martedì 8 maggio 2018

Le litanie rogazionali nella tradizione liturgica

Nei giorni precedenti la festa dell'Ascensione di Nostro Signore, la Tradizione latina officia delle celebrazioni penitenziali (taluni autori preferiscono definirle "melanconiche", visto il carattere molto tenue di questa penitenza, a motivo del tempo pasquale: niente digiuno, astinenza solo in alcune tradizioni locali, dalmatica e tunicella al posto delle pianete plicate...) a carattere impetratorio, dette Rogazioni, che vanno a costituire una sorta di "Quaresima dell'Ascensione", e al contempo occorrono a propiziare la fertilità dei campi. Le Rogazioni sono anche chiamate Litanie minori, per distinguerle dalle Litanie maggiori che si sono tenute a Roma il 25 aprile, soppiantando l'antica festa pagana di propiziazione agricola, gli Ambarvalia. In questi giorni, nelle parrocchie si compiono delle processioni lungo tutto il territorio parrocchiale, durante le quali si cantano le Litanie dei Santi con tutte le loro preci.

Della storia delle origini gallicane di queste Rogazioni e delle consuetudini più antiche abbiamo già parlato QUI.

Processione delle Litanie Maggiori (25 aprile)
Anche in questa ricorrenza si canta, tra l'altro, la litania rogazionale.

Vogliamo qui parlare della preghiera che maggiormente caratterizza i giorni delle Rogazioni, donando loro pure il nome, ossia quella parte della litania detta litania rogazionale che rivolge una serie di richieste (rogationes in latino) a Nostro Signore, caratterizzate dalla ripetizione della formula Te rogamus, audi nos (Vi preghiamo, ascoltateci). Questa litania è l'ultimo vestigio di una tradizione cristiana antichissima, comune a Oriente e Occidente, tutt'ora sopravvissuta nelle liturgie orientali, dove il diacono canta, sia durante la Divina Liturgia che durante le Ore, numerose litanie rogazionali con diverse impetrazioni a Dio. Analizzeremo e confronteremo di seguito tre modelli: la litania come sopravvive oggi nel Rito Romano; la litania del Rito Romano dei primi secoli, tratta dal Sacramentario Gelasiano; due tra le più significative litanie della liturgia eucaristica orientale.

La litania rogazionale nel Rito Romano oggi


Le Litanie dei Santi si compongono di diverse sezioni: le invocazioni a Dio, le invocazioni ai Santi, gli embolismi (Libera nos, Domine), la litania rogazionale, nuovamente le invocazioni a Dio, comprendenti ora il salmo 69, i versicoli e le collette.
Nelle orazioni della litania rogazionale si prega anzitutto per le nostre necessità, in secondo luogo per il Papa e per tutti gli Ordini Religiosi (intesi non già come congregazioni monastiche o conventuali, che non esistevano al tempo in cui fu scritta questa preghiera, ma bensì come vescovi, sacerdoti, monaci, diaconi e suddiaconi; si noti che in questo punto non si fa menzione del vescovo locale, a cagione del carattere prettamente romano di questa liturgia, per cui non occorreva nominare altri vescovi oltre al Papa), per l'umiliazione dei nemici di Dio (intesa come la loro conversione alla retta fede), per la Santa Liturgia (chiamate col nome di servitium, calco del greco λειτουργία), etc.
Sono rimasti gli elementi fondamentali del formulario antico, anche se si ritrovano pochi calchi precisi; viceversa ci sono analogie tra queste preghiere e quella sorta di "litania ampliata" che troviamo nella Liturgia dei Presantificati del Venerdì Santo. La cosa più notevole rispetto agli altri due esempi che proporremo è sicuramente la scomparsa dell'invocazione Kyrie eleison, che a Roma aveva assunto nei secoli (almeno dal IX) un significato esclusivamente penitenziale, e aveva perso quella connotazione più generale di invocazione alla benignità di Dio nei confronti degli uomini, che l'Oriente conserva ancora. Scomparsa questa, la risposta del popolo è passata ad essere Te rogamus, audi nos, che - come vedremo negli esempi seguenti - anticamente faceva ancora parte dell'impetrazione cantata dal diacono.

Peccatores, te rogamus, audi nos.
Ut nobis parcas,
Ut nobis indulgeas,
Ut ad veram paenitentiam nos perducere digneris,
Ut Ecclesiam tuam sanctam regere et conservare digneris,
Ut domum Apostolicum et omnes ecclesiasticos ordines in sancta religione conservare digneris,
Ut inimicos sanctae Ecclesiae humiliare digneris,
Ut regibus et principibus christianis pacem et veram concordiam donare digneris,
Ut cuncto populo christiano pacem et unitatem largiri digneris,
Ut omnes errantes ad unitatem Ecclesiae revocare, et infideles universos ad Evangelii lumen perducere digneris,
Ut nosmetipsos in tuo sancto servitio confortare et conservare digneris,
Ut mentes nostras ad caelestia desideria erigas,
Ut omnibus benefactoribus nostris sempiterna bona retribuas,
Ut animas nostras, fratrum, propinquorum et benefactorum nostrorum ab aeterna damnatione eripias,
Ut fructus terrae dare et conservare digneris,
Ut omnibus fidelibus defunctis requiem aeternam donare digneris,
Ut nos exaudire digneris,
Fili Dei,


Pur peccatori, Vi preghiamo, ascoltateci.
Perché Voi ci risparmiate,
Perché Voi ci perdoniate,
Perché Voi Vi degniate di condurci a vera penitenza,
Perché Voi Vi degniate di preservare e governare la Vostra santa Chiesa,
Perché Voi Vi degniate di preservare l’Apostolico Signore il Papa e tutti gli Ordini Religiosi nel santo zelo religioso,
Perché Voi Vi degniate di umiliare tutti i nemici della Santa Chiesa,
Perché Voi Vi degniate di far dono di pace e di vera concordia ai sovrani e ai principi cristiani,
Perché Voi Vi degniate di donare pace ed unità a tutto il popolo cristiano,
Perché Voi Vi degniate di ricondurre all’unità della Chiesa tutti gli erranti, e di portare tutti gli infedeli alla luce del Vangelo,
Perché Voi Vi degniate di supportarci e preservarci nel Vostro santo servizio liturgico,
Perché eleviate le nostre menti ai desideri celesti,
Perché ricompensiate coi beni eterni i nostri benefattori,
Perché salviate dalla dannazione eterna le anime nostre, dei nostri fratelli, parenti e dei nostri benefattori,
Perché Voi Vi degniate di concedere e conservare i frutti della terra,
Perché Voi Vi degniate di donare a tutti i fedeli defunti l’eterno riposo,
Perché Voi Vi degniate d’esaudirci,
O Figlio di Dio,

La litania rogazionale nel Rito Romano dei primi secoli

Nel Sacramentario Gelasiano troviamo invece quest'altra formula di preghiera, direttamente ricalcata sui modelli greci, fedelmente riportataci dallo Jungmann nel suo Missarum Sollemnia. Secondo l'interpretazione della maggior parte dei liturgisti, questa litania si cantava durante la processione papale prima dell'inizio della Liturgia, e dunque da questa, per contrazione progressiva (passando prima per i semplici tropi, poi all'invocazione secca), ebbe origine il Kyrie della Messa. A questo link si trova una trascrizione dell'evoluzione della litania completa in un semplice nonuplo Kyrie secondo lo Jungmann. Di seguito ci limitiamo a riportare la litania di Papa Gelasio.

DEPRECATIO QUAM PAPA GELASIUS PRO UNIVERSALI ECCLESIA CONSTITUIT CANENDAM ESSE

Dicamus omnes: Domine exaudi et miserere


Patrem Unigeniti et Dei Filium Genitoris ingeniti et Sanctum Deum Spiritum fidelibus animis invocamus

— Kyrie eleison (ad omn. inv.)

I — Pro immaculata Dei vivi ecclesia, per totum orbem constituta divinae bonitatis opulentiam deprecamur

II — Pro sanctis Dei magni sacerdotibus et ministris sacri altaris cunctisque Deum verum colentibus populis Christum Dominum supplicamus

III — Pro universis recte tractantibus verbum veritatis multiformem Verbi Dei sapien­tiam peculiariter obsecramus

IV — Pro his qui se mente et corpore propter caelorum regna castificant, et spiritalium labore desudant, largitorem spiritalium munerum obsecramus

V — Pro religiosis principibus omnique militia eorum, qui iustitiam et rectum iudicium diligunt, Domini potentiam obsecramus

VI — Pro iucunditate serenitatis et opportunitate pluviae atque aurarum vitalium blan­dimentis ac diversorum temporum prospero cursu rectorem mundi Dominum depre­camur

VII — Pro his quos prima christiani nominis initiavit agnitio, quos iam desiderium gratiae caelestis accendit, omnipotentis Dei misericordiam obsecramus

VIII — Pro his quos humanae infirmitatis fragilitas, et quos nequitiae spiritalis invidia, vel varius saeculi error involvit, Redemptoris nostri misericordiam imploramus

IX — Pro his, quos peregrinationis necessitar, aut iniquae potestatis oppressio vel hostilitatis vexat aerumna, Salvatorem Dominum supplicamus

X — Pro iudaica falsitate... aut haeretica pravitate deceptis vel gentilium superstitione perfusis veritatis Dominum deprecamur

XI — Pro operariis pietatis et his, qui necessitatibus laborantum fraterna caritate subve­niunt, misericordiarum Dominum deprecamur

XII — Pro omnibus intrantibus in haec sanctae domus Domini atria, qui religioso corde et supplici, devotione convenerunt, Dominum gloriae deprecamur

XIII — Pro emundatione animarum corporumque nostrorum, et omnium venia peccatorum clementissimum Dominum supplicamus

XIV — Pro refrigerio fidelium animarum, praecipue sanctorum Domini sacerdotum, qui huic ecclesiae praefuerunt catholicae, Dominum spirituum et universae carnis iudi­cem deprecamur

XV — Mortificatam vitiis carnera et viventem fide animam

— praesta, Domine, praesta (ad omn. inv.)

XVI — Castum timorem et veram dilectionem

XVII — Gratum vitae ordinem et probabilem exitum

XVIII — Angelum pacis et solatia sanctorum

Nosmetipsos et omnia nostra, quae orto quae aucta per Dominum ipso auctore suscipimus, ipso custode retinemus, ipsiusque misericordiae et arbitrio providentiae commendamus

— Domine miserere.

SUPPLICA CHE PAPA GELASIO ORDINO’ SI DOVESSE CANTARE PER LA CHIESA UNIVERSALE

Diciamo tutti: Signore ascoltateci e abbiate misericordia.

Invochiamo con animi fedeli il Padre dell’Unigenito e il Figlio di Dio Genitore ingenerato e lo Spirito Santo Iddio.

— Signore, misericordia (ad ogni invocazione)

I — Per la chiesa immacolata del Dio vivente, fondata in tutta la terra, chiediamo la ricchezza della divina bontà

II — Per i santi sacerdoti del grande Iddio e i ministri del sacro altare e tutti i popoli che adorano il Dio vero, supplichiamo Cristo Signore

III — Per tutti coloro che bene predicano la parola multiforme della verità, preghiamo specialmente la sapienza del Verbo di Dio

IV — Per quelli che si fanno casti nella mente e nel corpo a motivo del regno dei cieli, e faticano nell’esercizio delle cose spirituali, supplichiamo il datore dei beni spirituali

V — Per i principi devoti e tutto il loro esercito, che amano la giustizia e il buon diritto, preghiamo la potenza del Signore
                                                 
VI — Per la bontà del clima, la pioggia a tempo opportuno, per la propiziazione delle auree vitali, e per il prospero scorrere delle diverse stagioni, preghiamo il Signore rettore del mondo

VII — Per coloro che hanno iniziato a conoscere il nome cristiano, che già sono infiammati dal desiderio della grazia celeste, supplichiamo la misericordia di Dio onnipotente

VIII — Per coloro che sono stretti dalla fragilità della debolezza umana, dall’invidia della nequizia spirituale, dal molteplice errore del secolo, imploriamo la misericordia del nostro Redentore.

IX — Per coloro che sono costretti alla peregrinazione, o sono vessati dall’oppressione di un potere iniquo o dall’affanno dell’ostilità, supplichiamo Iddio Salvatore.

X — Perché siano sconfitte la falsità dei giudei e la malvagità degli eretici e la superstizione dei gentili, supplichiamo il Signore della verità

XI — Per gli operatori di misericordia e per coloro che sovvengono alle necessità di chi è nella tribolazione con fraterna carità, supplichiamo il Signore della misericordia

XII — Per tutti coloro che entrano in questa santa casa di Dio, che con cuore devoto e supplice sono giunti per la preghiera, supplichiamo il Signore della gloria

XIII — Per la purificazione delle nostre anime, e per il perdono di tutti i peccati, supplichiamo il Signore clementissimo

XIV — Per il refrigerio delle anime dei fedeli, e soprattutto dei santi sacerdoti di Dio, che furono a capo di questa chiesa cattolica, supplichiamo il Signore degli spiriti e giudice di ogni carne.

XV — Un’anima mortificata ai vizi della carne e vivida nella fede

— concedeteci, o Signore (ad omn. inv.)
                  
XVI — Il morigerato timore ed il vero amore

XVII — Un buon trascorrere della vita e un’auspicabile sua fine

XVIII — L’angelo di pace e la consolazione dei Santi

Affidiamo noi stessi e tutto quanto è nostro, che sono state create da Dio, che abbiamo ricevuto da lui, che custodiamo grazie a lui, alla sua misericordia e all’arbitrio della sua provvidenza

— Signore, misericordia.

La litania rogazionale nel Rito Greco

Delle numerosissime litanie contenute nel Rito Greco, abbiamo deciso di riportare, a titolo di esempio, quella d'inizio della Divina Liturgia, detta della pace (εἰρηνικὰ) e quella di fine del Vespero, poiché per struttura sono le più simili a quella gelasiana sovrariportata. L'origine comune, l'influenza reciproca e lo sviluppo parallelo delle due tradizioni appariranno sicuramente chiari al lettore. Talune espressioni ricorrono proprio in modo identico. Le preghiere sono essenzialmente a vantaggio delle stesse categorie di persone (i cristiani fedeli, la Chiesa, il clero, il clima, i principi cristiani, gli operatori di misericordia, coloro che si recano nella chiesa, i catecumeni, i dissidenti, il perdono delle anime, i tribolati...), le quali si ritrovano, pur colle debite differenze, anche nella litania rogazionale attuale, come detto sopra. Erano in fondo le categorie essenziali della preghiera cristiana, che ritroviamo persino in alcuni testi goliardici dell'XI secolo; in alcuni noti carmi satirici di produzione germanica, riferentesi alla pia pratica della preghiera, vengono infatti nominate pressoché le stesse categorie di persone per cui si prega (anche se talora accompagnate da epiteti scherzosi): rispetto alle litanie latine sopraccitate riportano anche preghiere per i penitenti (chiaro influsso della devozione medievale), per i viaggiatori per terra e per mare, per i malati (queste ultime si ritrovano tutte nella litania greca sotto).

Ἐν εἰρήνῃ τοῦ Κυρίου δεηθῶμεν.

Κύριε, ἐλέησον.

Ὑπὲρ τῆς ἄνωθεν εἰρήνης καὶ τῆς σωτηρίας τῶν ψυχῶν ἡμῶν, τοῦ Κυρίου δεηθῶμεν.

Ὑπὲρ τῆς εἰρήνης τοῦ σύμπαντος κόσμου, εὐσταθείας τῶν ἁγίων τοῦ Θεοῦ Ἐκκλησιῶν καὶ τῆς τῶν πάντων ἑνώσεως, τοῦ Κυρίου δεηθῶμεν.

Ὑπὲρ τοῦ ἁγίου οἴκου τούτου καὶ τῶν μετὰ πίστεως, εὐλαβείας καὶ φόβου Θεοῦ εἰσιόντων ἐν αὐτῷ τοῦ Κυρίου δεηθῶμεν.

Ὑπὲρ τῶν εὐσεβῶν καὶ ὀρθοδόξων χριστιανῶν, τοῦ Κυρίου δεηθῶμεν.

Ὑπὲρ τοῦ ἀρχιεπισκόπου ἡμῶν... τοῦ τιμίου πρεσβυτερίου, τῆς ἐν Χριστῷ διακονίας, παντὸς τοῦ κλήρου καὶ τοῦ λαοῦ, τοῦ Κυρίου δεηθῶμεν.

Ὑπὲρ τῆς πόλεως ταύτης, πάσης πόλεως καὶ χώρας καὶ τῶν πίστει οἰκούντων ἐν αὐταῖς, τοῦ Κυρίου δεηθῶμεν.

Ὑπὲρ εὐκρασίας ἀέρων, εὐφορίας τῶν καρπῶν τῆς γῆς, καὶ καιρῶν εἰρηνικῶν, τοῦ Κυρίου δεηθῶμεν.

Ὑπὲρ πλεόντων, ὁδοιπορούντων, νοσούντων, καμνόντων, αἰχμαλώτων καὶ τῆς σωτηρίας αὐτῶν, τοῦ Κυρίου δεηθῶμεν.

Ὑπὲρ τοῦ ῥυσθῆναι ἡμᾶς ἀπὸ πάσης θλίψεως, ὀργῆς, κινδύνου καὶ ἀνάγκης, τοῦ Κυρίου δεηθῶμεν.

Ἀντιλαβοῦ, σῶσον, ἐλέησον καὶ διαφύλαξον ἡμᾶς, ὁ Θεός, τῇ σῇ χάριτι.

Τῆς παναγίας, ἀχράντου, ὑπερευλογημένης, ἐνδόξου δεσποίνης ἡμῶν, Θεοτόκου καὶ ἀειπαρθένου Μαρίας, μετὰ πάντων τῶν Ἁγίων μνημονεύσαντες, ἑαυτοὺς καὶ ἀλλήλους καὶ πᾶσαν τὴν ζωὴν ἡμῶν Χριστῷ τῷ Θεῷ παραθώμεθα.

Σοί, Κύριε.
In pace preghiamo il Signore.

Signore, abbiate pietà.

Per la pace che viene dall’alto e la salvezza delle nostre anime, preghiamo il Signore.

Per la pace dell’intero universo, la saldezza delle Sante Chiese di Dio e di tutte le comunità, preghiamo il Signore.

Per questo santo tempio e per quelli che con fede, reverenza e timore di Dio si recano in esso, preghiamo il Signore.

Per i Cristiani fedeli e ortodossi, preghiamo il Signore.

Per il nostro Arcivescovo …, per il venerabile presbiterio, per il diaconato in Cristo, per tutto il clero ed il popolo, preghiamo il Signore.

Per questa nostra città, per ogni città e regione e per quelli che vivono in esse con fede, preghiamo il Signore.

Per un clima ben temperato, per l’abbondanza dei frutti della terra, per dei tempi di pace, preghiamo il Signore.

Per i naviganti, coloro che sono in viaggio, gli ammalati, gli affaticati, i prigionieri e la loro salvezza, preghiamo il Signore.

Perché noi siamo liberati da ogni tribolazione, ira, pericolo e necessità, preghiamo il Signore.

Venite in nostro aiuto, salvateci, abbiate misericordia di noi e custoditeci, o Dio, con la Vostra grazia.

Memori della nostra santissima, immacolata, benedetta e gloriosa signora, la Madre di Dio e sempre vergine Maria, insieme a tutti i Santi, ci affidiamoci gli uni gli altri e affidiamo tutta la nostra vita a Cristo Dio.

A Voi, o Signore.

Πληρώσωμεν τὴν ἑσπερινὴν δέησιν ἡμῶν τῷ Κυρίῳ.

Κύριε, ἐλέησον.

Ἀντιλαβοῦ, σῷσον, ἐλέησον καὶ διαφύλαξον ἡμᾶς, ὁ Θεός, τῇ Σῇ χάριτι.

Τὴν ἑσπέραν πᾶσαν, τελείαν, ἁγίαν, εἰρηνικὴν καὶ ἀναμάρτητον, παρά τοῦ Κυρίου, αἰτησώμεθα.

Παράσχου, Κύριε

Ἄγγελον εἰρήνης, πιστὸν ὁδηγόν, φύλακα τῶν ψυχῶν καί τῶν σωμάτων ἡμῶν, παρά τοῦ Κυρίου αἰτησώμεθα.

Συγγνώμην καὶ ἄφεσιν των ἁμαρτιῶν καί τῶν πλημμελημάτων ἡμῶν, παρά τοῦ Κυρίου αἰτησώμεθα.

Τὰ καλὰ καὶ συμφέροντα ταῖς ψυχαῖς ἡμῶν καὶ εἰρήνην τῷ κόσμῳ, παρά τοῦ Κυρίου αἰτησώμεθα.

Τὸν ὑπόλοιπον χρόνον τῆς ζωῆς ἡμῶν ἐν εἰρήνῃ καὶ μετανοίᾳ ἐκτελέσαι, παρά τοῦ Κυρίου αἰτησώμεθα.

Χριστιανὰ τὰ τέλη τῆς ζωῆς ἡμῶν, ἀνώδυνα, ἀνεπαίσχυντα, εἰρηνικά, καὶ καλὴν ἀπολογίαν τὴν ἐπί τοῦ φοβεροῦ βήματος τοῦ Χριστοῦ αἰτησώμεθα.

Τῆς Παναγίας, ἀχράντου, ὑπερευλογημένης, ἐνδόξου Δεσποίνης ἡμῶν Θεοτόκου καὶ ἀειπαρθένου Μαρίας, μετὰ πάντων των Ἁγίων μνημονεύσαντες, ἑαυτοὺς καὶ ἀλλήλους καὶ πᾶσαν τὴν ζωὴν ἡμῶν Χριστῷ τῷ Θεῷ παραθώμεθα.

Σοί, Κύριε.
Completiamo la nostra preghiera vespertina al Signore.

Signore, abbiate pietà.

Venite in nostro aiuto, salvateci, abbiate misericordia di noi e custoditeci, o Dio, con la Vostra grazia.

Che tutta la sera sia perfetta, santa, pacifica, priva di peccato, chiediamo al Signore.

Concedeteci, o Signore

Un angelo di pace, guida fedele, custode delle nostre anime e dei nostri corpi, chiediamo al Signore.

Il perdono e la remissione dei nostri peccati e delle nostre iniquità, chiediamo al Signore.

I beni che convengono alle nostre anime e la pace per il mondo, chiediamo al Signore.

Di terminare quanto resta della nostra vita in pace e penitenza, chiediamo al Signore.

Una fine cristiana della nostra vita, senza dolore, senza sofferenza, pacifica, e una buona difesa davanti al tremendo tribunale di Cristo, chiediamo al Signore.

Memori della nostra santissima, immacolata, benedetta e gloriosa signora, la Madre di Dio e sempre vergine Maria, insieme a tutti i Santi, ci affidiamoci gli uni gli altri e affidiamo tutta la nostra vita a Cristo Dio.

A Voi, o Signore.
La litania in una celebrazione pontificale del rito bizantino in lingua slava
(la più volte ripetuta invocazione Господи, помилуй [Gòspodi, pomìluj] è, come ben noto, la trasposizione slava di Kyrie eleison)

mercoledì 2 maggio 2018

In Inventione S. Crucis

3 MAJI
in Inventione S. Crucis
duplex II classis

Hierosolymis Inventio sacrosanctae crucis Dominicae, sub Constantino Imperatore
A Gerusalemme, il Ritrovamento della sacrosanta Croce del Signore, sotto l'Imperatore Costantino

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Nella tradizione romana, la Santa Croce viene onorata con due distinte festività: quella più nota del 14 settembre, definita Exaltatio S. Crucis, che ne commemora il ricupero (nel 630) ad opera dell'Imperatore Eraclio dalle mani del persiano Cosroe II in cui era caduta; quella meno nota (in quanto scomparsa nelle riforme degli anni '60), ma liturgicamente più importante ("doppio di II classe" contro il "doppio maggiore" della precedente), del 3 maggio, data del rinvenimento della Santa Croce da parte dell'Imperatore Costantino grazie alla madre Elena.

In realtà, gli autori latini sono piuttosto divisi in materia, soprattutto perché la festa del 3 maggio era stata quella maggiormente apprezzata in Occidente, mentre l'Oriente festeggiava con ogni solennità quella del 14 settembre (che nella Chiese Romana ebbe più difficoltà a diffondersi, soprattutto perché il 14 settembre è anche il dies natalis dei due santi Martiri Cornelio e Cipriano, la cui antichissima venerazione nell'Urbe è attestata dalla loro menzione nel Canone Romano, e non senza difficoltà si ottenne di spostare la loro memoria al 16 dello stesso mese), sicché il card. Ildefonso Schuster, liturgista e pastore della Chiesa ambrosiana, sostenne che la restituzione delle reliquie da parte di Eraclio al patriarca Zaccaria fosse da individuarsi nel 3 maggio del 630. Tant’è che per Schuster la messa del 3 maggio è “post-gregoriana” e per l’Introito e l’Offertorio si sono mutuati testi da messe più antiche. Notiamo che l’Introito del 3 maggio e del 14 settembre è lo stesso e coincide con quello del Giovedì santo (Gal. 6,14), parimenti l’epistola è la stessa (Filipp. 2, 5-11) che coincide con quella della messa della Domenica delle palme. È simile l’opinione dell’abate Righetti che in modo perentorio e senza mezzi termini afferma che “il titolo della prima ricorrenza (3, maggio, Invenzione della Croce) è sbagliato in pieno”. Sempre per il Righetti l’adozione della festa della Exaltatio fu frutto di un processo di imitazione di Gerusalemme, che si diffuse specialmente in quei centri che avevano ricevuto frammenti del legno della Croce. Interessante quanto ci ragguaglia il Righetti circa il fatto che già sotto il sommo pontificato di Benedetto XIV – segnatamente nel 1741 – la questione delle due feste si era evidenziata presso la commissione preposta alla riforma del Breviario, che però intese lasciare lo status quo. Altri autori invece, cercando di confutare la Leggenda della Vera Croce di San Giuda Ciriaco (testo di riferimento per la storia del Sacro Legno, a cui si riferiscono le interpretazioni che abbiamo dato all'inizio), cercarono di sostenere che la data dell'Invenzione della Croce da parte di Sant'Elena fosse stata il 14 settembre 327, rovesciando dunque le prospettive tradizionali. Dom Gueranger, dal canto suo, tralasciando di identificare gli eventi che titolano le due feste (ritrovamento e ricupero della Croce), di cui afferma che che ignoriamo le date reali, intese semplicemente dare un'origine gallicana alla ricorrenza del 3 maggio e una gerosolimitana a quella del 14 settembre, spiegando che confluirono a Roma in epoche diverse

Matteo Rosselli, Invenzione della Santa Croce

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OMELIA
di San Giovanni Damasceno

Il linguaggio della croce è follia per quelli che si perdono; per noi che ci salviamo, invece, potenza di Dio (1 Cor. 1, 18). L'uomo spirituale, infatti, "giudica ogni cosa" (1 Cor. 2, 15), mentre quello animale non accetta le cose dello Spirito (1 Cor. 2, 14). Follia è, infatti, quella di coloro che si rifiutano di credere e di riflettere sulla bontà e l'onnipotenza di Dio, indagando sulle realtà divine con le loro categorie umane e naturali, senza rendersi conto che tutto ciò che riguarda la divinità trascende la natura, la razionalità e la conoscenza. Se ci si domanda, infatti, il come ed il perché Iddio abbia creato dal nulla tutte le cose, e si cerca di scoprirlo con le sole facoltà razionali che la natura ci mette a disposizione, non si approda a nulla, giacché una scienza come questa è terrestre e diabolica. Tutto è semplice e lineare invece, ed il cammino è spedito per chi, condotto per mano, per cosi dire, dalla fede, va alla ricerca del Dio buono, onnipotente, vero, sapiente e giusto. Senza la fede, infatti, nessuno può salvarsi (cf. Eb 11, 6): è in virtù della fede che

tutte le cose, sia le umane che le trascendenti, acquistano significato e valore. Senza l'intervento della fede il contadino non ara il suo campo, il mercante non mette a repentaglio la sua vita, su di una piccola nave, fra le onde tempestose del mare; senza fede non si contraggono matrimoni né si porta a termine alcun'altra attività della vita. È la fede a farci comprendere come tutto sia stato creato dal nulla grazie alla potenza divina. Con la fede intendiamo correttamente ogni cosa, umana o divina che sia. La fede, insomma, è il consenso formulato senza riserve.

Tutte le opere ed i miracoli compiuti dal Cristo, dunque, appaiono manifestazioni grandiose, divine, straordinarie; la più strepitosa di tutte, però, è la sua venerabile croce. t grazie a questa, infatti, e non ad altro, che la morte fu sconfitta, il peccato del progenitore ricevette la sua espiazione, l'inferno venne spogliato, fu elargita la risurrezione; è stata la croce a guadagnarci la forza di disprezzare i beni del mondo e persino la morte, a prepararci il ritorno all'antica beatitudine, a spalancarci le porte del cielo; soltanto la croce del Signore nostro Gesù Cristo, infine, ha elevato l'umanità alla destra di Dio, promuovendoci alla dignità di suoi figli ed eredi. Tutto questo ci ha procurato la croce! Tutti noi, infatti, ricorda l'Apostolo, che siamo stati battezzati in Cristo, siamo stati battezzati nella sua morte (Rm. 6, 3). Tutti noi, battezzati in Cristo, ci siamo rivestiti di Cristo (Gal. 3,27). E Cristo, poi, è potenza e sapienza di Dio (1 Cor. 1, 24). Ecco, la morte di Cristo, cioè la croce, ci ha rivestito dell'autentica potenza e sapienza di Dio. La potenza di Dio, da parte sua, si manifesta nella croce, sia perché la forza divina, cioè la vittoria sulla morte, ci si è mostrata attraverso la croce; sia in quanto, allo stesso modo come i quattro bracci della croce si uniscono fra loro nel punto centrale, così pure, attraverso la potenza di Dio, si assimilano l'una con l'altra l'altezza e la profondità, la lunghezza e la larghezza: in altre parole, tutta la creazione, nella sua dimensione materiale come in quella invisibile.

La croce è stata impressa sulla nostra fronte come un segno, non diversamente dalla circoncisione per Israele. In virtù di questo segno, noi fedeli siamo riconosciuti e distinti dagli increduli. La croce è per noi lo scudo, la corazza ed il trofeo contro il demonio. È il sigillo grazie al quale l'angelo sterminatore ci risparmierà, come afferma la Scrittura (cf. Ebr. 11, 28). E lo strumento per risollevare coloro che giacciono, il puntello a cui si appoggia chi sta in piedi, il bastone degli infermi, la verga per condurre il gregge, la guida per quanti si volgono altrove, il progresso dei principianti, la salute dell'anima e del corpo, il rimedio di tutti i mali, la fonte d'ogni bene, la morte del peccato, la pianta della risurrezione, l'albero della vita eterna.

Questo legno davvero prezioso e degno di venerazione, perciò, sul quale Cristo si sacrificò per noi, deve giustamente divenire oggetto della nostra adorazione, giacché fu come santificato dal contatto con il santissimo corpo e sangue del Signore. Come pure si dovrà rivolgere la nostra devozione ai chiodi, alla lancia, agli indumenti ed ai santi luoghi nei quali il Signore si è trovato: la mangiatoia, la grotta, il Golgota che ci ha recato la salvezza, il sepolcro che ci ha donato la vita, Sion, roccaforte delle Chiese, e tutti gli altri... Se, infatti, ricordiamo con affetto, fra gli oggetti che son stati nominati, la casa ed il letto e la veste del Signore, quanto più dovranno esserci care, tra le cose di Dio e del Salvatore, quelle che ci hanno procurato anche la salvezza?

Adoriamo l'immagine stessa della preziosa e vivificante croce, di qualunque materia sia composta! Non intendiamo onorare, infatti. l'oggetto materiale (non sia mai!), bensì il significato ch'esso rappresenta, il simbolo, per così dire, di Cristo. Egli stesso, d'altronde, istruendo i suoi discepoli, ebbe a dire: Apparirà allora nel cielo il segno del Figlio dell'uomo (Mt. 24, 30), cioè la croce. Ed anche l'angelo che annunciò alle donne la risurrezione di Cristo disse: Voi cercate Gesù di Nazaret, il crocifisso (Mc. 16, 6). E l'Apostolo, da parte sua: Noi predichiamo, avverte, il Cristo crocifisso (1 Cor. 1, 23). Vi sono, infatti, molti Cristi e Gesù; uno solo, però, è il crocifisso. L'Apostolo, poi, non dice: "colui che è stato trafitto dalla lancia", bensì "il crocifisso". Dobbiamo, perciò, adorare il simbolo del Cristo: ovunque, infatti, si troverà quel segno, lì sarà presente il Signore stesso. La materia di cui è composta l'immagine della croce, invece, anche se fosse d'oro o di pietre preziose, non è più degna di alcuna venerazione, una volta scomparsa, per qualsiasi motivo, la figura originaria. Tutti gli oggetti consacrati a Dio, perciò, noi li veneriamo in modo tale, da riferire alla persona divina il culto che osserviamo per essi.

(S. Giovanni Damasceno, De fide orthodoxa, IV, 11)

martedì 1 maggio 2018

La Divina Liturgia di San Marco

Ricorre oggi, 2 maggio, secondo il Calendario proprio della Santa Primaziale Patriarcale e Metropolitana Chiesa delle Venezie, il giorno ottavo della solennità del Patrono principale, San Marco Evangelista. In tale ricorrenza, pubblichiamo uno studio sulla Divina Liturgia attribuita all'Evangelista, di cui si è persa gran parte delle tracce.

L’antichissima anafora alessandrina attribuita all’evangelista Marco fu certamente usata dai Cristiani di Sicilia e nel resto della Magna Grecia, ancora in tarda età. Ad oggi, la sola anafora di San Marco, di cui abbiamo diverse testimonianze originarie (1), è utilizzata in una sua versione in lingua bohairica dalla Chiesa Copta, mentre la Chiesa Greca Alessandrina ha iniziato in tempi recenti ad utilizzarla solo nella festa dell'Evangelista. In questo caso, però, si utilizza solo l'anafora, inserita all'interno della Liturgia di San Basilio o di San Giacomo

I manoscritti antichi di cui siamo in possesso, infatti, non descrivono la cornice celebrativa: ovvero i “riti” con le rubriche - più o meno minuziose - cui oggi siamo abituati, perché si affidavano alla pratica tradizione. Quando la tradizione si è spenta, purtroppo si è perso anche il ricordo di “come” la Liturgia di san Marco fosse di fatto celebrata, restandoci solo il testo dell'Anafora.

Di seguito potrete leggere una sobria ricostruzione della liturgia (in traduzione italiana) ad opera dell'archimandrita Antonio Scordino (con taluni nostri adattamenti). Questa ricostruzione si basa anche sull'attuale prassi liturgica copta, la quale utilizza uno schema celebrativo non dissimile dalla Liturgia di San Basilio, con alcune modificazioni attribuite a San Cirillo d'Alessandria, le quali secondo la tradizione deriverebbero però direttamente dall'antico rito di San Marco.

Mosaici della Cattedrale di S. Marco ad Alessandria

(1) La struttura dell'anafora di San Marco ci è tramandata da numerosi rinvenimenti papiracei del primo millennio, quali la Pergamena John Rylands 465 (in greco, del VI secolo, in cattivo stato di conservazione), la Tavola del British (in copto, dell'VIII secolo, ma contiene solo la parte centrale dell'anafora), numerosi frammenti in lingua sahidica, e soprattutto il Papiro di Strasburgo, rimontante al IV-V secolo, che contiene l'intera anafora (compreso di prefazio), e anche una litania e una dossologia che venivano cantati probabilmente in altri momenti della liturgia.
Il testo dell'anafora fu nondimeno tramandato, sicché nella Biblioteca Vaticana abbiamo due codici del XII-XIII secolo (il Codex Rossanensis e il Rotulus Vaticanus) che la contengono; il testo di riferimento per la versione greca attualmente seguita è custodito presso la Biblioteca della Chiesa Greco Ortodossa Alessandrina, in un codice copiato nel XVI secolo per ordine del Patriarca Melezio I Pegas.

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La Divina Liturgia
del nostro Padre tra i Santi l'Evangelista Marco

Mentre il clero entra, intronizza il Vangelo e incensa, il coro canta dei versetti del salmo 91:

E’ bene confessare il Signore e salmeggiare al tuo nome, Altissimo. Alleluia!
Per annunciare al mattino la tua misericordia e la tua verità lungo la notte, sull’arpa a dieci corde, col canto, sulla cetra. Alleluia!
Perché mi hai rallegrato, Signore, con ciò che hai fatto ed esulterò per le opere delle tue mani. Alleluia!
Come sono grandi le tue opere, Signore! Profondissimi sono i tuoi pensieri. Alleluia!
Gloria al Padre… E ora e sempre…  Alleluia!

S   Pace † a tutti.
C   E con il tuo spirito.
D   Pregate.
C   Kyrie eleison. (più volte)

S   Ti ringraziamo Signore Dio nostro, Padre del nostro Signore Dio e Salvatore Gesù Cristo, e ancor più ti ringraziamo di tutto, per tutto e in tutto: perché ci hai protetti, aiutati e soccorsi; hai fatto trascorrere il tempo della nostra vita e ci hai condotti fino a questa ora e ci hai resi degni di stare di nuovo alla tua presenza, nel tuo luogo santo, mentre chiediamo il perdono per i nostri peccati e l’espiazione per tutto il tuo popolo. Ti preghiamo e ti supplichiamo: concedici di portare a termine questo santo giorno e l’interadurata della nostra vita senza peccato, sempre con gioia, salute, salvezza e ogni santificazione, nel tuo timore. Scaccia da noi e dalla tua santa Chiesa cattolica e apostolica ogni invidia, paura e tentazione, ogni opera diabolica e ogni insidia di uomini malvagi, Concedi a noi le cose buone e utili; se abbiamo peccato con parole, opere o pensieri, tu che sei buono e amico dagli uomini, degnati di non guardare, e non abbandonare noi che speriamo in te; non indurci in tentazione, ma liberaci dal maligno e dalle sue opere, per la grazia, la misericordia e l’amore per gli uomini del tuo unigenito figlio: per lui e con lui a te siano rese gloria e potenza, nel santissimo, buono e vivificante tuo Spirito, ora e sempre e nei secoli dei secoli.
T   Amen.

Il coro canta alcuni versetti del salmo 92:

Il Signore ha instaurato il suo regno; si è rivestito di splendore, si è rivestito il Signore di potenza e se ne è cinto. Alleluia!
E così ha reso saldo il mondo, che non sia scosso. Alleluia!
Alla tua casa si addice la santità, Signore, per la lunghezza dei giorni. Alleluia!
Gloria al Padre… E ora e sempre… Alleluia!

Per decreto di Giustiniano, si canta l’inno Unigenito.

S   Pace † a tutti.
C   E con il tuo spirito.
D   State attenti alla preghiera.
C   Kyrie eleison. (più volte)

S   Signore Dio nostro, tu hai scelto i dodici apostoli come un risplendente luminare di dodici lampade, e li hai inviati nel mondo intero per predicare e insegnare il Vangelo del tuo regno, e guarire ogni malattia e infermità nel popolo. Tu hai mandato il tuo soffio su di loro, dicendo: Ricevete lo Spirito Santo Paraclito; a chi rimetterete i peccati saranno rimessi, a chi li riterrete, saranno ritenuti. Anche su di noi, tuoi servi che stiamo presso il tuo santo altare, all’ingresso di questo divino ministero, manda lo spirito di compunzione. Liberaci, Signore, da ogni imprecazione, maledizione, da ogni sentenza o vincolo di scomunica e da parte avversaria; purifica le nostre labbra e il nostro cuore da ogni macchia e da ogni debolezza, affinché con cuore puro e pura coscienza ti offriamo questo incenso in odore di soavità e per la remissione dei peccati nostri e di tutto il tuo popolo, per la grazia, la misericordia e l’amore per gli uomini del tuo Figlio unigenito, per il quale e con il quale a te, insieme al tutto santo, buono e vivificante tuo Spirito, ogni gloria e dominio, ora e sempre e nei secoli dei secoli.
C   Amin.

Il coro canta alcuni versetti del salmo 94:

Venite, esultiamo per il Signore, acclamiamo a Dio, nostro Salvatore;
preveniamo il suo volto con la confessione e con salmi acclamiamo a lui. Alleluia!
Nella sua mano i confini della terra e le altezze dei monti appartengono a lui; Alleluia!
E’ lui il nostro Dio e noi il popolo del suo pascolo e il gregge della sua mano. Alleluia!
Oggi, se udrete la sua voce, non indurite i vostri cuori. Alleluia!
Gloria al Padre… E ora e sempre… Alleluia!

S   Pace † a tutti.
C   E con il tuo spirito.
S   State intenti alla preghiera.
C   Kyrie eleison. (più volte)

S   Sovrano Signore, Gesù Cristo, Verbo coeterno al Padre, divenuto in tutto simile a noi, tranne il peccato; per la salvezza del genere umano hai inviato i tuoi santi discepoli e apostoli a predicare e insegnare il Vangelo del tuo Regno e guarire ogni malattia e infermità nel popolo. Ora, Sovrano, manda la tua luce e la tua verità e illumina gli occhi della nostra mente, per comprendere la tua parola divina, e rendici capaci di ascoltarla, per non esserne solo ascoltatori ma capaci di metterla in pratica e portare frutti buoni e abbondanti - chi trenta, chi sessanta, chi cento - affinché siamo resi degni del regno dei cieli. Presto ci vengano incontro le tue misericordie, Signore, poiché tu sei il lieto annuncio, il salvatore e il custode delle anime nostre e dei nostri corpi, Signore Dio nostro, e noi rendiamo gloria e azione di grazie con l’inno Trisagio a te, Padre, Figlio e Santo Spirito Santo, ora e sempre e nei secoli dei secoli.

Il coro: Amen. Santo Dio, santo forte, santo immortale, abbi di noi pietà. (3 volte)

S   Pace † a tutti.
C   E al tuo spirito tuo.
D   Stiamo attenti!
L   Lettura…

E il lettore all’ambone legge il brano indicato dell’Antico Testamento, antifonando al termine col coro il salmo indicato col suo ritornello.
Al termine,

D   Stiamo attenti!
L   Lettura…

E il lettore all’ambone legge il brano indicato dell’Apostolo, antifonando al termine col coro l’Allelluia e i suoi versetti, mentre il diacono incensa il Vangelo.

D   In piedi, ascoltiamo il santo vangelo.
S   Pace † a tutti.
C   E al tuo spirito tuo.
D   Lettura del santo Vangelo secondo…
C    Gloria a te, Signore, gloria a te! (così come alla fine).

Dopo la lettura e l’omelia:

D   State attenti alla preghiera.
C   Kyrie eleison. (ad ogni invocazione volte)

     Pregate per i vivi, pregate per i malati, pregate per i pellegrini, pregate.

     Per la serenità del clima e i frutti della terra, per un giusto afflusso dell’acqua dei fiumi, per piogge benefiche e per la semenza della terra, pregate.

     Per la salute degli uomini e delle bestie, per la salvezza del mondo e di questa città, pregate.

     Per la nostra Nazione, il Governo e l’Esercito, pregate.

     Pregate per i prigionieri, pregate per i defunti; pregate per il sacrificio che stiamo per offrire, pregate per i tribolati, pregate per i catecumeni, pregate.

     Pregate per la pace dell’una, santa, cattolica, apostolica e ortodossa Chiesa di Dio, pregate.

     Pregate per il nostro vescovo N. e per tutti i nostri vescovi ortodossi, pregate.

     Pregate per questa dimora e per quelli che vi sono radunati, pregate.

S   Sovrano, Signore onnipotente, guarda dal cielo sulla tua Chiesa e su tutto il tuo gregge, il tuo popolo; salva tutti noi, indegni tuoi servi e pecorelle del tuo gregge; donaci la tua pace, il tuo amore, il tuo aiuto, e manda su di noi il dono del tuo santissimo Spirito, affinché con cuore puro e retta coscienza possiamo salutarci gli uni gli altri con un santo abbraccio, senza ipocrisia, senza dare in cuore preferenza al nemico, ma in modo puro e immacolato, in unità di spirito, nel vincolo della pace e dell’amore, in un corpo solo, in un solo spirito e in una sola fede, come una sola è la speranza alla quale siamo chiamati, affinché possiamo giungere tutti al divino e immenso amore in Gesù Cristo, nostro Signore, per la grazia, la misericordia e l’amore per gli uomini del tuo unigenito Figlio, con il quale sei benedetto insieme al santissimo, buono e vivificante tuo Spirito, ora e sempre e nei secoli dei secoli.
C   Amen.

S   Pace † a tutti.
C   E al tuo spirito.

 D   Nessun catecumeno, chi non è stato iniziato, chi non può pregare con noi rimanga qui. State attenti a vicenda. Le porte! Salutatevi l’un l’altro con un santo abbraccio.

 Il sacerdote col diacono entrano nel Santuario portando i Doni, mentre si canta:

Stia muto ogni mortale e stia con timore e spavento e nulla pensi di terreno, perché il Re dei re e il Signore dei signori avanza per essere sacrificato e dato in cibo ai credenti. Lo precedono i cori degli angeli con ogni principato e potestà, i cherubini dai molti occhi e i serafini dalle sei ali che nascondono il volto e gridano: Alleluia!

 Intanto il sacerdote, dopo aver posato il pane sul disco e versato nel calice vino e acqua, ed essersi lavato le mani, così prega:

S   Sovrano Signore, Gesù Cristo, Verbo di uguale potenza al Padre senza principio allo Spirito, Grande Sacerdote, tu sei il pane disceso dal cielo: hai rialzato dalla corruzione la nostra vita e ti sei offerto come agnello immacolato per la vita del mondo. Noi ti preghiamo e ti supplichiamo, Signore amico degli uomini: guarda su questo pane e su questo calice che la santissima mensa accoglie, tramite il ministero degli angeli, l’assistenza degli arcangeli e il sacro sacerdotale, per la tua gloria e il rinnovamento delle nostre anime. Per la grazia, la misericordia e l’amore per gli uomini del tuo unigenito Figlio, insieme al santissimo, buono e vivificante tuo Spirito, ora e sempre e nei secoli dei secoli. Amen.

e dopo aver incensato i doni e il santuario, il diacono dice:

D   Con sapienza di Dio stiamo attenti!
C   Credo in un solo Dio, ...
S   Il Signore sia con † voi.
C   e con il tuo spirito.
S   Innalziamo la mente e il cuore.
C   Sono rivolti al Signore.
S   Rendiamo grazie al Signore.
C   E’ cosa buona e giusta.

 Si chiudono le tende, il diacono agita il ripidion sui doni e il sacerdote prega:

S   E’ veramente degno e giusto, nostro dovere e utile alle anime nostre, rendere lode a te, unico vero Sovrano, Signore Dio, Padre onnipotente, inneggiare a te, renderti grazie, proclamare i tuoi prodigi, notte e giorno, con bocca che non si stanca, con labbra che non sanno tacere, con un cuore che non si appaga. Tu hai creato il cielo e tutto ciò che si trova nel cielo, la terra e quanto si trova sulla terra, i mari, le sorgenti, i fiumi, i laghi e quanto si trova in essi. Tu hai creato l’uomo a tua immagine e somiglianza e l’hai messo in possesso del paradiso delle delizie. Quando egli ha disubbidito alla tua volontà, tu non lo hai disprezzato, o Buono, non l’hai abbandonato, ma lo hai richiamato con la Legge, lo hai istruito per mezzo dei profeti, e infine lo hai riplasmato con questo tremendo, vivificante e celeste mistero, per mezzo della tua Sapienza, la vera luce, l’unigenito Figlio, Dio nostro Signore, Dio e Salvatore Gesù Cristo. Per mezzo suo rendiamo grazie a te, assieme a lui e allo Spirito Santo, e offriamo questo culto spirituale e incruento. Te lo offrono, Signore, tutti i popoli, dall’oriente all’occidente, dal settentrione al mezzogiorno, perché grande è il tuo nome tra tutto le genti e in ogni luogo si offrono al tuo nome incenso, sacrificio puro e offerte. Noi ti preghiamo e ti supplichiamo, o Buono amico dagli uomini: ricordati della santa Chiesa, una, cattolica e apostolica, diffusa da un confine all’altro della terra; di tutti i popoli e del tuo gregge. Accorda a tutti i cuori la pace che viene dall’alto e donaci anche la grazia e la pace nel corso di questa vita. Regola nella pace la nostra Nazione, il Governo, l’Esercito, chi ci sta accanto e ogni nostra azione. Re della pace, da’ a noi la tua pace; sii nostro padrone nella concordia e nella carità: noi non conosciamo altro Dio al di fuori di te, il tuo nome invochiamo. Da’ vita alle nostre anime, perché su di noi e su tutto il tuo popolo non prevalga la morte del peccato. Nella tua misericordia e compassiono visita e guarisci i nostri malati, allontana da loro e da noi ogni morbo, malattia o debolezza. Fa’ alzare dal letto chi vi giace ormai da tempo e guarisci chi è tormentato da impuri spiriti. Abbi pietà e libera tutti i carcerati, i condannati ai lavori forzati, gli esiliati, gli imputati e tutti quelli che sono afflitti da amara servitù o debiti. Tu infatti sei il nostro Dio; tu che spezzi le catene, rialzi gli abbattuti, speranza dei disperati, aiuto degli abbandonati, risurrezione dei caduti, porto dei naufraghi, vendicatore dei perseguitati. A tutti i cristiani afflitti e tribolati concedi misericordia, remissione e sollievo. Medico delle anime e dei corpi nostri, cura le nostre malattie dell’anima e le infermità corporali. Tu che vegli sull’umanità, visitaci e guariscici per l’opera della tua redenzione. Guida in ogni viaggio per mare, sui fiumi, per terra, i nostri fratelli che stanno per partire o che sono già in viaggio; guidali a destinazione sicura, fatti loro compagno di viaggio e fa’ che possano tornare ai loro cari con gioia e anche essi pieni di salute. Conserva anche il cammino di questa nostra vita tranquillo e immune di ogni danno. Invia una pioggia benefica dove ne manca e ne è bisogno: rallegra e rinnova la faccia della terra con la sua caduta, affinché il suo scroscio rallegri ogni germe. Alza il livello dei fiumi sino a giusta misura, rinnova e rallegra con il loro scorrere la faccia della terra e irrigane i solchi, moltiplica i germogli. Benedici, Signore, i frutti della terra; conservali sani e intatti, siano anche per noi sementi ricchi di raccolto. Benedici, Signore, l’arco dell’anno nella tua bontà, per i poveri del tuo popolo, per la vedova e l’orfano, per gli stranieri e gli emigranti, per noi tutti che speriamo in te e invochiamo il tuo santo nome. Gli occhi di tutti sono rivolti verso di te e tu dai loro il cibo a suo tempo. Tu che nutri ogni vivente, riempi di gioia e allegria i nostri cuori in modo che, non mancando mai del necessario, possiamo abbondare in opere buone, in Cristo Gesù, nostro Signore. Re dei re, Signore dei signori, concedi ai nostri governanti cui hai affidato di reggere la terra, un governo pacifico, coraggioso e giusto; ispira nei loro cuori il bene per la tua santa Chiesa cattolica e apostolica e per tutto il popolo cristiano, affinché noi pure, in questa loro pace, trascorriamo piamente e degnamente una vita quieta e tranquilla. Dona riposo alle anime dei nostri padri e fratelli che si sono addormentati nella fede di Cristo, Signore Dio nostro, memore di coloro che ci hanno preceduto da secoli: progenitori, padri, patriarchi, profeti, apostoli, martiri, confessori, vescovi, santi giusti, e ogni anima giusta che ha perseverato sino alla fine.] In modo particolare ricordati, Signore, della tutta santa, purissima, più che benedetta, gloriosa Signora nostra e sempre vergine Maria.

C   Ave, o piena di grazia, il Signore è con te, tu sei benedetta fra le donne e benedetto è il frutto del tuo seno, perché hai partorito il Salvatore delle anime nostre.

Mentre il diacono legge i dittici, il sacerdote continua:

S   Sovrano Signore, Dio nostro, concedi riposo a tutti questi defunti nelle tende dei tuoi santi, nel tuo regno, e largisci loro i beni da te promessi, che occhio non ha mai visto, né orecchio mai sentito e in cuor d’uomo non sono mai entrati e che tu, o Dio, hai preparato per chi ama il tuo santo nome. Dona riposo alle loro anime, rendile degne del regno dei cieli, concedi a noi una morte cristiana benaccetta, senza peccato, e una parte di eredità assieme a tutti i tuoi santi. Accetta, o Dio, sul tuo santo altare, sovraceleste e spirituale, nell’alto dei cieli, per la mano del tuo santo arcangelo, le azioni di grazie, le offerte e i sacrifici di chi ti offre molto o poco, di nascosto o in pubblico, ma anche di chi vorrebbe, ma non possiede, e di chi oggi ha portato la sua offerta, come hai accettato i doni di Abele il giusto, il sacrificio di Abramo nostro padre, l’incenso di Zaccaria, l’elemosina di Cornelio e le due monetine della vedova. Accetta ciò che ti offrono in azione di grazie: essi ti offrono beni terreni: da’ loro beni celesti; essi ti offrono cose che si consumano: da’ loro beni eterni. Conserva il nostro santo vescovo N. che hai destinato a reggere la tua santa Chiesa cattolica e apostolica: conservalo in pace per molti anni perché possa esercitare il santo sacerdozio che gli hai affidato secondo la tua santa e beata volontà, dispensando con ortodossia la tua parola di verità. Ricordati di tutti gli ortodossi vescovi, sacerdoti, diaconi, suddiaconi, lettori, cantori, monaci, monache, vedove e laici. Ricordati dalla pace e della sicurezza di Gerusalemme, la santa città di Gesù Cristo nostro Dio, della capitale, di questa città, di ogni città e  paese, e di chi vi abita con ortodossa fede cristiana. Ricordati, Signore, di ogni anima afflitta e tribolata che invoca l’aiuto e la misericordia divina, e riporta sulla retta via gli erranti. Ricordati, Signore, dei nostri fratelli in prigionia e concedi loro di aver la compassione di chi li tiene in prigione. Ricordati, Signore, nella tua misericordia e compassione, di noi tutti, peccatori e indegni tuoi servi e cancella i nostri peccati, o Dio buono e amico degli uomini. Ricordati anche di me, misero peccatore e indegno tuo servo e cancella i miei peccati, o Dio buono e amico degli uomini e sii presente in mezzo a noi che in questa liturgia celebriamo il tuo santo nome, e benedici le nostre assemblee. Estirpa dal mondo le radici dell’idolatria; poni sotto i nostri piedi Satana con le sue azioni e malvagità, umilia ancor oggi, Signore, come hai fatto un tempo, i nemici della tua Chiesa, rivela la loro superbia e fa’ loro presto capire la loro debolezza: rendi inutili le insidie, gli artifizi e le astuzie con le quali ci tentano. Svegliati, Signore: siano sconfitti e fuggano i tuoi nemici che odiano il tuo santo nome; invece al tuo popolo fedele che compie la tua volontà, da’ mille migliaia e diecimila migliaia di benedizioni. Libera i carcerati, da’ sollievo agli oppressi, sazia gli affamati, consola gli scoraggiati, riconduci gli erranti, illumina chi giace nelle tenebre, rialza i caduti, sostieni i vacillanti, sana i malati, o Buono, e dirigi tutti sulla strada della salvezza, radunali nel tuo santo ovile e liberaci dalla nostra sregolatezza, tu che sei nostro protettore e difensore in tutto. Tu sei al di sopra di ogni autorità e potenza, di ogni principato e dominazione; al di sopra di ogni nome che possa esistere non solo in questo mondo ma anche in quello futuro. Innanzi a te stanno centinaia e centinaia e infinite migliaia di santi angeli e le schiere degli arcangeli; davanti a te stanno i due venerabili esseri viventi, i cherubini dai molti occhi e i serafini dalle sei ali: con due si coprono il volto, con due i piedi, con due volano; gridano l’un l’altro con voce incessante inni divini che non tacciono mai, e cantano, acclamano, glorificano e gridano il tre volte santo inno della vittoria alla tua magnifica gloria. Tutti proclamano la tua santità: ricevi anche la nostra santificazione, che uniti a loro cantiamo e diciamo:

C   Santo, santo, santo, il Signore Dio dell’universo. I cieli e la terra sono pieni della sua gloria. Osanna nell’alto dei cieli. Benedetto colui che viene nel nome del Signore. Osanna nell’alto dei cieli.

S   Il cielo e la terra sono veramente pieni della tua gloria per la manifestazione del Signore Dio e Salvatore nostro Gesù Cristo. Fa’, o Dio, che anche questo sacrificio sia pieno della tua benedizione, mediante la venuta del tuo Spirito tutto santo. Infatti, lo stesso Signore Gesù Cristo, nostro Dio e grande re, nella notte in cui si offrì per i nostri peccati e si sottopose alla morte corporea, mentre era a tavola con i suoi santi discepoli e apostoli,
D   Levate in alto le mani!
S   prese il pane nelle sue mani sante, pure e immacolate, alzò gli occhi al cielo, a te Padre suo, Dio nostro e Dio dell’universo, rese grazie, lo benedisse, lo santificò, lo spezzò, lo distribuì ai suoi santi e beati discepoli e apostoli, dicendo: Prendete e mangiate; questo è il mio corpo che per voi è spezzato e distribuito in remissione dei peccati.
C   Amen.
S Nello stesso modo, dopo aver cenato, prese il calice; lo riempì di vino mescolato con acqua, alzò gli occhi al cielo, a te, Padre suo e Dio nostro, Dio  dell’universo, rese grazie, lo benedisse, lo santificò, lo colmò dello Spirito Santo, lo distribuì ai suoi santi e beati discepoli e apostoli, dicendo: Bevetene tutti; questo è il mio sangue, della nuova alleanza, che è sparso per voi e per molti, e distribuito in remissione dei peccati.
C   Amen.
S   Fate questo in memoria di me: ogni volta infatti che mangiate questo pane e bevete a questo calice, voi annunciate la mia morte e proclamate la mia risurrezione e ascensione, fino al mio ritorno.

Signore Dio onnipotente, re celeste, noi annunciamo la morte del tuo unigenito Figlio, Dio e Salvatore nostro Gesù Cristo; proclamiamo la sua beata risurrezione dai morti al terzo giorno; proclamiamo la sua ascensione nei cieli e la sua presenza alla tua destra, Dio Padre, e attendiamo la sua seconda, temibile, tremenda venuta, quando verrà a giudicare con giustizia vivi e morti, e rendere a ciascuno secondo le sue opere.
C   Risparmiaci, Signore Dio nostro, secondo la tua misericordia e non secondo i nostri peccati!

S   Gli stessi doni da te ricevuti ti presentiamo, e ti preghiamo, e ti supplichiamo, o Buono amico degli uomini: manda dall’alto della tua santità, dalla tua dimora gloriosamente preparata, dal tuo seno infinito, il Paraclito, lo Spirito di verità, il Santo, lo Spirito del Signore, il Vivificante. Egli ha parlato nella Legge, nei profeti e negli apostoli; è ovunque presente e tutto riempie; da se stesso, non come ministro, compie la santificazione secondo il suo beneplacito; è semplice per natura, multiforme nelle sue operazioni, sorgente dei doni divini, consustanziale a te; da te procede e con te siede sul trono del tuo regno, insieme al tuo Figlio unigenito, nostro Signore Dio e Salvatore Gesù Cristo. Volgi dunque lo sguardo sopra di noi e manda su questo pane e su questo calice il tuo santo Spirito: li santifichi e li consacri in quanto Dio onnipotente, e faccia di questo pane il Corpo
C   Amen.
S   e di questo calice il Sangue della nuova alleanza dello stesso Signore Dio, salvatore nostro e grande re, Gesù Cristo.
C   Amen.
S   perché per tutti noi che vi partecipiamo siano sorgente di fede, sobrietà, guarigione, temperanza, santificazione, rinnovamento dell’anima, del corpo e dello spirito, comunione alla vita beata, eterna e incorruttibile, glorificazione del tuo santo nome, remissione dei peccati, e qui e in ogni luogo sia glorificato, lodato e santificato il santissimo, prezioso ed eccelso tuo nome, con Gesù Cristo e il Santo Spirito
C   come era, è, e sarà di generazione in generazione, per tutti i secoli dei secoli. Amin.

Si aprono le tende e il sacerdote benedice:
S  Pace † a tutti.
C   E con il tuo spirito.
D   Pregate.
C   Kyrie eleison. (più volte)

S   Dio della luce, padre della vita, autore della grazia, creatore del tempo, instauratore della conoscenza, tesoro di santità, maestro della preghiera pura, salvatore delle anime, ai deboli che in te confidano tu concedi di scrutare ciò che gli angeli desiderano vedere. Tu dagli abissi ci hai portati fuori alla luce; dalla morte ci hai dato la vita; dalla schiavitù ci hai portato alla libertà. Tu hai fatto svanire le tenebre del peccato che regnano in noi, per mezzo della manifestazione del tuo Figlio. Ora, Signore, sovrano, per mezzo del tuo santissimo Spirito illumina gli occhi della nostra mente, perché possiamo ricevere questo immortale e celeste cibo senza condanna, santificaci totalmente: corpo, anima e spirito, per poter pregare insieme ai tuoi santi discepoli e apostoli e dire:
C   Padre nostro ... ma liberaci dal maligno.

S   Sì, Signore, non ci indurre in tentazione, ma liberaci dal male: la tua grande compassione sa che non possiamo resistere a causa della nostra grande debolezza, ma con la tentazione assicuraci anche il modo di poterla sopportare, tu che ci hai dato il potere di calpestare serpenti, scorpioni e ogni forza del nemico, poiché tuo è il regno, la forza e la gloria nei secoli dei secoli.
C   Amen.

S   Pace † a tutti.
C   E al tuo Spirito.
D   Inchinate il vostro capo al Signore Gesù.
C   A te, Signore.

S   Sovrano Signore, Dio onnipotente, che siedi sui cherubini e sei glorificato dai serafini, che hai fondato il cielo sulle acque e lo hai ornato con le costellazioni degli astri, che hai costituito nell’alto le schiere incorporee degli angeli per una perenne dossologia, a te abbiamo chinato il capo dello spirito e del corpo come segno della nostra servitù. Ti preghiamo di respingere dal nostro pensiero gli assalti tenebrosi del peccato e di rallegrare la nostra mente con lo splendore divino del tuo santo Spirito, affinché, riempiti dalla tua conoscenza, degnamente partecipiamo a questi beni: il Corpo immacolato e il Sangue prezioso del tuo unigenito Figlio, nostro Signore Dio e Salvatore Gesù Cristo, che ci perdona ogni peccato nella sua grande e inesplorabile bontà, per la grazia, la misericordia e l’amore per gli uomini del tuo unigenito Figlio: per lui e con lui, insieme al santissimo, buono e vivificante tuo Spirito, a te la gloria e il dominio nei secoli dei secoli.

C   Amin.
S   Pace † a tutti
C   E al tuo spirito.
D   Con timore di Dio stiamo attenti!

S   Santo, altissimo, tremendo Signore che riposi tra i santi, santificaci per la parola della tua grazia, e la visita del tuo Spirito santissimo: tu infatti, Sovrano, hai detto: Siate santi come sono Santo io, il Signore Dio vostro. Incomprensibile Logos di Dio, consustanziale al Padre e allo Spirito Santo, coeterno e senza principio come il Padre e lo Spirito, ricevi l’inno puro, con i cherubini e i serafini, anche da me peccatore e indegno tuo servo.

D   State attenti! Diaconi, scendete.

il sacerdote eleva i Doni, dicendo:

S   I santi doni ai santi!
C   Uno è santo: il Padre; uno è santo: il Figlio; uno è santo: lo Spirito Santo!
S   Il Signore sia con tutti voi
C   E con il tuo spirito.
D   Cantate in pace.

Durante la comunione il coro canta il salmo 150 alternato a un'antifona Alleluia.

     Lodate Dio nei suoi santi, lodatelo nel firmamento della sua potenza.

     Lodatelo per le sue opere potenti, lodatelo secondo l’immensità della sua grandezza.

     Lodatelo al suono della tromba, lodatelo con l’arpa e la cetra.

     Lodatelo col timpano e con la danza, lodatelo sulle corde e sul flauto.

     Lodatelo con cembali armoniosi, lodatelo con cembali di acclamazione. Ogni spirito lodi il Signore.

Finita la comunione, il diacono dice:

D   Alzatevi per la preghiera.
S   Pace † a tutti
C   e al tuo spirito.
D   Pregate!
C   Kyrie, eleison. (più volte)

S   Ti ringraziamo, sovrano Signore, Dio nostro, per i santi, immacolati, immortali e celesti misteri che abbiamo ricevuto e che ci hai dato per il nostro bene, la santificazione e la salvezza delle nostre anime e dei nostri corpi. Ti chiediamo e ti preghiamo, Signore buono e amico degli uomini: la comunione al santo Corpo e al prezioso Sangue del tuo unigenito Figlio, sia per noi fede inconfondibile, carità sincera, abbondanza di pietà, rimozione delle avversità, osservanza dei tuoi precetti, viatico per l’eternità, difesa bene accetta davanti al tremendo tribunale del tuo Cristo, per il quale e con il quale, insieme al santissimo, buono e vivificante tuo Spirito, a te è la gloria e il dominio nei secoli dei secoli.
C   Amen.

D   Inchinate il vostro capo per la benedizione.
C   Re altissimo, coeterno al Padre, con la tua potenza hai spogliato l’inferno, hai calpestato la morte, hai legato il forte, hai risuscitato Adamo dal sepolcro con forza deifica e con lo splendore luminoso della tua ineffabile divinità. Per la comunione al tuo immacolato Corpo e prezioso Sangue, stendi la tua destra invisibile, piena di benedizione, e benedici tutti noi; abbi compassione; rinvigorisci tutti noi con la forza divina; allontana da noi l’attività malefica e peccaminosa della concupiscenza; nelle tenebre dell’iniquità che ci circonda, illumina gli occhi della nostra mente; uniscici all’assemblea beata nella quale hai posto il tuo beneplacito. Per te, con te, al Padre e allo Spirito santo spetta ogni inno, onore, potere, adorazione e azione di grazie, ora e sempre e nei secoli dei secoli.
C   Amin.

D   Andate in pace, nel nome del Signore.
S   L’amore di Dio Padre; la grazia del Figlio, nostro Signore Gesù Cristo; la comunione e il dono dello Spirito santo, sia con tutti noi, ora e sempre e nei secoli dei secoli.
C   Amen. Sia benedetto il nome del Signore, da ora e nei secoli dei secoli dei secoli. Amen.