lunedì 20 aprile 2020

L'unica Risurrezione avviene la domenica, non il sabato: un'omelia.

Durante la scorsa settimana, tra le altre, ho seguito con particolare interesse le funzioni della Settimana Santa celebrate presso la Cattedrale di S. Nicola ad Acarne, dei Genuini Cristiani Ortodossi di Grecia (paleoimerologhiti). Ho trovato particolarmente interessante l'omelia pronunciata dal Metropolita Crisostomo di Attica e Beozia alla liturgia vesperale del Sabato Santo mattina, nella quale dà una spiegazione del significato di "Prima Risurrezione", di quale servizio sia quello realmente della Risurrezione di Cristo (il Mattutino di Domenica) e del perché alcuni caratteri di gioia siano anticipati a una funzione del Sabato. Le sue considerazioni sono ovviamente inerenti al rito bizantino, ma possono valere anche per il rito romano mutatis mutandis (si paragoni il Sorgi o Dio al Gloria), e avvalorano quanto abbiamo recentemente detto circa la funzione vigiliare del Sabato.

Trascrivo e traduco di seguito il passo più significativo. Si può ascoltare dal min. 2:25:20 di questo video. La predicazione poi prosegue illustrando la centralità della Risurrezione e la necessità del Battesimo per la salvezza (il Metropolita ricorda inoltre che in questo giorno e la domenica di Pasqua il trisagio è sostituito dal Quanti in Cristo siete stati battezzati, a ricordo del fatto che in questa liturgia vesperale e nel giorno di Pasqua avvenivano i battesimi dei catecumeni, così come del resto la benedizione dell'acqua battesimale si trova nella liturgia vesperale nel rito romano).


Abbiamo terminato la celebrazione del Vespro della Risurrezione di Nostro Signore, insieme alla Divina Liturgia di San Basilio il Grande. In questa celebrazione, che si compie in modo eccezionale, cantiamo degli inni dell'Antico Testamento insieme a inni del cuore al Signore. La Chiesa prega e supplica tutte le cose di lodare Dio: benedite, sole e luna, stelle del cielo, il Signore; inneggiate il Signore e magnificatelo per tutti i secoli. Benedite il Signore, fuoco, luci, neve, freddo, alberi, mare, creature viventi, vento, ogni cosa creata da Dio, inneggiate al Signore. Ogni anno in questo giorno cantiamo: "Inneggiate al Signore e magnificatelo per tutti i secoli". E pure voi, sacerdoti tutti, inneggiate al Signore. Poi, in questa straordinaria celebrazione, durante la Divina Liturgia per la precisione, ed esattamente dopo la lettura dell'Apostolo, il celebrante canta: "Sorgi o Dio: giudica la terra, poiché tu avrai eredità in tutti i popoli". Mentre cantiamo quest'inno con gioia, suonano le campane delle parrocchie; il celebrante o il vescovo cosparge la chiesa di foglie di alloro, che hanno un significato simbolico di vittoria. E, prima della Risurrezione di Cristo, la profetizziamo e ci prepariamo ad accoglierla con questi simboli di vittoria, poiché Egli è il vincitore della morte. Tra poche ore ascolteremo: Cristo è risorto! Da dove? Dai morti! E per mezzo della morte, essendo morto, ha calpestato la morte, e ha donato la vita a quanti erano nei sepolcri; stando nel suo santissimo sepolcro ci ha donato la vita. Simbolicamente, dunque, spargiamo nei santi templi durante questa celebrazione le foglie di alloro con il significato simbolico di vittoria. Alcuni cristiani, e questo lo abbiamo sentito quand'eravamo bambini e lo sentiamo ancora oggi, dicono che questa liturgia della Risurrezione si chiama: "la Prima Risurrezione". C'è dunque una seconda Risurrezione? Una è la Risurrezione del Signore, non c'è né una prima, né la seconda. La Risurrezione avviene al Mattutino della domenica, della domenica di Pasqua. Al mattino del Sabato Santo si compie questa celebrazione nelle parrocchie, per comodità dei fedeli laici: abbiamo fatto la liturgia con il Vespro; nei monasteri si fa nel tardo pomeriggio. Al Vespro, poi, cantiamo degl'inni risurrezionali: profetizziamo, infatti, e ci prepariamo ad accogliere il Risorto dai morti con questo Vespro della Risurrezione. Non è dunque una Prima Risurrezione, e nel momento in cui vengono sparsi gli allori dal celebrante, nel momento in cui si canta "Sorgi o Dio: giudica la terra", non significa che questa sia la Risurrezione. "Sorgi o Dio": questo ha scritto del resto il profeta Davide molti anni prima. Cosa dice il profeta a Dio? O Dio, sorgi! Giudica la terra! Poiché tu avrai eredità in tutti i popoli. Pertanto, per evitare confusione, la Risurrezione è una, e il "Sorgi o Dio" che abbiamo ascoltato è imperativo, come dice il profeta Davide.

Nessun commento:

Posta un commento