giovedì 26 agosto 2021

Il funerale della Vergine al Vespro dell'Assunzione nella tradizione latina

La Dormizione della Santa Vergine, riconosciuta unanimemente dalla tradizione d'Oriente come da quella d'Occidente, è il soggetto principale della celebrazione liturgica del 15 agosto nel rito bizantino; nel rito romano, invece, i testi liturgici si soffermano prevalentemente sulla gloria della sua Assunzione al cielo tre giorni dopo essersi addormentata (pur senza omettere menzioni dirette o indirette della sua previa Dormizione, quasi tutte stralciate - come vedremo in un prossimo articolo - dalla riforma di Pio XII). Tuttavia, alla vigilia dell'Assunzione, e segnatamente dopo il Vespro festivo che introduce la grande celebrazione, la tradizione latina antica prescrive di compiere una solenne processione per celebrare e riattuare il funerale della Santa Vergine, quello che secondo la tradizione gli Apostoli radunati da ogni confine della terra officiarono al Getsemani.

La processione fu introdotta a Roma da Papa San Sergio I (687-671), probabilmente su influenza gerosolimitana; il medesimo Papa aveva infatti introdotto dall'Oriente, tra le altre cose, la festa della Natività della Vergine Maria. Essa scomparve dal rituale romano in un'epoca imprecisata: se non già in seguito alla franchizzazione, come alcuni forse esagerando sostengono, più probabilmente all'epoca della cattività avignonese, quando moltissimi costumi liturgici dell'Urbe furono dimenticati e obliati in terra di Francia, e conseguentemente scomparvero dai libri liturgici. Essa tuttavia venne ritenuta nel rituale carmelitano, che riflette l'uso latino della fine dell'XI secolo, seppur spostata prima della Messa come avviene per tutte le processioni delle grandi feste in tale uso, in alcuni usi anglo-normanni e soprattutto nel rito dei Dormizionisti, ordine religioso contemplativo fiorito in terra ispanica e magiara.

Proprio dal Processionale O. Dorm. traiamo il testo della funzione, che riportiamo di seguito con traduzione. Nel costume dormizionista essa doveva svolgersi in un clima celestiale, quasi ipnotico; i dormizionisti praticavano una forma molto avanzata di quietismo (esicasmo), e il loro canto e i loro movimenti nella preghiera dovevano assomigliare a quelli dei dormienti, avendo abbandonato le cure del mondo e posto la loro anima a riposare in Dio: per questo veneravano particolarmente i santi che avevano dormito il sonno in Dio prima di esser fatti risorgere, come Lazzaro, i Sette Fanciulli di Efeso e - naturalmente - la Beata Vergine.

La processione, con incenso, croce e candelieri, e un panno o una statua raffigurante la Madre di Dio disposto su un letto cosparso di fiori, a rassomigliarne il sepolcro, inizia subito dopo il Vespro, e al canto del Magnificat, antifonato con un'antifona di chiarissima derivazione orientale e identica al величанїе che si canta dopo il polieleo al Mattutino nell'uso russo. Giunti al cimitero, si officia il funerale vero e proprio, con aspersioni e incensazioni, al canto di un responsorio e di un'orazione. La processione passa poi a simboleggiare il transito della Vergine al cielo, con una seconda stazione alle porte della chiesa che - come anche nella processione delle palme - rappresentano misticamente le porte del cielo. Una terza stazione è compiuta alle porte del santuario, per concludere l'officiatura; subito dopo, spenti i lumi, si canta Compieta, mentre il simulacro della Vergine viene issato nell'abside o portato sopra l'altare, a rappresentarne l'Assunzione nell'alto dei cieli.

Nell'icona bizantina tradizionale della Dormizione, S. Pietro officia il funerale incensando il corpo della Vergine. Il medesimo tratto si ritrova pure nelle Dormitio Virginis del medioevo occidentale.

Terminato il canto del Vespro, si forma la processione: precede il turiferario con il turibolo fumigante, segue la croce astile accompagnata dagli accoliti coi ceri accesi, quindi il simulacro della Santa Vergine disteso su un letto ornato di fiori, portato da quattro monaci, e infine l’ebdomadario a capo coperto, rivestito di piviale dorato, accompagnato dai sacri ministri parati e recanti in mano una candela accesa. I fratelli seguono portando anch’essi una candela accesa. La processione esce dal Santuario e attraversa la Chiesa.


Aña. Magnificamus te, intemerata Mater Chriſti Dei noſtri, et laudamus glorioſiſſimam Dormitionem tuam.

Canticum beatæ Mariæ Virginis.  Lucæ 1.

1 Magnificat * anima mea Dominum;
Aña. Magnificamus te…
2 Et exſultavit ſpiritus meus * in Deo, ſalutari meo,
Aña. Magnificamus te…
3 Quia reſpexit humilitatem ancillæ ſuæ: * ecce enim ex hoc beatam me dicent omnes generationes,
Aña. Magnificamus te…
4 Quia fecit mihi magna qui potens eſt, * et ſanctum nomen ejus,
Aña. Magnificamus te…
5 Et miſericordia ejus a progenie in progenies * timentibus eum.
Aña. Magnificamus te…
6 Fecit potentiam in brachio ſuo, * diſperſit ſuperbos mente cordis ſui.
Aña. Magnificamus te…
7 Depoſuit potentes de ſede, * et exaltavit humiles.
Aña. Magnificamus te…
8 Eſurientes implevit bonis, * et divites dimiſit inanes.
Aña. Magnificamus te…
9 Suſcepit Iſraël, puerum ſuum, * recordatus miſericordiæ ſuæ,
Aña. Magnificamus te…
10 Sicut locutus eſt ad patres noſtros, * Abraham et ſemini ejus in ſæcula.
Aña. Magnificamus te…
11 Gloria Patri et Filio * et Spiritui Sancto. 
Aña. Magnificamus te…
12 Sicut erat in principio et nunc et ſemper, * et in ſæcula ſæculorum.  Amen.
Aña. Magnificamus te…

Aña. Magnifichiamo te, intemerata Madre di Cristo nostro Dio, e lodiamo la tua gloriosissima Dormizione.

Cantico della beata Vergine Maria.  Luca 1.

1 L’anima mia magnifica il Signore;
Aña. Magnifichiamo te…
2 Ed esultò il mio spirito in Dio mio salvatore
Aña. Magnifichiamo te…
3 Poiché ha risguardato l’umiltà della sua serva: ecco dunque d’ora in poi mi diran beata tutte le generazioni,
Aña. Magnifichiamo te…
4 Poiché fece per me grandi cose colui che è potente, e santo è il suo nome,
Aña. Magnifichiamo te…
5 E la sua misericordia di generazione in generazione su quelli che lo temono.
Aña. Magnifichiamo te…
6 Ha operato la potenza con il suo braccio, ha disperso i superbi nei pensieri del loro cuore.
Aña. Magnifichiamo te…
7 Ha deposto i potenti dal trono, e ha esaltato gli umili.
Aña. Magnifichiamo te…
8 Ha ricolmato di beni gli affamati, e ha rimandato i ricchi a mani vuote.
Aña. Magnifichiamo te…
9 Ha soccorso Israele, suo servo, ricordatosi della sua misericordia,
Aña. Magnifichiamo te…
10 Come aveva detto ai nostri padri, ad Abramo e alla sua discendenza nei secoli.
Aña. Magnifichiamo te…
11 Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo.
Aña. Magnifichiamo te…
12 Com’era nel principio e ora e sempre, e nei secoli dei secoli. Amen.
Aña. Magnifichiamo te…


La processione attraversa dunque tutte le stanze del monastero, e procede fino al Cimitero, mentre si canta il seguente salmo [nota: al di fuori dei monasteri, dove il percorso è più breve, si può ripetere l’antifona solo all’inizio e alla fine del salmo, e così pure per i salmi successivi]:


Aña. Ante thorum hujus Virginis, frequentate nobis dulcia cantica dramatis.

Pſalmus 131.

1 Memento, Domine, David, * et omnis manſuetudinis ejus:
Aña. Ante thorum…
2 Sicut juravit Domino, * votum vovit Deo Jacob:
Aña. Ante thorum…
3 Si introiero in tabernaculum domus meæ, * ſi aſcendero in lectum ſtrati mei:
Aña. Ante thorum…
4 Si dedero ſomnum oculis meis, * et palpebris meis dormitationem:
Aña. Ante thorum…
5 Et requiem temporibus meis: donec inveniam locum Domino, * tabernaculum Deo Jacob.
Aña. Ante thorum…
6 Ecce audivimus eam in Ephrata: * invenimus eam in campis ſilvæ.
Aña. Ante thorum…
7 Introibimus in tabernaculum ejus: * adorabimus in loco ubi ſteterunt pedes ejus.
Aña. Ante thorum…
8 Surge, Domine, in requiem tuam, * tu et arca ſanctificationis tuæ.
Aña. Ante thorum…
9 Sacerdotes tui induantur juſtitiam: * et ſancti tui exſultent.
Aña. Ante thorum…
10 Propter David, ſervum tuum, * non avertas faciem Chriſti tui.
Aña. Ante thorum…
11 Juravit Dominus David veritatem, et non frustrabitur eam: * De fructu ventris tui ponam ſuper ſedem tuam.
Aña. Ante thorum…
12 Si cuſtodierint filii tui teſtamentum meum, * et teſtimonia mea hæc quæ docebo eos:
Aña. Ante thorum…
13 Et filii eorum uſque in ſæculum, * ſedebunt ſuper ſedem tuam.
Aña. Ante thorum…
14 Quoniam elegit Dominus Sion: * elegit eam in habitationem ſibi.
Aña. Ante thorum…
15 Hæc requies mea in ſæculum ſæculi: * hic habitabo, quoniam elegi eam.
Aña. Ante thorum…
16 Viduam ejus benedicens benedicam: * pauperes ejus ſaturabo panibus.
Aña. Ante thorum…
17 Sacerdotes ejus induam ſalutari: * et ſancti ejus exſultatione exſultabunt.
Aña. Ante thorum…
18 Illuc producam cornu David, * paravi lucernam Chriſto meo.
Aña. Ante thorum…
19 Inimicos ejus induam confuſione: * ſuper ipſum autem efflorebit ſanctificatio mea.
Aña. Ante thorum…
20 Gloria Patri et Filio * et Spiritui Sancto. 
Aña. Ante thorum…
21 Sicut erat in principio et nunc et ſemper, * et in ſæcula ſæculorum.  Amen.
Aña. Ante thorum…

Aña. Innanzi al prodigio di questa Vergine, innalzate a noi dolci canti di gioia.

Salmo 131.

1 Ricordati, o Signore, di Davide, e di tutta la sua obbedienza:
Aña. Innanzi al prodigio…
2 Come ha giurato al Signore, ha promesso per voto al Dio di Giacobbe:
Aña. Innanzi al prodigio…
3 Non entrerò nella camera della mia casa, se salirò sul letto del mio riposo:
Aña. Innanzi al prodigio…
4 Non concederò il sonno ai miei occhi, e il dormire alle mie palpebre:
Aña. Innanzi al prodigio…
5 E il riposo ai miei giorni, finché non avrò trovato un luogo per il Signore, un santuario per il Dio di Giacobbe.
Aña. Innanzi al prodigio…
6 Ecco, ne abbiamo udito in Efrata, l’abbiamo trovato tra i prati della foresta.
Aña. Innanzi al prodigio…
7 Siamo entrati nel suo santuario, abbiamo adorato nel luogo ove si soffermarono i suoi piedi.
Aña. Innanzi al prodigio…
8 Sorgi, o Signore, al tuo riposo, tu e l’arca della tua santificazione.
Aña. Innanzi al prodigio…
9 I tuoi sacerdoti si rivestano di giustizia, e i tuoi santi esultino.
Aña. Innanzi al prodigio…
10 A motivo di Davide, tuo servo, non distogliere il volto del tuo Cristo.
Aña. Innanzi al prodigio…
11 Giurò il Signore a Davide la verità, e non sarà disattesa: Dal frutto del tuo ventre porrò [un uomo] sul tuo trono.
Aña. Innanzi al prodigio…
12 Se i tuoi figli avran custodito il mio testamento, e i miei giudizi che insegnerò loro:
Aña. Innanzi al prodigio…      
13 Allora i loro figli per l’eternità sederanno sul tuo trono.
Aña. Innanzi al prodigio…
14 Poiché il Signore ha prescelto Sion, l’ha scelta come sua dimora.
Aña. Innanzi al prodigio…
15 Questo è il mio riposo per l’eternità, qui abiterò, poiché l’ho scelta.
Aña. Innanzi al prodigio…
16 Benedicendo benedirò la sua vedova, e sazierò di pani i suoi poveri.
Aña. Innanzi al prodigio…
17 Rivestirò di salvezza i suoi sacerdoti, e i suoi santi esulteranno esultanti.
Aña. Innanzi al prodigio…
18 Lì farò fiorire la potenza di Davide, preparerò una lucerna per il mio Cristo.
Aña. Innanzi al prodigio…
19 Ricoprirò di confusione i suoi nemici: su di lui invece fiorirà la mia santificazione.
Aña. Innanzi al prodigio…                                 
20 Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo.
Aña. Innanzi al prodigio…
21 Com’era nel principio e ora e sempre, e nei secoli dei secoli. Amen.
Aña. Innanzi al prodigio…


Giunti al cimitero, si compie una stazione presso la Croce cimiteriale e, deposto il simulacro della Vergine, il celebrante lo asperge e lo incensa mentre si canta il responsorio seguente; quindi canta il versicolo e l’orazione.

Eccli. 24, 11b. 12. 15a

R/. In omnibus requiem quæſivi. Tunc præcepit, et dixit mihi Creator omnium: * Et qui creavit me, requievit in tabernaculo meo. V/. Et ſic in Sion firmata ſum, et in civitate ſanctificata ſimiliter requievi. * Et qui…

V/. O beatiſſima dormitio.
R/. Glorioſiſſimæ Deiparæ. 

Oremus.

Concede nobis, quæſumus, omnipotens Deus, ad beatæ Mariæ ſemper virginis requiem æternam pertingere: de cujus nos veneranda Dormitione tribuis annua ſolemnitate gaudere. Per Chriſtum Dominum noſtrum. R/. Amen.

Sir. 24, 11b. 12. 15a

R/. In ogni cosa cercai riposo. Allor mi ordinò e mi parlò il Creator d’ogni cosa: E colui che mi creò, trovò riposo nel mio tabernacolo. V/. E così son stata resa salda in Sion, e parimenti riposai nella città santa. E colui…

V/. Oh, beatissima dormizione.
R/. Della gloriosissima Deipara. 

Preghiamo.

Concedici, te ne preghiamo, o Dio onnipotente, di attingere all’eterno riposo della beata sempre vergine Maria, della cui veneranda solennità annuale ci permetti di rallegrarci. Per Cristo Signore nostro. R/. Amen.


Dunque, ripreso il simulacro, si ritorna dal cimitero verso la Chiesa.


Aña. Maria introivit * In requiem meam.

Pſalmus 94.

1 Venite, exſultemus Domino, jubilemus Deo, ſalutari noſtro: præoccupemus faciem ejus in confeſſione, et in pſalmis jubilemus ei.
Aña. Maria introivit * In requiem meam.
2 Quoniam Deus magnus Dominus, et Rex magnus ſuper omnes deos: quoniam non repellet Domino plebem ſuam: quia in manu ejus ſunt omnes fines terræ, et altitudinem montium ipſe conſpicit.
* In requiem meam.
3 Quoniam ipſius eſt mare, et ipſe fecit illud, et aridam fundaverunt manus ejus: venite, adoremus, et procidamus ante Deum: ploremus coram Domino, qui fecit nos, quia ipſe eſt Dominus Deus noſter; nos autem populus ejus et oves paſcuæ ejus.
Aña. Maria introivit * In requiem meam.
4 Hodie, ſi vocem ejus audieritis, nolite obdurare corda veſtra, ſicut in exacerbatione ſecundum diem tentationis in deſerto: ubi tentaverunt me patres veſtri, probaverunt et viderunt opera mea.
* In requiem meam.
Quadraginta annis proximus fui generationi huic, et dixi: Semper hi errant corde; ipsi vero non cognoverunt vias meas: quibus juravi in ira mea: Si introibunt in requiem meam.
Aña. Maria introivit * In requiem meam.
Gloria Patri et Filio et Spiritui Sancto.  Sicut erat in principio et nunc et ſemper, et in ſæcula ſæculorum.  Amen.
* In requiem meam.
Aña. Maria introivit * In requiem meam.

Aña. Maria entrò nel mio riposo.

Salmo 94.

1 Venite, esultiamo nel Signore, rallegriamoci in Dio, nostra salvezza: preveniamo il suo volto nella lode, e rallegriamoci in lui nei salmi.
Aña. Maria entrò nel mio riposo.
2 Poiché grande Dio è il Signore, e grande Re sopra tutti gli dei: poiché non respinge il Signore il suo popolo: poiché nella sua mano son tutti i confini della terra, ed egli risguarda le vette dei monti.
* Nel mio riposo.
3 Poiché suo è il mare, ed egli l’ha fatto, e le sue mani han creato il deserto: venite, adoriamo, e prostriamoci avanti al Signore: piangiamo al cospetto del Signore, che ci ha fatti, poiché egli è il Signore Dio nostro; noi invece siamo il suo popolo, e gli agnelli del suo pascolo.
Aña. Maria entrò nel mio riposo.
4 Oggi, se avrete udito la sua voce, non indurite i vostri cuori, come quando lo si esasperò nel dì della tentazione nel deserto: quando mi tentarono i vostri padri, mi misero alla prova e videro le mie opere.
* Nel mio riposo.
Per quarant’anni fui vicino a quella generazione, e dissi: Sempre costoro errano nel loro cuore; questi invero non han conosciuto le mie vie: a questi giurai nella mia ira: Non entreranno nel mio riposo.
Aña. Maria entrò nel mio riposo.
Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo. Com’era nel principio e ora e sempre, e nei secoli dei secoli. Amen.
* Nel mio riposo.
Aña. Maria entrò nel mio riposo.


Alla porta della chiesa si compie una seconda stazione.


3 Regum 8, 6; Apoc. 11, 19a

R/. Intulerunt ſacerdotes arcam fœderis Domini in locum ſuum, in oraculum templi, * In Sanctum ſanctorum ſubter alas cherubim. V/. Et apertum eſt templum Dei in cælo: et viſa est arca teſtamenti ejus in templo ejus. * In Sanctum.

V/. Hodie obdormivit.
R/. Quæ in ſuis ulnis Chriſtum conſopivit. 

Oremus.

Supplicationem ſervorum tuorum, Deus, miſerator exaudi: ut, qui in Dormitione Dei Genetricis et Virginis congregamur, ejus interceſſionibus a te de inſtantibus periculis eruamur. Per eumdem Chriſtum Dominum noſtrum. R/. Amen.

3 Re 8, 6; Apoc. 11, 19a

R/. I sacerdoti portarono l’arca dell’alleanza del Signore nel suo luogo, nell’oracolo del tempio, nel Santo dei santi sotto le ali dei cherubini. V/. E il tempio di Dio si aprì nel cielo: e si vide l’arca del suo testamento nel suo tempio. * Nel Santo…

V/. Oggi si è addormentata.
R/. Colei nelle cui braccia si assopì il Cristo.

Preghiamo.

O Dio misericordioso, ascolta la supplica dei tuoi servi: affinché noi che siam radunati nella Dormizione della Genitrice di Dio e Vergine, per le sue intercessioni siam da te liberati dai pericoli che ci minacciano. Per Cristo Signore nostro. R/. Amen.


La processione dunque rientra in chiesa e procede attraverso la navata.


Aña. Nigra ſum, ſed formoſa, filiæ Jeruſalem; ideo dilexit me Rex, et introduxit me in cubiculum ſuum.

Canticum Simeonis.  Lucæ 2.

1 Nunc dimittis ſervum tuum, Domine, * ſecundum verbum tuum in pace,
Aña. Nigra ſum…
2 Quia viderunt oculi mei * ſalutare tuum,
Aña. Nigra ſum…
3 Quod paraſti * ante faciem omnium populorum,
Aña. Nigra ſum…
4 Lumen ad revelationem gentium * et gloriam plebis tuæ Israël.
Aña. Nigra ſum…
5 Gloria Patri et Filio * et Spiritui Sancto. 
Aña. Nigra ſum…
6 Sicut erat in principio et nunc et ſemper, * et in ſæcula ſæculorum.  Amen.
Aña. Nigra ſum…

Aña. Son bruna, ma bella, o figlie di Gerusalemme; perciò il Re mi ha amato, e mi ha introdotto nella sua stanza.

Cantico di Simeone.  Luca 2.

1 Ora congeda il tuo servo, o Signore, secondo la tua parola in pace,
Aña. Son bruna…
2 Poiché han veduti i miei occhi la tua salvezza,
Aña. Son bruna…
3 Che hai preparata avanti a tutti i popoli,
Aña. Son bruna…
4 Luce per la rivelazione alle genti, e gloria del tuo popolo Israele.
Aña. Son bruna…
5 Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo.
Aña. Son bruna…
6 Com’era nel principio e ora e sempre, e nei secoli dei secoli. Amen.
Aña. Son bruna…


Si compie un’ultima stazione avanti alle porte del Santuario.


Ps 131, 8 & 9b. 14

R/. Surge, Domine, in requiem tuam, tu et arca ſanctificationis tuæ; * Et ſancti tui exſultent. V/. Hæc requies mea in ſæculum ſæculi: hic habitabo quoniam elegi eam. * Et ſancti tui exſultent.

V/. Obdormivit.
R/. In Domino.

Oremus.

Concede, miſericors Deus, fragilitati noſtræ ſubſidium: ut qui ſanctæ Dei Genetricis requiem celebramus, interceſſionis ejus auxilio a noſtris iniquitatibus reſurgamus. Per eumdem Chriſtum Dominum noſtrum. R/. Amen

Sal. 131, 8 & 9b. 14

R/. Sorgi, o Signore, al tuo riposo, tu e l’arca della tua santificazione; e i tuoi santi esulteranno. V/. Questo è il mio riposo per l’eternità: qui abiterò, poiché l’ho scelta. E i tuoi santi...

V/. Si addormentò.
R/. Nel Signore.

Preghiamo.

Concedi, o Dio misericordioso, un sostegno alla nostra fragilità: affinché noi che abbiam celebrato il riposo della santa Genitrice di Dio, per l’aiuto della sua intercessione risorgiamo dalle nostre iniquità. Per Cristo Signore nostro. R/. Amen


5 commenti:

  1. Si impone la domanda del perché la Deipara Vergine Beata è poi stata reputata assunta in cielo da viva tanto che possa paragonarsi ad Elia ed Enoch che non videro la morte.

    Altra questione sarebbe comprendere il come sia possibile che Ella, se risorta giacché morta, sia nello stesso paradiso del resto dei santi disincarnati o meglio, decorporeizzati.

    Volevo inoltre portare in calce una suggestione per la quale sul Tabor fosse Enoch e non Mosè a parlare col Cristo Gesù DIO.D'altronde anch'egli è autore di un altro pentateuco in un certo senso.
    Ma mi rendo conto di stuzzicare soltanto una peregrina curiosità.

    Grazie, saluti.

    RispondiElimina
  2. Da viva? La sua santa Dormizione non è da considerarsi morte corporale?

    RispondiElimina
  3. La Deipara è morta corporalmente, e il suo corpo è stato risuscitato: ha cioè avuto la vita eterna, che tutti noi avremo alla fine dei tempi, però in anticipo su tutti. Ella quindi gode già della luce piena e sovraceleste, a differenza delle anima decorporeizzate dei santi che non hanno ancora la pienezza della visione.

    Il caso di Elia ed Enoch è ben strano, poiché vivranno fino alla fine dei tempi, ma è un caso diverso dalla Madre di Dio, perché a loro è stata data la grazia di vivere per millenni, ma non l'effetto della Risurrezione di Cristo, cioè la sconfitta della morte, come alla Madre di Dio. Un privilegio simile alla Madre di Dio, cioè la risurrezione ed assunzione al cielo tre giorni dopo la morte, è stato dato solo a San Giovanni Apostolo, secondo la tradizione.

    Ed è pure diverso il caso di quei santi che sono stati risuscitati ma alla vita terrena, e cioè hanno patito due morti (o un "addormentamento" e una morte), come S. Lazzaro di Betania o i Ss. Sette Dormienti di Efeso.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Infatti anche l' iconografia sia in oriente che in occidente mostra proprio il trasporto della salma della Vergine al sepolcro, specie in cicli iconografici complessi: penso a Duccio che nella sua maestà per il duomo di Siena mostra una serie di immagini che raccontano con dovizia di particolari gli ultimo istanti della vita terrena della Vergine che culminano con la sua Assunzione corporale e Incoronazione nella gloria celeste.
      Circa le morti dei Santi, di San Giuseppe che dice la Tradizione? Non sapevo di San Giovanni il Teologo (lo pensavo sepolto a Patmos).

      Elimina
    2. Da Patmo il corpo di S. Giovanni fu portato a Efeso, e lì posto in un sepolcro. Ma dopo tre giorni gli efesini aprirono il sepolcro, e non vi trovarono nessuno. L'Assunzione di S. Giovanni è celebrata nel calendario bizantino, e trova ampio spazio nella tradizione latina (visto che si parlava di iconografia, ricordo lo stucco donatelliano nella cupola della sagrestia di S. Lorenzo a Firenze, che raffigura proprio questa scena).

      Purtroppo nell'Occidente moderno tali tradizioni antichissime sono state scordate, per inventarsene altre relative a S. Giuseppe, un santo che la Tradizione ha sempre tenuto nel nascondimento in cui è tenuto dai Vangeli stessi e in cui probabilmente egli stesso volle tenersi; un santo che non ha alcuna ragione di essere oggetto di una eretica "protodulia" (come una certa teologia cattolica otto-novecentesca vorrebbe), che è solo frutto di indagine sentimentalistica sull'umanità e l'infanzia terrena di Nostro Signore.

      Elimina