venerdì 8 dicembre 2017

In festo Immaculatae Conceptionis Beatae Mariae Virginis

Gaudens gaudébo in Dómino, et exsultábit ánima mea in Deo meo: quia índuit me vestiméntis salútis: et induménto justítiæ circúmdedit me, quasi sponsam ornátam monílibus suis.

La festività dell'Immacolata Concezione, del concepimento di Maria Vergine senza macchia di peccato originale, è di origine orientale, e fu portata in Occidente nell'ottavo secolo. La devozione all'Immacolata andò particolarmente sviluppandosi in Italia meridionale, e specialmente in Sicilia, dove l'Immacolata è considerata la patrona dell'isola, e particolarmente nella città di Palermo, ove era festa di precetto sin dal 1323, e dove la città rinnovava annualmente il voto di difendere anche a costo del proprio sangue la Beatissima Vergine Immacolata. Nonostante la grande popolarità, in tutta la Chiesa è rimasto lungamente aperto il dibattito sulla veridicità dell'immacolatezza della Vergine, accennata in alcuni apocrifi del Nuovo Testamento ed entrata nel lessico teologico attraverso gli attributi di Παναγία (Tutta Santa) e Παναμώμητος (Tutta Pura). Se la Patristica (Proclo e Sofronio in Oriente, Agostino in Occidente) non aveva dubbi sulla natura perfetta, speciale e incorruttibile della Vergine, "nata come i cherubini colei che è fatta di argilla pura e immacolata", nel Medioevo sembra prevalere la tesi per cui Maria nacque nel peccato originale e poi fu redenta e purificata del tutto a partire dal momento in cui prese Cristo nel suo grembo. Quest'opinione della "redenzione anticipata", formulata per la prima volta da S. Anselmo d'Aosta, fu accettata e ripresa anche da S. Alberto Magno, S. Bonaventura, S. Bernardo di Chiaravalle e S. Tommaso d'Aquino. Il primo a riportare in auge nella scolastica medievale la tesi dell'Immacolata Concezione fu Duns Scoto, detto perciò Doctor Immaculatae, che nel suo trattato Ordinatio scrive: "Cristo esercitò il più perfetto grado possibile di mediazione relativamente a una persona per la quale era mediatore. Ora, per nessuna persona esercitò un grado più eccellente che per Maria [...]. Ma ciò non sarebbe avvenuto se non avesse meritato di preservarla dal peccato originale". Molto accese furono le controversie a partire dal XIV secolo: Clemente VI fu il più fiero avversario del de Mayronis, che invece portò avanti le tesi scotiane; contro Scoto scrissero anche il carmelitano Baconthorp (che riteneva illogico pensare che una figlia di Eva quale Maria fosse esente dal peccato originale) e il domenicano Giovanni da Montesono, mentre egli fu ampiamente dai francescani Giovanni Vidal e Andrea di Novocastro. I teologi parigini ammettevano come possibile la tesi immacolatista, ma non escludevano quella macolatista: per diversi secoli i teologi resteranno divisi tra scotisti (immacolatisti) e tomisti (macolatisti), ancorché a livello popolare (come dimostrano le numerose raffigurazioni pittoriche circolanti sin dal 1400) la tesi della Concezione Immacolata sia oramai universalmente diffusa. Tuttavia, il giudizio della Chiesa Ufficiale fu ancora per secoli prudente: Sisto IV, alla fine del XV secolo, introdusse a Roma la festa della Concezione, proibendo contemporaneamente di definire eresie sia le tesi macolatiste che quelle immacolatiste. Papa Alessandro VII e Clemente XI, tra la fine del Seicento e l'inizio del Settecento, furono i più grandi sostenitori delle tesi immacolatiste: introdussero il titolo di "Immacolata" nella festa, prima nel calendario locale romano e poi in quello universale, e ne sponsorizzarono ufficialmente il culto. Finché, nel 1848, Pio IX volle chiudere l'annosa questione, e interpellò un gruppo numeroso di teologi, tra cui anche il Rosmini, che pur definendo la tesi immacolatista "moralmente sicura", ne sconsigliò un pronunziamento dogmatico; di parere avverso furono i vescovi, interpellati con l'enciclica Ubi Primum, di cui 546 su 603 si espressero favorevolmente all'Immacolata Concezione, in quanto non sarebbe stato "conveniente" che il Figlio di Dio si incarnasse nel grembo di una donna se questa non fosse stata perfettamente monda da qualsiasi peccato, dogmaticamente proclamata con la bolla Ineffabilis Deus del 1854: declaramus, pronuntiamus et definimus, doctrinam quae tenet beatissimam Virginem Mariam in primo instanti suae conceptionis fuisse singulari omnipotentis Dei gratia et privilegio, intuitu meritorum Christi Iesu Salvatoris humani generis, ab omni originalis culpae labe praeservatam immunem, esse a Deo revelatam atque idcirco ab omnibus fidelibus firmiter constanterque credendam.

Il dogma dell'Immacolata, negato dai Protestanti, contrariamente a quanto si crede comunemente, non è negato dalla Chiesa Ortodossa, dove, sulla scorta anche di pareri favorevoli risalenti all'età dei Padri, mancando il pronunciamento dogmatico, sussiste ancor oggi quella diversità di visioni che ha caratterizzato anche il cattolicesimo latino per molti secoli.

Predica sull'Immacolata
di padre K. Zu Loewenstein

+ In nomine Patris, et Filii, et Spiritus Sancti. Amen

“La Santissima Vergine Maria, nel primo istante della Sua Concezione, per singolare Grazia e privilegio di Dio Onnipotente, e in vista dei meriti di Cristo Gesù + Salvatore del genere umano, è stata preservata immune da ogni macchia del Peccato Originale”. Questo è il Dogma dell’Immacolata Concezione proclamato nella Bolla Ineffabilis Deus del beato Pio IX nell’anno 1854.

Cosa era questa macchia del Peccato Originale? Gli effetti del Peccato Originale erano i seguenti: l’entrata della morte e della sofferenza nel genere umano; la perdita della Grazia santificante per loro, e la sua mancanza per tutta la loro discendenza dal concepimento in poi; la perdita della chiarezza dell’intelletto e della forza della volontà; la perdita del dominio completo della ragione sulle passioni; una certa soggezione al demonio. Ciò che viene descritto come ‘ogni macchia del Peccato Originale’ nel caso della Madonna si riferisce alla mancanza della Grazia santificante dal concepimento in poi. In altre parole la Madonna fu concepita nella Grazia santficante.

Ma la Santissima Vergine  fu preservata non solo dal Peccato Originale, ma anche dal peccato personale, come dichiara il sacro Concilio di Trento nelle seguenti parole: “La Chiesa mantiene che la Beata Vergine mediante un privilegio speciale di Dio, poteva evitare tutti i peccati, anche veniali, durante tutta la Sua vita. Così che può essere applicata a Lei la frase del Cantico dei Cantici: Tutta bella sei tu, o mia diletta, e macchia non è in te (Ct.4,7)”.

Sant’Alfonso M. de Liguori commenta: “Da che Ella ebbe uso della ragione, cioè, dal primo istante della sua immacolata concezione nell’utero della Santa Anna, sin da allora cominciò con tutte le sue forze ad amare il Suo Dio, e così seguì a far sempre più avanzandosi nella perfezione, nell’amore, in tutta la Sua vita. Tutti i Suoi pensieri, i desideri, gli affetti, non furono che di Dio, non disse parola, non fece torto, non diede occhiata, non un respiro che non fosse per Dio e per la Sua gloria, senza mai storcere un passo, senza mai distaccarsi un momento dall’amore Divino”.

La preservazione della Madonna dal Peccato Originale e personale sono le condizioni della purezza della Madonna, della purezza sublime richiesta dal Suo rapporto ineffabile con Dio. Nelle parole di san Bernardo: “Con ragione si presenta Maria ammantata di Sole; Lei  che ha penetrato oltre ogni nostra immaginazione l’abisso profondissimo della Divina Sapienza, così che per quanto lo consente la condizione di una creatura, Ella appare come immersa in quella Luce inaccessibile”.

Questa sublime purezza della Beatissima Vergine fu rivelata all’anima del Sommo Pontefice Beato Pio IX.  Egli raccontò che: “mentre Dio proclamava il Dogma per la bocca del Suo Vicario, Dio stesso dette al mio spirito un conoscimento sì chiaro e sì largo dell’incomparabile purezza della Santissima Vergine che, inabissato nella profondità di questa conoscenza, cui nessun linguaggio potrebbe descrivere, l’anima mia restò inondata di delizie inenarrabili, di delizie che non sono terrene, nè potrebbero provarsi che in Cielo. Nessuna prosperità, nessuna gioia di questo mondo potrebbe dare di quelle delizie la minima idea, ed io non temo affermare che, il Vicario di Cristo, ebbe bisogno di una grazia speciale per non morire di dolcezza sotto l’impressione di cotesta cognizione, di cotesto sentimento della bellezza incomparabile di Maria Immacolata”.

Proviamo, carissimi fedeli, a crescere ogni giorno nella nostra devozione all’Immacolata Concezione, che a causa della Sua vicinanza a Dio e del Suo profondo Amore materno verso ognuno di noi,  è l’Avvocata più potente che ci sia per noi presso l’Altissimo. AffidiamoLe i nostri affanni, onoriamola con la preghiera del Santo Rosario, amiamoLa nei nostri cuori.


+ In nomine Patris et Filii et Spiritus Sancti. Amen

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