venerdì 18 agosto 2017

Chiese Veneziane - San Polo (S. Polo, 2012)

Nota di Redazione: qualora qualcuno abbia letto durante la mattinata di oggi 18 agosto un omonimo articolo mal impostato, sappia che si trattava di una bozza abusivamente pubblicata senza il consenso della nostra redazione.

La Chiesa di San Paolo Apostolo (vulgo San Polo) è una Chiesa veneziana, situata nell'omonimo campo (il più grande della città) al centro dell'omonimo sestiere (il più piccolo della città), dando il nome ad entrambi.

L'abside della Chiesa, così come appare dal campo
La sua prima edificazione risale all'837, essendo doge Pietro Tradonico, ancorché alcuni la posticipino di qualche anno, ponendola sotto il dogado di Orso I Partecipazio.

San Polo, a differenza della maggioranza delle chiese veneziane, non è stata ristrutturata mai nella sua totalità, così ha avuto il vantaggio di conservare in maggior parte la sua planimetria originale, ovvero tripartita in tre navate, seguendo i canoni dell'architettura veneto-bizantina.Tuttavia, nel corso dei secoli dovette subire numerosi rimaneggiamenti a causa del naturale decadimento. Queste frequenti ricostruzioni contribuirono a dare all'edificio un aspetto stilisticamente poco omologo.Il primo dei grandi lavori di rimaneggiamento fu nel periodo andante dal 1200 al 1300, anni della fioritura dello stile gotico, e ciò spiega gli elementi goticheggianti come il portale laterale, illustrato con decorazioni a rilievo e mondanature a tortiglione, le complicate strutture ogivali della navata e il rosone. Nell'Ottocento furono perpetrate alcune modifiche da parte di David Rossi, che rimosse per sostituzione le colonne costeggianti la navata centrale, e modificò la successione delle aperture, nel tentativo di imporre lo stile neoclassico ottocentesco; al termine di questi lavori, nel 1838, la chiesa fu riconsacrata, ancorché avesse smesso da ventotto anni, dopo le soppressioni napoleoniche, di essere parrocchia. L'abside inoltre fu modificato su pianta semiottagonale. Solo recentemente, rimossi gli orpelli neoclassici e riportato il tutto alla purezza quattrocentesca, è stato riportato alla luce il particolare soffitto fatto a carena di nave, elemento architettonico presente in molte chiese di Venezia del periodo veneto bizantino, come a San Zan Degola e a San Giacomo dall'Orio.

Il campanile con cuspide a pigna fu innalzato nel 1362, ad opera di Filippo Dandolo. L'ingresso è sormontato da due leoni affrontati, l'uno recante fra gli artigli un serpente, l'altro una testa umana: secondo la tradizione, ricorderebbero la tragica fine di Marin Faliero, oppure del conte di Carmagnola.

Gloria Angelica di Giandomenico Tiepolo
Per quanto concerne gli interni, vi si trovano opere di Tintoretto (Ultima Cena e la pala dell'altare laterale con l'Assunzione), Paolo Piazza (San Silvestro battezza Costantino e San Paolo predicante), Jacopo Guarana (Sacro Cuore), Veronese (il famosissimo Sposalizio della Vergine), Palma il Giovane e Alessandro Vittoria (episodi delle vite di S. Pietro, S. Paolo e S. Antonio Abate), Giambattista Tiepolo (S. Giovanni Nepomuceno) Giandomenico Tiepolo (Risurrezione e Gloria angelica, ambedue sul soffitto). Anonimi sono i ritratti degli Evangelisti, così come gli autori del Crocifisso dell'Altar maggiore e dei dipinti della navata destra.
La II stazione della Via Crucis del Tiepolo
La Cappella del Santissimo si trova a lato dell'altar maggiore; è decorata con opere di Giuseppe Porta (scene della Passione) e affreschi di Gioacchino Pozzoli sul soffitto.

Una curiosità è che alla chiesa non è possibile accedere dalla facciata principale, in quanto l'antico nartece fu sostituito all'oratorio del crocifisso, murato l'ingresso, dove è inserita, tra i suoi vari lavori ivi presenti, l'opera prima di Giandomenico Tiepolo, la Via Crucis (1747 circa).

Martirio di San Giovanni Nepomuceno, del Tiepolo
Alla Chiesa furono donate dal sovrano polacco Augusto III le reliquie dello ieromartire boemo Giovanni Nepomuceno, che da allora divenne patrono meno principale della città di Venezia.

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