venerdì 14 luglio 2017

La festa del Redentore

Il 15 luglio, secondo il calendario tradizionale del Patriarcato, ricorre la festa veneziana del SS.mo Redentore, rinnovo della consacrazione della città lagunare a Gesù Redentore, avvenuta il 20 luglio 1577, per ringraziare il Salvatore di aver liberato la città dalla terribile pestilenza che da ormai due anni l'affliggeva.


L'epidemia del 1575, giunta dall'area turco-ungherese, è ricordata come la più grande dopo quella del Trecento, e causò la morte di 50.000 persone (oltre un terzo della popolazione lagunare!), tra cui il pittore Tiziano Vecellio. I malati, secondo i provvedimenti dogali sulla Sanità, venivano accatastati nel Lazzaretto Nuovo e, accertato il contagio, trasferiti al Lazzaretto Vecchio: il numero era però tale che presto si dovette autorizzare l'ammassamento degli appestati in eccesso su barche ancorate alle due isole. Tutti i mendicanti furino arrestati, egli abitanti costretti a chiudersi in casa per oro giorni.
Si riteneva che il mezzo primario del contagio fosse l'aria, e non vi fosse rimedio a quella peste: vi erano di continuo accesi fuochi purificatori di legno di ginepro proveniente dalla Dalmazia per stornare la malattia dall'aria; i medici indossavano, per non essere appestati, un costume interamente nero con tanto di maschera, dotata di un lungo becco in cui venivano poste erbe aromatiche, al fine di depurare l'aria respirata dal cerusico.

Il tempio e il ponte votivi
Il 4 settembre il 1576 il Senato deliberò a favore della dedicazione di un tempio votivo a Nostro Signore Gesù Cristo Redentore, perché per la sua misericordia quel terribile flagello fosse stornato da Venezia. La costruzione ebbe inizio il 3 maggio 1557, su progetto del Palladio, nel territorio dell'isola della Giudecca, e in poco più di due mesi la pestilenza fu miracolosamente scacciata. Davanti alla grande opera di Nostro Signore parve doverosa al doge Sebastiano Venier la consacrazione della città a Iddio che l'avea sì prestamente liberata. In tale occasione, fu costruito un ponte votivo che collegasse Venezia all'isola della Giudecca, per potee effettusre una solenne processione al tempio (ancora incompleto peraltro, e terminato solo nel 1592) e facilitare l'afflusso dei pellegrini che vennero ad adorare Nostro Signore Eucaristico, con il quale il Patriarca benedì poi l'intera città.

Benedizione eucaristica alla città
impartita da S.E. il patriarca F. Moraglia
Da oltre cinque secoli si è mantenuta viva la tradizione di onorare il Signore Redentore con una festa speciale doppia di II classe celebrata il 15 luglio (con possibilità, assai fruita, di trasferirla alla III domenica di luglio, ossia quella immediatamente successiva). In tal giorno, viene montato nuovamente il ponte di barche (due in realtà, uno dalle Zattere e uno dalla Salute) e vengono officiate nella basilica votiva numerose Messe, alla più solenne delle quali, pontificalmente celebrata dal Patriarca, segue la benedizione della città con l'Ostensorio, Nostro Signore Gesù Cristo realmente presente. A margine di essa si aggiunge tradizionalmente una manifestazione popolare, una regata di imbarcazioni tipiche. Infatti, la festa religiosa raggiunse un carattere quasi di sagra popolare: le calli e le barche vengono addobbate con festoni e baloni (lanterne di carta colorate), e il festeggiamento ha già inizio la serata precedente, dacchè un tempo, per paura di non trovar posto per le cerimonie, molti fedeli si raccoglievano nelle calli vicine (o approdavano con le proprie imbarcazioni) il sabato sera, allestendovi delle cucine e ivi cenando a lume di candela e cantando motivi religiosi popolari; anche dopo aver resto omaggio a Dio, la domenica, numerosi veneziani restavano nei dintorni fino alla sera stessa, proseguendo la festa con lietezza.

IN  FESTO SANCTISSIMI   REDEMPTORIS
   Introitus
Is. 61
G
Áudens gaudébo in Dómino, et exsultábit ánima mea in Deo meo : quia índuit me vestiméntis salútis : et induménto justítiæ circúmdedit me.
Ps. 88. Misericórdias Dómini in ætérnum cantábo : in generatiónem et generatiónem.
V/. Glória Patri.
Oratio
D
Eus, qui Unigénitum tuum mundi Redemptórem constituisti, et per eum, devícta morte, nos misericórditer ad vitam reparásti : concéde; ut haec benefícia recoléntes, tibi perpétua caritáte adhærére, et ejúsdem redemptiónis fructum percípere mereámur. Per eúndem.
Et fit comm. S. Henrici Imperatoris, Imp. et Conf., ut in Missali.
Léctio Epistole beáti Pauli Apóstoli ad Ephésios     Ephes. 1
B
Enedíctus Deus, et Pater Dómini nostri Jesu Christi, qui benedíxit nos in omni benedictióne spirituáli, in cæléstibus in Christo, sicut elégit nos in ipso ante mundi constitutiónem, ut essémus sancti et immaculáti in conspéctu ejus in caritáte. Qui prædestinávit nos in adoptióne filiórum per Jesum Christum in ipsum, secúndum propósitum voluntátis suæ, in laudem glóriæ grátiæ suæ, in qua gratificávit nos in dilécto Fílio suo. In quo habémus redemptiónem per sánguinem ejus, remissiónem peccatórum secúndum divítias grátiæ ejus, quæ superabundávit in nobis in omni sapiéntia, et prudéntia : ut notum fáceret nobis sacraméntum voluntátis suæ, secúndum beneplácitum ejus, quod propósuit in eo.
Graduale. Ps. 85. Omnes gentes quascúmque fécisti, vénient, et adorábunt coram te, Dómine : et glorificábunt nomen tuum. V/. Quóniam magnus es tu, et fáciens mirabília : tu es Deus solus.
Allelúja.  V/. Ps. 73. Deus autem, rex noster ante saécula : operátus est salútem in médio terræ. Allelúja.

Sequéntia sancti Evangélii secúndum
Joánnem                 Joann. 3
I
N illo témpore : Dixit Jesus Nicodémo : Nemo ascéndit in cælum, nisi qui descéndit de cælo, Filius hóminis, qui est in cælo. Et sicut Móyses exaltávit serpéntem in desérto; ita exaltári opórtet Fílium hóminis : ut omnis, qui credit in ipsum, non péreat, sed hábeat vitam ætérnam. Non enim misit Deus Fílium suum in mundum, ut júdicet mundum : sed ut salvétur mundus per ipsum. Qui credit in eum, non judicátur : qui autem non credit, jam judicátus est : quia non credit in nómine unigéniti Fílii Dei.
Et dicitur Credo.
Offertorium. Salus pópulì ego sum, dicit Dóminus : de quacúmque tribulatióine clamáverint ad me, exáudiam eos : et ero illórum Deus in perpétuum, allelúja.
Secreta
S
Úscipe, quaésumus, Dómine, oblátum redemptiónis ætérnæ mystérium : et præsta; ut unigéniti Fílii tui gloriósis méritis intercedéntibus, vivíficet nos semper, et múniat. Per eúndem.
Præfatio de Cruce.
Communio. Ps. 106. Confiteántur Dómino misericórdiæ ejus, et mirabília ejus fíliis hóminum, allelúja.
Postcommunio
C
Órporis tui sacri, ac pretiósi sánguins, quo redémpti sumus, Dómine Jesu Christe, partícipes effécti : quaésumus; ut in nobis tua múnera tueáris; atque a preeséntis vitae malis eréptos, ad bona perdúcas sempitérna : Qui vivis.
FESTA DEL SS.MO REDENTORE
   Introito
Is. 61
  
C
on gioia gioirò nel Signore, e l'anima mia esulterà nel mio Dio, dacchè mi ha rivestito della veste della salvezza e mi ha cinto con l'abito della giustizia. 
Sal. 88. Canterò in eterno la misericordia del Signore, di generazione in generazione. 
V/. Gloria al Padre.
Orazione
D
io che hai costituito il tuo Figlio Unigenito Redentore del mondo e per mezzo di lui, sconfitta la morte, ci hai misericordiosamente restituita la vita: concedici, celebrando questi benefici,  di meritare d'aderire a te in perfetta carità e di ricevere il frutto della Redenzione. Per lo stesso Nostro Signore.
E si fa la memoria di S. Enrico, imp. e conf., come nel Messale. 
Lezione dall'epistola di S. Paolo Apostolo agli Efesini     Efes. 1
B
enedetto sia Iddio, Padre del Signor nostro Gesù Cristo, che ci ha benedetti con ogni spiritual benedizione, nei cieli in Cristo, siccome ci ha eletti in lui stesso pria della creazione del mondo, acciocchè fossimo santi e immacolati al suo cospetto nella carità. Egli ci ha predestinati nell'adozione di figli per mezzo di Gesù Cristo in lui stesso, secondo l'intento della sua volontà, a lode della gloria della sua grazia, della quale ci fè dono nel Figlio suo diletto. In lui abbiam la redenzione per mezzo del suo sangue, la remissione dei peccati secondo la ricchezza della sua grazia, la quale in noi sovrabbondò in ogni sapienza e saggezza: per svelarci il sacramento della sua volontà, secondo il suo beneplacito, che in lui s'era proposto. 
Graduale. Sal. 85. Tutte le genti che hai create verranno e ti adoreranno, o Signore, e glorificheranno il tuo nome. V/. Poichè grande sei tu e compi prodigi: tu solo sei Dio. 
Allelúja.  V/. Sal. 73. Iddio, Re nostro prima di tutti i secoli, ha operato la salvezza sulla terra. Allelúja.
Seguito del S. Evangelo secondo S. Giovanni                 Giovan. 3
I
N quel tempo disse Gesù a Nicodemo: Nessuno ascende al cielo se non quegli che dal cielo discese, il Figlio dell'uomo, che sta in cielo. E al pari di Mosè che innalzò il serpente nel deserto, così conviene che il Figlio dell'uomo sia innalzato: acciocchè chiunque creda in lui non perisca, ma abbia la vita eterna. Iddio infatti non mandò il Figlio suo nel mondo a giudicare il mondo, ma perchè il mondo fosse salvato per mezzo di lui. Chi crede ij lui non sarà giudicaro, ma chi non crede già è stato giudicato, perciocchè non ha creduto nel nome del Figlio di Dio unigenito.
Si dice il Credo.
Offertorio. Io son salvezza del popolo mio, dice il Signore: in qualsivoglia tribolazione mi avranno invocato, io l'ascolterò, e sarò il loro Dio in eterno, allelúja. 
Secreta
A
ccetta, te ne preghiamo, o Signore, il mistero offerto per la nostra eterna Redenzione, e concedi che, per l'intercessione dei gloriosi merito del Figlio tuo Unigenito, noi sempre abbiam vita e protezione. Per lo stesso Signore Nostro.
Prefazio della s. Croce. 
Comunione. Sal. 106. Loderanno il Signore le sue misericordie, e i suoi miracoli pei figli degli uomini, allelúja. 
Postcommunio
D
el Corpo tuo Sacro e del Sangue prezioso, dal quale siam stati redenti, Signore Gesù Cristo, abbiam partecipato: te ne preghiamo, custodisci in noi i tuoi doni, e, liberati dai mali dea vita presente, guidaci ai beni sempiterni. Tu che vivi.

1 commento:

  1. È da precisare che oggi la festa è vissuta in modo molto meno devoto: la gente accorre per la regata e i fuochi artificiali sparati alla mezzanotte tra sabato e domenica, disertando le funzioni in chiesa. Altro che paura di non trovare posto come nei secoli felici del Cattolicesimo... In ogni caso la solenne funzione Patriarcale (im rito nuovo purtroppo) sarà alle 19 di domenica 16 quest'anno; la Benedizione Eucaristica (cui consigliamo di prender parte, magari dopo la Messa antica del Redentore celebrata alle 11 a S. Simeon Piccolo) sarà alle 20 circa.
    Preghiamo il SS.mo Redentore di stornar da noi il vero flagello di questi tempi: l'assenza di fede nell'Europa e la laicizzazione avanzante, demoniaco mezzo per distruggere la civiltà cattolica.

    P.s.: volevo trovare un'immagine della Benedizione in rito antico (magari celebrata dal patriarca Sarto, futuro Papa S. Pio X) ma non l'ho trovata. Se qualcuno ne trovasse una può inviarmela via mail.

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