giovedì 30 novembre 2017

Il decadimento del culto delle reliquie in Occidente


Vorrei aprire questa breve riflessione con un articolo di diversi mesi fa, che traduco qui dal sito Pravoslavie.ru:

Una parte delle reliquie del grande S. Nicola, il taumaturgo, stanno per arrivare in Russia oggi, dalla Cattedrale Cattolica di S. Nicola a Bari, in Italia, ove sono custodite le reliquie del Santo fin dal 1087. Le reliquie saranno accolte a Mosca con gran cerimonia, al suono delle campane nelle oltre 600 chiese della città.
Questo è un evento unico, dappoiché, come si è detto prima, per gli ultimi 930 anni le reliquie sono state conservate in una Basilica Cattolica a Bari, e non hanno mai lasciato la città. Ogni anno, centinaia di pellegrini Russi e fedeli Ortodossi da tutto il mondo si recano a Bari per venerare le sacre reliquie del grande vescovo e santo taumaturgo. Grazie all'imminente visita delle sue reliquie, ancora più fedeli avranno l'opportunità di venerarle.
I responsabili hanno prelevato la nona costola del Santo Gerarca, situata proprio vicino al cuore, dal reliquiario sotto l'altare nella cappella della cripta della basilica italiana. La zona del cuore fisico è molto importante per la Tradizione Ortodossa, poiché è il luogo ove si trova anche il cuore spirituale, quello che è in grado di comunicare con Dio. [...] Dopo la sigla del documento [tra il metropolita Hilarion e l'arcivescovo di Bari, ndr], le reliquie saranno sistemate in una speciale arca, dal peso di circa 18 chilogrammi e ricoperta di foglia d'oro, fabbricata nei laboratori della Chiesa Russa. Il reliquiario avanzerà in una solenne processione attraverso la città di Bari fino all'aeroporto, per essere trasportata in volo sino all'aeroporto Vnukovo di Mosca, accompagnato dal Metropolita Hilarion. Le reliquie saranno accolte dal Patriarca Kirill e dal clero moscovita durante la Veglia in onore di S. Nicola alla Cattedrale di Cristo Salvatore. [...] La notizia della visita delle reliquie di S. Nicola in Russia ha provocato grande eccitazione tra i fedeli, e secondo le stime ufficiali si attendono più pellegrini di quanti siano giunti a Mosca per la visita di altre importanti reliquie. Nel 2011, oltre tre milioni di Russi hanno venerato la Cintura della Madre di Dio, portata dal Monastero Vatopedi del Monte Athos. L'attesa per venerare la sacra reliquia arrivò a durare ben 26 ore. Oltre un milione di persone da Russia, Ucraina e Bielorussia, poi hanno venerato i Doni dei Magi nel dicembre 2014, portati dal Monastero di S. Paolo del Monte Athos.

Ora, quest'anno un'altra grande reliquia è stata portata dall'Italia in un paese ortodosso, e precisamente la Grecia, quella di S. Elena conservata a Venezia; anche lì, nonostante le polemiche postume e non del tutto infondate sulla strumentalizzazione della cosa, è stato per me sorprendente vedere le quantità di onori tribuiti al corpo della Santa da parte del clero orientale, tanto qui in Italia che al loro arrivo in Grecia, e la folla sterminata di fedeli radunatisi per salutarlo. Non mi pare di ricordare che eventi del genere siano avvenuti in Italia o in altre parti dell'Europa Occidentale negli ultimi anni, o, almeno, non hanno avuto una tale copertura mediatica, né tantomeno un afflusso di pellegrini e fedeli pari a quelli di cui si è parlato sopra.
Ho in mente una scena di quando, tredicenne, visitai per la prima volta Parigi: arrivato nella Cattedrale di Notre Dame, mi misi alla ricerca della preziosissima reliquia della Corona di Spine di Nostro Signore, ivi giunta dopo la conquista latina di Costantinopoli del 1204. Non senza difficoltà e  con mia grande sorpresa, alfine scoprii che era custodita nel Tesoro, e che veniva esposta alla venerazione (in un altare laterale e nascosto) solo il primo venerdì del mese. Ma anche in quell'occasione, quasi nessuno si reca a venerare la Sacra Reliquia: i turisti continuano il loro tour passando davanti al sacro vestigio e ignorandolo totalmente; tra i fedeli locali pochi accorrono alla venerazione. Ora, c'è un bel libro scritto recentemente da un romanziere veneziano, incentrato sulla ricerca, per salvarle dall'imminente conquista turca, delle reliquie della Passione di Nostro Signore custodite nelle chiese costantinopolitane: ebbene, quel libro descrive benissimo il senso di rispetto profondo che incutevano quelle reliquie in quei secoli, per cui persino un giudeo aveva timore ad avvicinarsi ad esse! Oggi, quelle stesse reliquie vengono bellamente ignorate, almeno nel mondo occidentale!

Purtroppo, la storia delle reliquie ignorate mi fa pensare alla mia città di Venezia, in cui sono le spoglie mortali di innumerevoli santi: S. Atanasio, S. Barbara, S. Isodoro di Chio, S. Simeone Profeta, S. Donato, S. Fosca, S. Giovanni Elemosinario, S. Lorenzo Giustiniani, S. Rocco, S. Caterina da Siena, S. Giovanni Crisostomo, ovviamente S. Marco, S. Lucia, S. Nicola (circa metà del corpo, e completano esattamente quanto manca alle reliquie baresi), S. Elena, finanche S. Stefano protomartire, e moltissimi altri. Ebbene, quante tra queste sono oggetto di pellegrinaggio e venerazione? Quasi nessuna. La quasi totalità di chi ci passa davanti (e non dico tra i turisti o i visitatori, ma tra i residenti) nemmeno sa della loro esistenza!

O meglio, qualcuno che sa della loro esistenza, e che anzi si reca a venerarle da assai lungi, vi è: gli Ortodossi, specialmente i Russi. La parrocchia del Patriarcato di Mosca a Venezia è la realtà che più spesso si reca nei luoghi ove sono custodite queste sacre reliquie, celebrandovi sopra molebny, akathisti, Divine Liturgie... Più modestamente (più che altro perché non è una novità che tutti sono benaccetti nelle chiese cattoliche, tranne i tradizionalisti) vi è la FSSP veneziana, che ha celebrato occasionalmente su alcune delle reliquie custodite in città, come quelle di S. Lucia, e che non manca di offrire al bacio dei fedeli, nelle grandi feste, quelle poche che la Chiesa di S. Simeon Piccolo custodisce (reliquiari dei SS. Simeone e Giuda e S. Dorotea, e pochi frammenti di S. Marco, S. Lorenzo Giustiniani, S. Rocco e S. Pio X...). Mi ha sorpreso molto di vedere un gruppetto di pellegrini ucraini, giunti in tarda serata nella chiesa dove servo quotidianamente la Messa antica, che hanno letteralmente supplicato di poter venerare le poche reliquie dei Santi Titolari, non cessando poi più di ringraziare di aver potuto ricevere una benedizione con esse.

Personalmente, ritengo che la perdita del culto delle reliquie sia uno dei segni più visibili della protestantizzazione del cattolicesimo moderno postconciliare. Non dimentichiamoci che Lutero definiva il culto delle reliquie come "infondato, rischioso e non consigliato" (cfr. articoli di Smalcalda), Calvino addirittura come "idolatria", e che innumerevoli reliquie conservate nel Nord Europa andarono distrutte nel XVI secolo ad opera della furia protestante... Pertanto è di fondamentale importanza che i cattolici tradizionalisti dimostrino come il culto delle reliquie sia qualcosa che per secoli ha caratterizzato la fede e la devozione della Chiesa, e che il loro valore spirituale è incalcolabile. Mi sono preso l'impegno di recarmi, nelle feste dei Santi le cui reliquie sono conservate a Venezia, a venerare le loro spoglie e a recitare dinnanzi ad esse i Vespri o altri uffici in loro onore. Il coronamento dovrebbe essere riuscire a far celebrare la S. Messa antica (ho iniziato quest'anno a S. Nicola, che vorrei diventasse un appuntamento annuale; nei prossimi tempi cercherò di estendere l'iniziativa ad altre reliquie) su quante più possibile, perché i gloriosi Santi possano tornare a essere venerati così come lo sono stati per secoli, fino a 50 anni fa. E' un compito che però non posso certo assolvere da solo, ma richiede la partecipazione e l'impegno di tutti i cattolici che sono fedeli alla devozione di sempre.

Ad majorem Dei gloriam!

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