domenica 12 novembre 2017

Del ballo, l'arte del demonio

Sono capitato sulla pagina di una rinomata scuola cattolica toscana, e trovo con mio grande disappunto, tra le notizie dell'istituto, la cronaca del Ballo di fine anno, evento che, nato nelle scuole laiciste, ha trovato posto oggi persino nelle scuole cattoliche. Le due cose che più mi hanno destato disgusto sono che quel ballo era organizzato dalla stessa scuola, ma soprattutto i commenti entusiasti dei genitori, contentissimi che i loro figli e figlie (ah, care vecchie "single-sex schools", ndr) potessero darsi alle danze più sfrenate, ed elogiando persino la loro cura nel scegliere gli abiti, che, come provato dalle foto allegate, erano ovviamente provocanti e scostumati.

Ma il ballo è ammissibile per un cattolico? Sentiamo il parere del Santo Curato d'Ars:

"Mio Dio, come è possibile avere gli occhi accecati fino a questo punto, fino a credere che nel ballo non c’è niente di male, mentre esso è la corda con cui il demonio trascina all’inferno tante anime?…
Il ballo è circondato dal demonio come un giardino è circondato da un muro…
Le persone che entrano in una sala da ballo lasciano il loro Angelo custode alla porta e un demonio lo sostituisce, per cui, presto, nella sala, ci sono tanti demoni quanti ballerini".

E a quel tempo i balli erano molto meno scandalosi e più costumati di quelli odierni! Eppure San Giovanni Maria Vianney non dava l'assoluzione a chi non prometteva solennemente di non più assistere o prender parte a balli! Oggi, invece, non solo in scuole cattoliche si sta diffondendo l'uso di promuovere questi pericolosi divertimenti, ma si sta finanche inserendo il ballo nella liturgia, ballo eseguito da persone consacrate. E questo ballo è ben diverso dalla danza gioiosa di cui parla il Vangelo, o da quelle che compivano i pellegrini salendo ai monasteri: quelle erano danze di significato sacro, accompagnate da testi sacri, ma compiute in un contesto umano, e non in quello esclusivamente divino della Sacra Liturgia. I balli delle Giornate Mondiali della Gioventù avevano tutto meno che la sacralità, ma anche quando l'avessero avuta, erano nel posto sbagliato e nel momento sbagliato. E quanto più grave è un atto, già di per sé estremamente negativo per un cristiano, quale il ballo, diabolico strumento di lascivia, quando è compiuto da persone che dovrebbero essersi consacrate interamente a Dio.
O tempora, o mores! Miserere nostri, Domine, miserere nostri!

5 commenti:

  1. Una domanda (priva di intenti polemici): è dunque falso il noto episodio in cui si racconta che papa S. Pio X avesse giudicato il tango un ballo lecito? Vi ringrazio per l'attenzione. Alessandro.

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    1. No, è vera. Il ballo in sè non è peccato, ma occasione di peccato. E per questo il Curato d'Ars negava l'assoluzione a chi non prometteva di fuggire le occasioni.
      S. Pio X disse che non bisognava considerare peccatori mortali i ballerini di tango, non che i preti dovessero incitare i giovani a darsi a questo tipo di balli.

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  2. Ringrazio per la risposta che terrò sempre presente.
    Tuttavia un dubbio in me rimane.
    Naturalmente sono d'accordo sul fatto che i sacerdoti non debbano organizzare balli o promuoverli.
    Invece, resta un dubbio su come interpretare il giudizio dato da S.Pio X ai ballerini di tango del noto episodio.
    Infatti, se ogni ballo profano è da considerarsi occasione di peccato; e S.Pio X ha giudicato il tango come lecito; allora il Pontefice, per errore, ha ritenuto lecita un'occasione di peccato.
    Infatti, nel Catechismo Maggiore S.Pio X scrive che le occasioni di peccato vanno sempre schivate (lo leggo a pag. 168, Ares Edizioni, Milano 2017).
    Dobbiamo dunque concludere che il Papa sia caduto, per errore, in contraddizione?
    Siamo sicuri che S.Pio X si sia sbagliato sul punto?
    Oppure sono io che sbaglio nel mio ragionamento?(cosa assai probabile).
    In ogni caso ci tengo a ribadire che la mia replica non è volta ad attaccare la Chiesa o la sua Gerarchia. Insomma non sono mosso da intenti polemici. Ringrazio per l'attenzione. Alessandro.

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  3. Le parole di S. Pio X furono: "non vedo peccati in questo ballo". L'interpretazione che poi ne possiamo dare è molteplice.
    Ricordo, anche Padre Pio negò l'assoluzione a un uomo che teneva in tasca la tessera del club del ballo.
    Per la mia modesta interpretazione, penso ad alcuni atti onesti e leciti di per sè (id est, tenere la mano a una fanciulla o guardarla in parti oneste) che in alcune persone sono occasioni di grave peccato. In tal caso, per queste persone vi è peccato in un atto che per la maggior parte delle altre, nonchè per la manualistica classica, è onesto.

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  4. Comunque, anche se, come ho detto sopra, in questo caso S. Pio X non è caduto in contraddizione, il Bellarmino afferma che il Romano pontefice, nel magistero ordinario, può sbagliare, se pur "rare et per accidens". Ancor più dunque è possibile che un Papa sbagli nelle dichiarazioni informali (come fu quella del Papa riguardo il tango, o sono la maggior parte delle dichiarazioni dei moderni Papi "mediatici"),

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