lunedì 5 marzo 2018

Considerazioni post-elettorali di un neoguelfo

Ho seguito con moderato interesse la campagna elettorale nei mesi che hanno preceduto questa fatidica data del 4 marzo, avendo in essa denotato solo una gran confusione di temi e idee, in un modo estremamente scoraggiante per un Cattolico che, anche se convintamente neoguelfo e dell'idea che l'Italia sia uno stato usurpatore, dovendo vivere all'interno di codesto stato, ha a cuore le sue sorti sullo scacchiere internazionale, le sorti delle varie etnie italiche, e soprattutto che suddetto stato non approvi provvedimenti anticattolici o, peggio, contrari alla legge morale naturale. Ho sempre espresso perplessità su ogni partito che avesse cercato di accaparrarsi il voto dei cattolici tradizionali: il Popolo della Famiglia, troppo "papista" (nel senso di "legato alla visione dell'attuale Pontefice) su molti temi; la Lega, con le sue proposte sulla prostituzione e la presenza della Bongiorno; Fratelli d'Italia, che tuttavia non includeva espressamente nel programma i temi fondamentali per l'elettorato cattolico (benché li approvasse a parole); Forza Italia, trita riedizione di un liberismo in salsa europeista con un tocco animalista... per non parlare delle boutades di Renzi, secondo il quale i cattolici dovrebbero votare uno dei partiti più ferocemente anticattolici e servi del sistema che si siano mai visti in Italia... l'unico partito che quasi non avrebbe avuto pecche quanto a programma, ma molto a ridire quanto a esponenti, sarebbe stato Forza Nuova (escludo ovviamente, benché diversi tradizionalisti l'abbiano votato, Casapound, società di neofascisti statolatri che non esiterei a definire 'pagani', come del resto fu il fascismo storico, a onta dei rapporti "di facciata" con la Chiesa e dell'indubbia buona gestione del Paese nei primi 13 anni di regime).

Ora i giochi sono fatti. Centrodestra al 37%, con la Lega ben sopra Forza Italia (checché n'abbiano detto i sondaggi...), ma ferme rispettivamente al 18% e al 14% (e Meloni al 4,5%). Sinistra prevedibilmente affondata, con PD al 19% e totale della coalizione al 23% (certo, fa vergognare che il 2,5% degl'Italiani abbiano votato il partito di una delinquente con almeno 8 milioni di innocenti sulla coscienza): ci sono ancora milioni di Italiani che credono al mainstream e al sistema, ma il calo è considerevole e positivo. Ma, soprattutto, inaspettato, Movimento 5 Stelle al 32%, prima forza del Paese. Insignificanti le percentuali degli altri partiti: Liberi e (dis)uguali al 3,3% (purtroppo questi amici del gender entreranno in parlamento ugualmente...), Casapound e Potere al Popolo attorno all'1%, Forza Nuova e PdF attorno allo 0,5%. Questi ultimi dati mi amareggiano: ci sono più nostalgici del fascismo, o, peggio che mai, del comunismo, che la somma dei sostenitori di due partiti cattolici (pur con tutte le loro pecche)...

Non ho mai creduto a quanti erano sicuri di una vittoria della Lega, ma ammetto che non avrei pensato nemmeno per un istante a un tale exploit del Movimento 5 Stelle. Cionondimeno, tutto ciò non cambia il vero risultato di questa tornata elettorale che, qualsivoglia siano stati i numeri, era assolutamente prevedibile: lo stallo. Del resto, la legge elettorale era stata pensata proprio per questo, per mandare il paese in stallo. Nessuna forza politica ha i numeri per governare? Un disastro per la nazione, ma una pacchia per i poteri economici sovranazionali. Anzitutto, qualche scenario ventilato in queste ore:
- il ritorno al voto: la soluzione più democratica, ma credete che ci sarebbe un risultato differente (Hispania docet)
- un governo di larghe intese centrodestra-centrosinistra: torniamo alla situazione degli ultimi sette anni, in cui un governo non voluto dai cittadini, esautorati del loro diritto, ha fatto il bello e il cattivo tempo (o, meglio, ha permesso a qualcun altro di fare il bello e il cattivo tempo...). Ma, visto che gl'Italiani hanno espresso il loro parere votando proprio contro i due partiti autori delle larghe intese negli ultimi anni, non penso si arriverà a tanto.
- un governo di larghe intese Lega-M5s: forse sarebbe l'ipotesi meno peggiore tra quelle in campo, ma è irrealizzabile: troppo diverse le posizioni interne al Movimento, troppi cambi d'idea repentini, troppa democrazia diretta alternata a troppo autoritarismo, e per di più una frenata filoeuropeista negli ultimi mesi... non mi pare probabile.
- un governo di larghe intese M5s-PD: sarebbe l'incubo per la legge morale e per il Paese, preda facile dei poteri sovranazionali e degli accesi "antifascisti" fautori dei "diritti (in)civili"... specialmente se, come teme il dott. Blondet, a guidare tale esecutivo sarebbe la già citata Emma Bonino... dubito però che i 5Stelle vogliano allearsi proprio con il Partito che i loro elettori hanno dimostrato di non voler assolutamente mai più vedere al governo. Se lo facessero, sarebbe la rivolta popolare.

Nessuna di queste soluzioni entusiasma, anzi deprimono una più dell'altra, e allo stesso tempo nessuna pare probabile. Una sola cosa è certa: nuovi anni di caos, di banche che metteranno in ginocchio il popolo, di diktat europei che c'imporranno un'ulteriore svendita della sovranità nazionale e "matrimonio" per tutti (invertiti, travestiti, zoofili e compagnia), di collaborazionismo alla guerra imperialista, di Soros che tirerà i fili dello stremato Paese, di GoldmanSachs, di Bilderberg, di Rotschild... e, non dimentichiamoci, dell'annientamento di un popolo in tutti i suoi aspetti: i diritti reali aboliti sostituiti da diritti fittizi e criminali, condizioni economiche allo stremo e massimo disagio sociale, annullamento etnico con il mescolamento delle razze mediante l'invasione programmata...

Ma del resto, cosa aspettarsi in un Paese che è nato dalle mani del più grande nemico giurato e feroce del Trono e dell'Altare, dico la Massoneria, cosa che è stata recentemente rivendicata (come se ne avessimo bisogno, essendo cosa risaputa) dallo stesso Gran Maestro del Grande Oriente d'Italia? Nulla possiamo aspettarci, se non un dominio continuo della Massoneria e dei poteri occulti sulla penisola italica. Ah, destino infelice e gramo.

E mentre scrivo queste righe rileggo Gioberti, consolandomi nelle idee meravigliose (quanto purtroppo irrealizzabili al momento) del neoguelfismo, sognando un grande Papa sul trono romano, un doge a Venezia, un duca a Milano e uno a Firenze, un re a Napoli, e soprattutto una Santa Lega Confederale che porti alto l'orgoglio di popoli diversi tra loro ma dai comuni destini, di popoli che si riconoscono nella Verità della Fede Cattolica. Purtroppo, sono solo sogni.

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