, così  anche il  Sangue vivo dell'Agnello, che, nel suo infinito amore, si sobbarca il peso della colpa  di Adamo e diventa la condizione per la redenzione dei suoi figli, macchiati anche loro, dagli Inferi nel seno del Padre. Lo spargimento veterotestamentale però,che serviva a simboleggiare la purezza del sacrificio, non poteva certo avere il valore della cosa simboleggiata. Molte sono quindi  le allusioni, le profezie, le adombrazioni che indicano la prossima venuta del vero Agnello Lo si vede nell'omicidio del giusto Abele,nelle offerte dell'alleanza di Noè, lo si vede in Isacco, che, figlio prediletto anche lui, era destinato ad essere sacrificato, lo si vede in Giuseppe, il cui tradimento, si crudele e inconcepibile, ordito dai fratelli malvagi, diventa la condizione della loro stessa salvezza. Solo il Sangue vivo di Cristo, preannunciato in questa moltitudine di immagini, ha il potere di redimere l'umanità, di graziare il genere umano, scorrendo sull legno della croce, di essere infine  il liquore inebriante della Mensa del Signore.

Dal  momento della Sua crocifissione sul Golgota, al termine delle Sue Passioni, che i cristiani piangono nei giorni del Triduo Pasquale ,"la sua espiazione e la nostra redenzione sono cosa acquisita definitivamente per l'eternità. Il suo sangue, veicolo della sua vita, purifica non soltanto il nostro corpo, ma la nostra stessa anima, il centro della nostra vita; distrugge in noi le opere di peccato, espia, riconcilia, sigilla e consacra la nuova alleanza e, una volta purificati, una volta riconciliati, ci fa adorare e servire Dio mediante un culto degno di lui".

La lettura della Messa del giorno accenna anch'essa alla necessità del versamento del sangue:

Fratelli: Cristo, venuto come pontefice dei beni futuri, attraversando un tabernacolo più grande e più perfetto, non fatto da mano d'uomo, cioè non di questa creazione, non col sangue dei capri e dei vitelli, ma col proprio sangue entrò una volta per sempre nel Santuario, dopo avere ottenuta la redenzione eterna. Or se il sangue dei capri e dei tori e la cenere di vacca, aspergendo gl'immondi, li santifica quanto alla purità della carne, quanto più il sangue di Cristo, che per lo Spirito Santo ha offerto se stesso immacolato a Dio, purificherà la nostra coscienza dalle opere di morte per servire a Dio vivo? E per questo egli è mediatore d'una nuova alleanza, affinché interposta la sua morte per redimere le prevaricazioni avvenute sotto la prima alleanza, i chiamati ricevan la promessa di eterna eredità in Gesù Cristo nostro Signore
(ICorinti IX,11-15)

La solennità del Preziosissimo Sangue è complementare ed allo stesso modo non avvicinabile alla recente festa del Corpus Domini;se nel secondo vediamo la fisicità del Cristo e la sua presenza nel Sacramento,nella concreta ostia consacrata di ogni domenica,nel primo vediamo il Sangue come un valore universale ed infinito,così come descritto definitivamente nell'epistola.
 

Quantunque in Oriente non sussista questa festa, ciò non significa che vi manchi la concezione teologica dell'importanza dell'expiatio sanguinis, ch'è fondamentale nell'economia della Redenzione, come possiam leggere nell'omelia ai neofiti del più grande padre d'Oriente, Giovanni Crisostomo:

Volete conoscere la virtù del sangue di Cristo? Risaliamo a ciò che l'ha figurato, e ricordiamo il suo primo simbolo, e narriamo il passo dell'antica Scrittura. Nell'Egitto, Dio minacciava gli Egiziani d'una decima piaga, di far perire a mezzanotte i loro primogeniti, perché trattenevano il suo popolo primogenito. Ma, affinché l'amato popolo Giudaico non perisse insieme con quelli, abitando tutti uno stesso paese, egli trovò un mezzo di riconoscimento. Esempio meraviglioso fatto apposta per farti conoscere la virtù del sangue di Cristo. Gli effetti . della collera divina erano attesi e il messaggero di morte andava di casa in casa. Che fa allora Mosè? Uccidete, dice, un agnello d'un anno, e col suo sangue tingete le porte. Che dici, Mosè? Il sangue di un agnello può dunque preservare l'uomo ragionevole? Certo, egli risponde; non perché è sangue, ma perché esso è figura del sangue del Signore.
Poiché come le statue dei re, pur inerti e mute, proteggono d'ordinario gli uomini dotati d'anima e di ragione i quali si rifugiano presso di esse, non perché sono di bronzo ma perché sono l'immagine del principe; così quel sangue, privo di ragione, liberò gli uomini aventi un'anima, non perché era sangue, ma perché annunziava la venuta di questo sangue. E allora l'Angelo devastatore vedendo gli stipiti e le porte tinte, passò oltre e non osò entrare. Se dunque ora il nemico invece delle porte tinte d'un sangue figurativo, vedrà le labbra dei fedeli, porte dei templi di Cristo, arrossate del suo vero sangue, molto più esso se ne allontanerà. Perché se l'Angelo si ritirò davanti alla figura, quanto più sarà atterrito il nemico nel vedere la stessa realtà? Vuoi conoscere ancora un'altra virtù di questo sangue? Sì. Guarda donde prima s'è sparso e da qual fonte è uscito. Esso è uscito prima dalla croce medesima; il costato del Signore ne fu la sorgente. Difatti morto Gesù, è detto, e ancora sospeso alla croce, si avvicina un soldato, ne percuote il lato colla lancia e ne esce acqua e sangue; l'una simbolo del battesimo, l'altro del sacramento. E perciò non disse: Uscì sangue e acqua; ma uscì prima l'acqua e poi il sangue, perché prima siamo lavati nel battesimo, e poi consacrati dai santi misteri.
Un soldato aprì il costato, e fece un'apertura nella parete del tempio santo; ed io v'ho trovato un tesoro prezioso, e mi rallegro di scoprirvi delle grandi ricchezze. Così è avvenuto pure di quest'agnello: i Giudei uccisero l'agnello, ed io vi ho riconosciuto il frutto del sacramento. Dal costato uscì sangue ed acqua. Non voglio, uditore, farti passare sì rapidamente sui secreti di tanto mistero; mi resta ancora a dire una cosa mistica e profonda. Dissi quest'acqua e questo sangue esser simbolo del battesimo e dei sacri misteri. Infatti per essi fu fondata la Chiesa mediante la rigenerazione del bagno e la rinnovazione dello Spirito Santo. Per il battesimo, dico, e i sacri misteri, che sembrano usciti dal costato. Dal suo costato dunque Cristo ha edificato la Chiesa, come dal costato di Adamo fu tratta Eva, sua sposa. Ond'è che alludendo a questo costato. Invero, come Dio fece uscire la donna dal costato d'Adamo, così Cristo ci ha dato dal suo costato l'acqua e il sangue, destinati alla Chiesa come elementi riparatori.

Nessun commento:

Posta un commento