martedì 17 aprile 2018

Il Patrocinio di San Giuseppe

mercoledì della II settimana dopo l'Ottava Pasquale
Patrocinio di San Giuseppe,
sposo della BVM e confessore
paramenti bianchi - doppio di I classe - Messa "Adjutor"


Deus, qui ineffabili providentia beatum Joseph sanctissimæ Genitricis tuæ sponsum eligere dignatus es: præsta, quǽsumus; ut quem protectorem veneramur in terris, intercessorem habere mereamur in cælis. Per Dominum.

O Dio, che nella vostra ineffabile provvidenza vi degnaste di scegliere il beato Giuseppe quale sposo per la vostra santissima Madre, concedete - ve ne preghiamo - che noi meritiamo d'avere quale intercessore nel cielo colui che veneriamo qual protettore in terra. Per il Signor nostro.

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Breve cronistoria delle feste di S. Giuseppe

I primi indizi di un culto a S. Giuseppe risalgono al VII sec.: il Vescovo della Gallia Arculfo, durante il suo pellegrinaggio nella Terra Santa ne attesta la presenza a Nazaret nel 670; i calendari copti, dei secc. VIII-IX, ne testimoniano la festa il 20 luglio e il Menologio di Basilio II il 25 dicembre in relazione con i Magi. Dall’Oriente pare che il culto a S. Giuseppe fu portato in Occidente: una chiesa era a lui dedicata a Bologna nel 1129, e nel sec. XIII il primo Ufficio proprio del Santo appare nel codice (Ms 9598-606) di Bruxelles che attesta la data del 19 marzo; nei secc. XIV-XV il culto di S. Giuseppe ebbe un notevole sviluppo ad opera dei Francescani − si pensi a Ubertino da Casale († 1325) e al cancelliere Gersone († 1429) – e Carmelitani che lo inserirono nel loro Breviario. Alla fine del XV sec. Sisto IV (1471-1484) ne approva la festa di grado simplex fissandola al 19 marzo. Gregorio XV nel 1621, in seguito alle istanze di alcuni sovrani devoti del Santo, la dichiarò festa di precetto. Clemente X nel 1670 la elevò a festa doppia di seconda classe e ne approvò l’Ufficio proprio nel 1714. Pio IX nel 1847, con il decreto della Sacra Congregazione dei Riti Inclytus Patriarcha Joseph (10 settembre 1847), estese a tutta la Chiesa la festa del Patrocinio di S. Giuseppe – inizialmente accordata ai Carmelitani di Francia e d’Italia nel 1680 – fissandone la data alla III Domenica dopo Pasqua e nel 1870 lo proclamò Patrono della Chiesa universale, al fine di ottenere per i suoi meriti e per la sua intercessione, con più efficacia la misericordia di Dio perché fossero allontanati tutti i mali che affliggevano da ogni parte la Chiesa; inoltre, con la Lettera Apostolica Inclytum Patriarcham (7 luglio 1871) riconobbe a S. Giuseppe il diritto ad un culto specifico, con l’introduzione di particolari “privilegi e onori” che spettano ai Patroni secondo le rubriche del Messale e del Breviario Romano (cioè la recita del Credo, l’inserimento dell’invocazione Cum Beato Joseph nell’orazione A cunctis da far seguire immediatamente quella della Beata Vergine Maria, l’aggiunta dell’antifona ai Vespri Ecce fidelis servus, quella alle Lodi Ipse Jesusl’orazione Deus, qui ineffabili providentia). Pio X trasferì la festa del Patrocinio al mercoledì dopo la III Domenica dopo Pasqua e con decreto della Congregazione dei Riti (18 marzo 1809) ne approvò le litanie in suo onore con le relative indulgenze. Benedetto XV approvò e concesse (9 aprile 1919) di introdurre nel Messale Romano il testo del “Prefazio” proprio per le Messe di S. Giuseppe, sia festive che votive, in occasione del 50° anniversario della proclamazione di S. Giuseppe a Patrono Universale della Chiesa; con il decreto della Congregazione dei Riti (23 febbraio 1921) fece introdurre il nome di S. Giuseppe nelle invocazioni «Dio sia benedetto»; infine, con decreto della Sacra Congregazione dei Riti (26 ottobre 1921), volle estendere alla Chiesa Universale la festa della «Santa Famiglia», istituita da Leone XIII nel 1895, stabilendo che fosse cele­brata con rito doppio maggiore la domenica nell’ottava dell’Epifania, con diritti e privilegi della stessa domenica.

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Meditazione sul Patrocinio di San Giuseppe
di don G. Tomaselli SDB

Medita quanto sia viva tra i cristiani la divozione a S. Giuseppe, Ogni cuore che ama Gesù e Maria, non sa separare S. Giuseppe da essi. Quasi tutti l'invocano, persuasi non solo del proprio vantaggio, ma di far cosa gradita al Figlio e alla Madre. Prediletto da Dio, adorno di tutte le virtù, lo pregarono S. Crisostomo, S. Teresa, S. Francesco di Sales, S. Giovanni Bosco. I divoti a lui otterranno specialmente: 1° la castità e la forza contro le tentazioni della carne; 2° aiuti speciali per uscire dal peccato e per ritornare nell'amicizia di Dio; 3° la vera divozione a Maria; 4° assistenza in punto di morte e protezione contro il demonio; 5° salute corporale, se è meglio per l';anima e sollievo nei travagli della vita; 6° i demoni temeranno l'invocazione del nome glorioso di S. Giuseppe. S. Teresa otteneva dal Santo qualunque grazia domandasse; l'esperienza provò in cento casi che il ricorso a lui è sempre esaudito... Ma corroboriamo la preghiera con l';imitazione delle virtù sue: la carità, la vita nascosta tutta con Dio, l'umiltà, lo zelo e specialmente lo studio di lui di sempre fare ciò che Dio vuole, come Dio vuole, perché Dio lo vuole.


[tratto dal Bollettino di S. Simeon Piccolo del 15 aprile]

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