venerdì 27 aprile 2018

Come un prete ubriaco fu salvato dai morti

Breve ma edificante racconto di grande profondità spirituale, apparso recentemente sul sito Pravoslavie.ru

Dio ascolta sempre le nostre preghiere, specialmente quelle offerte durante la Divina Liturgia. Nella diocesi del vescovo citato vi era un certo padre Ioannis, amato da tutti. Egli soleva soffermarsi molto alla proscomidia (1), perché commemorava molti nomi. Eppure egli aveva un grave disturbo: gli piaceva bere. Così come era diligente in tutti i suoi doveri, così gli piaceva alzare il gomito. Tanti lo imploravano di lasciar perdere questa passione, così bassa per un servo di Dio. Egli stesso voleva, lo desiderava, e si sentiva così arrabbiato con sé stesso e impotente. Provò molte volte ad abbandonare il vizio, salvo riprenderlo pochi giorni dopo.

Una volta accadde che, dopo aver ripreso il vizio, si presentasse in chiesa mezzo ubriaco. E iniziò in quello stato la divina Liturgia: Benedetto il Regno... E col permesso di Dio, il sacerdote, al momento dell'Ingresso, fece cadere i Sacri Doni per terra. O qual disgrazia! Pieno di terrore, il prete si gettò a terra e purificò con la lingua il pavimento. E si sentiva colpevole, perché era accaduto a causa del suo peccato. 

Il sacerdote corse dal suo vescovo a confessarsi di questa colpa. Dopo aver molto riflettuto, al vescovo non restò che prendere in mano la penna e mettersi a scrivere: doveva sospendere il padre Ioannis. Eppure, il vescovo si fermò prima di scrivere: ebbe una visione. Migliaia di persone si presentavano dinnanzi a lui. Nei loro occhi ardeva un vivo dolore. Passando dinnanzi a lui, dicevano: "No, vostra eminenza, non fatelo! Non sospendete il padre Ioannis! Perdonatelo!" E continuavano a passargli davanti uomini e donne, vecchi e ragazzi, d'ogni età e ceto sociale, ricchi e poveri. E anche dicevano: "non buttate fuori il nostro padre! Lui sempre ci ricorda alla Liturgia, lui veramente ha pietà di noi. E' un nostro amico... non togliergli la sua dignità!" e questa visione andò avanti per molto tempo.

Il vescovo capì che erano le anime che padre Ioannis ricordava ad ogni proscomidia. Queste commemorazioni li aiutavano parecchio, erano come acqua fresca quando si ha sete, per loro. Così, il monsignore scelse di chiamare il prete.

"Padre Ioannis. Lei commemora molte persone alla proscomidia?"

"Centinaia, eminenza. Non le conto nemmeno." 

"Come mai ne ricordi così tanti e ritardi la Liturgia?" domandò il vescovo.

"Mi fanno pena i defunti: essi non hanno alcun aiuto, se non le preghiere della Chiesa. E così chiedo all'Altissimo di donare loro riposo. Ho un libro dove tengo memoria di tutti coloro che devo commemorare, è una pratica che imparai da mio padre: lui pure è stato un sacerdote." 

"Fai bene". rispose il vescovo, continuando: "le anime ne hanno bisogno. Continua così. Solo, vedi di non ubriacarti più. Non bere mai più. Questa è la tua penitenza. Sei perdonato." 

Da quel giorno, il padre Ioannis fu completamente liberato dal vizio del bere, e ancora oggi si alza presto per compiere la proscomidia, ricordando tutti i defunti. 

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NOTE

1) La proscomidia è la parte preliminare della Divina Liturgia, quando si preparano il pane e il vino che verranno offerti sull'altare, e si offrono preghiere per i vivi e per i defunti. Equivale all'offertorio del rito latino, solo che (come del resto avviene ancora nei riti latini più antichi, come quelli monastici o conventuali) si officia prima dell'inizio della Liturgia, e non dopo la parte didattica come nel rito romano.

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