sabato 25 novembre 2017

Le tristi sorti della Chiesa di S. Caterina a Venezia

La Chiesa di cui si parla in questo post è una chiesa misconosciuta di Venezia, sconsacrata da decenni, ma a cui sono particolarmente legato poiché si trova all'interno del complesso del mio liceo.



L'esterno e l'interno della Chiesa


Essa fu iniziata dai frati del Sacco (Ordine della Penitenza di Gesù Cristo) che s'insediarono in quest'area, allora paludosa, all'inizio del XIII secolo. I religiosi non riuscirono a finirla a causa della soppressione del loro ordine, avvenuta nel 1274. Da tale anno l'edificio passò in varie mani, da un ricco mercante che lo regalò a Botolotta Giustinian, che a sua volta lo donò a un gruppo di monache agostiniane, che la dedicarono a santa Caterina d'Alessandria. Terminata nel XV secolo, dotata di una struttura a tre navate con soffitto a carena di nave e coro pensile per le monache, la chiesa ricoprì una certa importanza nei secoli della Repubblica, dacché in occasione della ricorrenza di santa Caterina, il doge si recava qui per festeggiare la festa dei Dotti.
Negli anni '70 un incendio avvenuto durante dei lavori di manutenzione devastò la chiesa. Molte delle opere d'arte contenute nell'edificio andarono perdute: tuttavia lo Sposalizio di S. Caterina, l'opera forse più importante, andò salva in quanto era temporaneamente ospitata dalle Gallerie dell'Accademia, dove si trova tuttora. Altre opere minori che si trovavano al suo interno furono trasferite in altre sedi, principalmente negli Uffici Patriarcali di Venezia.



Della chiesa rimangono tre opere superstiti. La prima è il famosissimo ciclo Vita di santa Caterina, del 1585 circa, di Tintoretto che attualmente si trova nel palazzo Patriarcale, al cui centro era posta la pala del Veronese Nozze di santa Caterina. Infine, sempre al palazzo Patriarcale si trova la tela di Palma il Giovane La madre di santa Caterina consulta i saggi per le nozze della figlia.



Essendo oggi la festa di S. Caterina d'Alessandria, invito tutti i lettori a offrire una preghiera di riparazione per intercessione della Santa, viste le cose abominevoli che vengono fatte in questo edificio che, pur sconsacrato a causa di un danno materiale, resta comunque un edificio costruito secoli fa per il culto Cattolico. La Chiesa è infatti oggi usata principalmente per ospitare esposizioni della Biennale d' "arte" (sfido qualunque persona di buon gusto a definirla arte!), alcune delle quali decisamente non adatta al luogo (fino a qualche mese fa vi era un'installazione audiovideo, che non ho visto, ma era preceduta da un cartello: "vietato ai minori", e passando dinnanzi all'edificio si udivano strani e perversi romori...). Ancor peggio tuttavia è l'utilizzo che viene fatto dalla scuola stessa quando si tratta di organizzare il famosissimo FoscaMUN, simulazione delle conferenze dell'ONU, in cui gli studenti più esterofili possono divertirsi a confrontarsi coi loro compagni di altre prestigiose scuole private (laiche) di tutto il mondo, esercitandosi nella gestione degli organi massonici di controllo mondiale, seguendo l'esempio della "casta" di studenti (tutti rigorosamente tesserati all'Interact, versione giovanile del Rotary) che da anni organizza la faccenda. A parte il dolore che mi arreca il fatto che tutto ciò venga organizzato in un liceo classico, e addirittura venga ad avere prevalenza sulle lezioni, il fatto più grave e blasfemo è che l'ex-chiesa di S. Caterina venga usata come location per la cena di gala con cui si concludono le sessioni di questo FoscaMUN, cena di gala che dovrebbe avere più propriamente il titolo di "festino alcolico", in cui studenti d'ogni dove si ubriacano e si danno alle danze e agli atti più sfrenati, sotto l'occhio non troppo sobrio di alcuni professori.

Ah, Santa Caterina, vergine tempio della purezza in nome di Dio, con quali empietà è profanato il tuo tempio!
O tempora, o mores!
Exsurgat Deus, et dissipentur inimici ejus!



Sancta Catharina Alexandriae, ora pro nobis!

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