martedì 5 gennaio 2021

AVVISO

Secondo le istruzioni del Pontificale Romano, nel dì dell'Epifania, al termine del Vangelo della Messa, un canonico, rivestito di piviale, proclama solennemente la data della Pasqua e, di conseguenza, delle altre feste mobili che da essa dipendono.

Approfittiamo di questo quanto mai congeniale frangente per comunicare una scelta redazionale: dopo diversi anni in cui, nella pubblicazione degli articoli di approfondimento, si è seguito pressoché interamente il calendario gregoriano - benché non fosse quello personalmente seguito dalla maggior parte degli autori - per venire incontro ai nostri lettori che si presume in maggioranza lo seguano, si è deciso alfine di optare definitivamente per seguire il Paschalio giuliano, rispettando così anche in questa sede le prescrizioni del settimo canone del Concilio di Nicea sulla data della Pasqua.

Per il momento, il calendario seguito per le feste fisse resta quello gregoriano: di fatto, seguiremo il cosiddetto calendario "giuliano riformato", in uso da circa un secolo nelle chiese di Grecia, Cipro, Romania e Bulgaria, nonché nei Patriarcati di Costantinopoli, Alessandria e Antiochia, pur essendo consci che si tratta di un miscuglio di compromesso e con molti problemi. L'idea è quella di giungere, attraverso un periodo di transizione, a usare interamente il calendario giuliano pur qui.

Nella sezione "Calendario liturgico" del blog, da esattamente un anno non aggiornata, cercheremo di inserire da domenica prossima una proposta di calendario liturgico settimanale in questo modo, seguendo l'eortologio "neo-giuliano", le rubriche tridentine e un calendario romano-veneto, ripulito di molti appesantimenti post-tridentini, di nostra elaborazione.

Quest'anno la pasqua giuliana e quella gregoriana sono piuttosto distanti: quest'ultima cadrà il 4 aprile, mentre la prima il 19 aprile giuliano, cioè il 2 maggio del nostro calendario. Di seguito riportiamo l'annunzio della Pasqua con le date del "giuliano riformato", e sotto - per confronto - il medesimo con le date interamente giuliane.

Noveritis, fratres carissimi, quod annuente Dei misericordia,  sicut de Nativitate Domini nostri Jesu Christi gavisi sumus, ita et de Resurrectione ejusdem  Salvatoris nostri gaudium vobis annuntiamus. 
Die vigesima octava Febuarii erit Dominica in Septuagesima. 
Dies decima septima Martii dies Cinerum,  et initium jejunii sacratissimæ Quadragesimæ. 
Secunda Maji sanctum Pascha Domini nostri Jesu Christi  cum gaudio celebrabimus. 
Die decima Junii erit Ascensio Domini nostri Jesu Christi. 
Die vigesima ejusdem Festum Pentecostes. 
Prima Julii Festum sanctissimi Corporis Christi. 
Die vigesima octava Novembris Dominica prima Adventus Domini nostri Jesu Christi, cui est honor et gloria, in sæcula sæculorum. Amen. 

Noveritis, fratres carissimi, quod annuente Dei misericordia,  sicut de Nativitate Domini nostri Jesu Christi gavisi sumus, ita et de Resurrectione ejusdem  Salvatoris nostri gaudium vobis annuntiamus. 
Die decima quinta Febuarii erit Dominica in Septuagesima. 
Dies quarta Martii dies Cinerum, et initium jejunii sacratissimæ Quadragesimæ. 
Decima nona Aprilis sanctum Pascha Domini nostri Jesu Christi  cum gaudio celebrabimus. 
Die vigesima octava Maji erit Ascensio Domini nostri Jesu Christi. 
Die septima Junii Festum Pentecostes. 
Decima octava ejusdem Festum sanctissimi Corporis Christi. 
Die vigesima nona Novembris Dominica prima Adventus Domini nostri Jesu Christi, cui est honor et gloria, in sæcula sæculorum. Amen. 

7 commenti:

  1. Sinceramente optare per il giuliano integrale è più problematico dell'usare il giuliano riformato per questioni finemente cosmologiche che sovente non si ama disdegnare. Di converso lo stesso anno zero, essendo controverso, acconcia ogni possibilità minimamente congrua e coerente.

    saluti

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    1. Allora, astronomicamente né il calendario gregoriano né quello giuliano sono affidabili, tant'è vero che il calendario in uso agli astronomi è diverso e, all'atto pratico, inutilizzabile perché non è costante nel tempo, tendendo la rotazione terrestre a rallentare. Peraltro diverse società astronomiche, ancora nella prima metà del Novecento, ritenevano che tra i due d'uso il calendario giuliano fosse più conveniente per un uso convenzionale rispetto al gregoriano.

      I problemi dei singoli calendari sono i seguenti, sostanzialmente:

      1. Giuliano: 3 giorni di ritardo accumulati ogni 4 secoli, un numero tutto sommato trascurabile in considerazione che non si verificano variazioni cosmologiche così significative per la simbologia nel giro di pochi giorni. La famosa "Pasqua in estate" con cui si attacca di solito questo calendario, sarebbe realtà solo nell'8100... un problema forse trascurabile per ora.

      2. Giuliano riformato: non c'è corrispondenza tra il santorale e il temporale, con il risultato che la Quaresima e la Pasqua sono sfasate rispetto ad altre feste, come S. Marco o S. Giorgio, che il tipico prevede possano cadere solo nel tempo pasquale e quest'anno invece cadranno in Quaresima. Si creano inoltre delle settimane dopo l'Epifania che non esistono nel tipico.

      3. Gregoriano: non è rispettata la terza condizione per il calcolo della Pasqua fissata dal canone niceno, ovvero che cada dopo la festa giudaica. L'anno scorso, per esempio, Pasqua gregoriana e giudaica sono cadute lo stesso giorno (12 apr. NS / 31 marzo OS), la Pasqua giuliana è pertanto slittata alla settimana dopo (19 apr. NS / 6 apr. OS). Quest'anno la Pasqua gregoriana cadrà il 4 aprile (21 marzo OS), la festa giudaica sabato 1° maggio (18 apr. OS), e dunque la Pasqua giuliana la domenica immediatamente successiva, 2 maggio NS / 19 apr. OS.

      Da qui si vede peraltro che la pasqua in maggio, non prevista dal tipico, è inevitabile col giuliano riformato. Però il canone niceno è sicuramente più obbligante rispetto al tipico: il calendario giuliano puro invece rispetta entrambi. La realizzazione di un nuovo calendario si scontra con il problema del paschalio: non è forse escludibile che si possa "correggere" il giuliano correggendo pure il paschalio e rispettando al contempo i tre canoni niceni, ma non saprei come si possa trovare.

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    2. Faremo nei prossimi tempi un post sulla questione del calendario.

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    3. Siamo tutti d'accordo che la data della Pasqua non possa coincidere con gli edomiti.
      Il problema è che festeggiare il Natale a gennaio inoltrato è anch'esso inidoneo checché se ne voglia dire e parlare di calendario astronomico se inutilizzabile è poi un accenno di per sè sterile.
      Giustamente il fatto che un certo problema possa essere trscurabile ( da quando però? ) non significa che non esista, e sarebbe doverosa una riforma la quale non si attua né mai si farà, vien da pensare, semplicemente perché non c'è gente in grado di compierla, imporla e, fra il popolo, di riceverla adeguatamente.

      saluti

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    4. Molto simpaticamente oggi, un paio di giorni dopo la pubblicazione delle mie riflessioni sul calendario in questi commenti, ascolto la predica del p. Serafim tenuta nello stesso giorno (poche ore prima credo), e dice le stesse identiche cose.

      https://www.youtube.com/watch?v=es8KXOZmkw4

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    5. Viene da pensare, in tutta sincerità, che col passare del tempo e come sovente voi riportate, scorrendo la storia la possibilità di armonizzazione ed ordine non solo e non tanto del calendario quanto dell'attività liturgica si faccia via via più ingestibile.
      Come si può optare per opzioni che l'autorità impone maldestramente oppure di converso sceglierne altre che collimano con questa?
      Come certe riforme distruggono un'impianto così parrebbe che il mantenimento dello stesso divenga altrettanto formale nella sua fedeltà a meccanismi controcosmici.
      Questo mi sovviene come dubbio proprio perché il Natale di Dio, nella sua seconda persona del Verbo, ha anch'esso un suo "ritmo" stagionale.
      Non sarebbe come sto proponendo più prudente e cogente ritenere che certi calcoli non sono altro che calcoli giust'appunto? Non sempre una modifica è una concessione allo spirito del mondo insomma.

      Scusate la vaghezza e grazie dell'attenzione.

      Saluti

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    6. Che il giuliano abbia problemi è indubbio. Che il gregoriano sia il calendario migliore che si possa realizzare è invece molto dubbio.

      Che la riparazione del gregoriano allo scarto dei giorni sia matematicamente e astronomicamente giusto non lo si toglie, anzi. Il problema sorge però con la data della Pasqua, ed è un problema non piccolo.

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