venerdì 15 dicembre 2017

Homilia in Octava Conceptionis Immaculatae B. Mariae Virginis



Predica del rev. padre Joseph Kramer, FSSP, per la festa dell'Immacolata Concezione

A Natale, il 25 dicembre, celebriamo la Nascita di Gesù; nove mesi prima abbiamo la festa del 25 marzo, che celebra la concezione di Cristo, l’Annunciazione. Così, l’8 settembre celebriamo la festa della Nascita di Maria Santissima, e oggi, nove mesi prima, celebriamo la festa della concezione della Santa Vergine.
La concezione di una persona umana ha due dimensioni: la dimensione fisica, ossia l’embrione che comincia la sua esistenza fisica; e la dimensione spirituale. La dimensione spirituale inizia quando Dio crea l’anima della persona, e unisce quest’anima all’embrione. Il formarsi dell’embrione e l’infusione dell’anima succedono nello stesso momento: l’embrione è dunque una persona umana con corpo e anima dal primo istante del suo concepimento.
Quando Dio ha creato Adamo ed Eva, li ha creati già adulti e dal primo istante della loro esistenza le loro anime erano unite ai loro corpi. Le loro anime hanno ricevuto, per di più, un privilegio soprannaturale: Dio ha infatti ornato le anime di Adamo ed Eva con la grazia santificante.
La grazia santificante è un dono creato da Dio. Dio adorna l’anima con la grazia santificante in modo che essa possa entrare in relazione con Lui, in un intimo contatto e comunione col Signore. La grazia santificante è conferita all’anima affinché l’anima possa vivere in unione con Dio in modo permanente. Adamo ed Eva, al momento della loro creazione, hanno ricevuto questa grazia santificante come un favore che andava oltre la natura umana, e che permetteva loro di vivere in uno stabile rapporto di concordia e sintonia con Dio. Ma non vi fu più questa sintonia fra i loro desideri e il governo di Dio, quando essi si allontanarono da Dio e dallo stato di perenne comunione con Lui.
Così, quando i figli di Adamo ed Eva sono stati concepiti nel grembo di Eva, hanno ereditato dai loro genitori il peccato originale. Il peccato originale si moltiplica quando ogni discendente di Adamo viene all’esistenza, nel momento del suo concepimento: in ogni discendente di Adamo l’anima umana viene infusa nello stato di privazione della grazia santificante.
L’anima di ognuno di noi, di ogni discendente di Adamo, viene creata da Dio, e l’anima creata da Dio è per sua natura buona; tuttavia, lo stato di peccato originale che ereditiamo da Adamo significa la mancanza dell’antico privilegio soprannaturale. Come conseguenza del peccato originale, Dio infatti non conferisce alle nostre anime la grazia santificante al momento della nostra concezione.
L’opera redentrice di Cristo ci libera dalla miseria del peccato. Il peccato è, secondo la sua essenza, un distacco da Dio, e pertanto l’effetto della Redenzione deve consistere nell’unire nuovamente l’anima umana a Dio. La Redenzione è dunque la liberazione dal dominio del peccato e dei mali che lo accompagnano, ossia la schiavitù del demonio e della morte. La Redenzione è finalmente la restaurazione dello stato di unione soprannaturale con Dio, che era stato distrutto dal peccato. La Redenzione fu compiuta principalmente dalla soddisfazione vicaria e dal merito del sacrificio sulla croce. La soddisfazione riparò l’offesa fatta a Dio, e il merito di Cristo acquistò la grazia santificante, la quale viene comunicata a noi principalmente per mezzo del Battesimo e dei Sacramenti.
Sapendo questo, possiamo comprendere meglio la definizione del dogma dell’Immacolata Concezione di Maria: “La beatissima Vergine Maria fu preservata, per particolare privilegio di Dio onnipotente, in previsione dei meriti di Gesù Cristo, immune da ogni macchia di peccato originale, sin dal primo istante del suo concepimento”.
L’essenza del peccato originale consiste nella privazione della grazia santificante, causata dal Peccato di Adamo, ma Maria Santissima fu preservata immune da questa privazione, dimodoché entrò nell’esistenza in uno stato di grazia santificante. L’esclusione del peccato originale fu per Maria un dono e un’eccezione riservata a Lei sola.
“In previsione dei meriti di Gesù Cristo”, Maria Santissima è stata colmata della grazia santificante al momento della creazione della sua anima, cioè dal primo momento del suo concepimento. Maria fu in realtà redenta da Cristo, in quanto la grazia santificante Cristo l’ha recuperata per gli uomini con la sua Croce, ma questa grazia Dio la conferì a Maria prima della Crocifissione di Gesù, prima della Redenzione che Cristo compirà 49 anni dopo. Così si capisce questa frase, che Ella fu preservata dal peccato originale “in previsione dei meriti di Cristo”.
E adesso meditiamo per un momento sul motivo per quale Dio ha riempito l’anima di Maria con la grazia santificante dal primo momento della sua esistenza. Maria Santissima era destinata ad essere la Madre di Gesù, madre che doveva concepire, partorire, crescere ed educare il suo Figlio divino. Ogni madre che concepisce, cresce ed educa un figlio, per forza vive un’unione intima con Esso. Gesù è Dio; Maria dunque concepisce, cresce ed educa Dio. In vista della sua vocazione di essere madre di Dio, l’Onnipotente ha colmato l’anima di lei con la grazia santificante. Ricordiamo che questa grazia permette a una persona di vivere in un intimo contatto e unione con Dio, in uno stabile rapporto di concordia e comunione con Esso, di vivere una perfetta sintonia fra ciò che Dio vuole e ciò che noi vogliamo. Dio voleva per sé una madre che vivesse in uno stretto rapporto di amore con Lui, perciò ha riempito l’anima di Maria con la grazia santificante: per questo motivo non c’è peccato in Maria. Il peccato significa distacco, significa conflitto tra ciò che Dio richiede da noi e i nostri desideri. Nella vita di Maria non vediamo mai un tale distacco, un tale conflitto; invece, vediamo Maria condividere in modo perfetto la vita del suo Divin Figlio: parte con lui in Egitto, divide la sua vita nascosta a Nazareth, avvia la sua missione alle Nozze di Cana, e soprattutto è presente con lui quando sale in croce, e poi accetta la separazione comportata dall’Ascensione, ed è presente come Madre della Chiesa di Gesù il giorno di Pentecoste.
L’esempio di Maria ci dà speranza. È un esempio di cosa è capace l’anima umana quando accetta di essere colmata della grazia santificante, quando coopera con essa, quando conserva in sé per tutta la vita questa grazia.
A noi la grazia santificante è comunicata, abbiamo detto, attraverso i Sacramenti. Ma purtroppo siamo propensi ad interrompere in noi l’azione della grazia santificante ogniqualvolta cadiamo nel peccato mortale. In questo siamo figli di Eva.
Preghiamo oggi che come figli di Maria possiamo imparare da lei: 1) a capire e amare la grazia santificante; 2) a cooperare con la grazia santificante; 3) a non lasciar morire in noi questa grazia commettendo peccati mortali; 4) a confessarci e ritornare subito alla grazia santificante attraverso il Sacramento della Penitenza.

Preghiamo Maria Santissima di aiutarci a vivere in stretta unione con Gesù suo Figlio. A Natale contempleremo il bambino Gesù fra le braccia di sua madre. Contempleremo la felicità di un amore perfetto fra madre umana e bambino divino. Contempleremo nel volto di Maria la felicità totale della madre che tiene stretto il bambino divino. Impariamo dunque da lei a custodire stretta in noi quel dono preziosissimo che è la grazia santificante di Cristo.

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