martedì 20 marzo 2018

Sullo gnosticismo, ovvero l'anti-religione (parte 2)

Seconda parte degli estratti sullo gnosticismo dal libro "La fede e l'eresia" di un Sacerdote cattolico. In questa sezione ci si occupa della Cabala ebraica (Qabbalah) e di come essa, pervertita dalla gnosi di stampo egizio, sia stata alla base della formazione della 'teologia' gnostica dei secoli successivi.


II. LA CABALA PERVERTITA

Abbiamo detto che la Gnosi si manifesta per la prima volta nella caduta dell’uomo.

Prima di continuare però, vogliamo segnalare che si manifesta nella sua essenza già prima: nella caduta degli angeli. L’essenza di una cosa viene determinata dal suo fine ultimo. L’essenza della Gnosi è dunque il tentativo da parte della creatura di divinizzarsi. Questo, però, era già avvenuto con la ribellione degli angeli. Lucifero e gli altri angeli hanno voluto farsi Dio, cioè senza Dio, con le proprie forze naturali. La conseguenza ne era la loro caduta e la loro trasformazione da angeli in demòni.

‘Quis ut Deus? ‘ replicò S. Michele Arcangelo, perché nessuno è come Dio, ma questa era precisamente la pretesa di Lucifero: di essere come Dio, e la stessa pretesa l’ha proposta, successivamente, ad Adamo ed Eva.

La Gnosi risale dunque, nella sua essenza, ai primi tempi dell’universo, al primo atto libero delle creature razionali. Da qui si sviluppa poi nel corso dei secoli per assumere un corpo teologico e morale sempre più ampio e sostanzioso. Prende strade diverse tra le religioni e le nazioni mondiali: una strada indù, una buddhista, ebrea; una strada persiana, egiziana etc.

Punteremo su quella ebrea, ritenendo con Don Julio Meinvielle che questa sia la forma di Gnosi più influente per il mondo moderno.

La Gnosi ebrea, ora, costituisce una perversione della Càbala. La Càbala, prima della sua perversione, era la tradizione orale del Vecchio Testamento. La Fede ebrea vera che è divenuta la Fede cattolica con l’Avvento del Signore, aveva una tradizione duplice, una tradizione scritta e una tradizione orale, precisamente come la Fede cattolica.

La tradizione orale, la Càbala primordiale, insegnava agli uomini le verità fondamentali della natura e della Grazia che potessero salvarli; parlava della natura di Dio, dei Suoi attributi, dei puri spiriti, e dell’universo invisibile; parlava persino della Santissima Trinità e dell’Incarnazione del Signore già prima della Sua venuta.

Questa Tradizione sublime e mistica subisce, però, una perversione sotto l’influsso della Gnosi egiziana. La Gnosi egiziana risale a 3 millenni prima della venuta del Signore, e poi, naturalmente, fino all’inizio dei tempi. Questa perversione è avvenuta durante l’esilio del popolo ebreo in Egitto nel 14° secolo prima di Cristo, e poi a Babilonia nel 6° secolo, in modo ancor più deleterio.

Una parte di questo influsso consisteva in pratiche magiche ed una parte in dottrine false. Le dottrine false furono negazioni della Divina Rivelazione contenuta nella Fede ebraica precristiana, e dunque, come abbiamo spiegato nell’Introduzione, eresie in sensu lato, che si sono insinuate nella tradizione orale ebraica. Erano errori che rappresentano uno sviluppo di dottrine centrali della Gnosi. Le dottrine che vogliamo considerare adesso sono due:
1) La trasformazione dell’uomo in Dio;
2) il monismo tra Dio e l’uomo.

Guarderemo queste due dottrine nei loro vari sviluppi, prima alla luce della Fede, poi a quella della ragione.

1. La Trasformazione dell’Uomo in Dio

La dottrina della trasformazione dell’uomo in Dio viene elaborata come un processo di evoluzione, e comprende gli elementi seguenti:
a) Un uscire dal niente del mondo, dell’uomo, e di Dio;
b) La reincarnazione;
c) Il compimento e la realizzazione graduali di Dio e dell’uomo.

a) La Dottrina che Dio, il Mondo, e l’Uomo escano dal Nulla

La Fede ci insegna che Dio esiste eternamente e non ha un inizio nel tempo. Ci insegna altrettanto che il mondo e l’uomo non sono entrati in esistenza di per sé stessi, bensì Dio li ha creati e fatti dal niente, ex nihilo. Ma non dal niente come da una sostanza preesistente, bensì dal niente nel senso che non c’era nessuna sostanza preesistente.

La ragione insegna inoltre che niente può uscire dal niente, perché il niente, per definizione, non esiste.

b) La Reincarnazione

La Fede dice così nella Lettera agli ebrei (9.27): ‘E’ dato all’uomo una sola volta di morire, dopo di che viene il giudizio’. La Fede ci insegna inoltre che ci può dare uno sviluppo positivo dell’anima umana, ma non attraverso diverse reincarnazioni, bensì attraverso il suo perfezionamento morale e la sua santificazione.

La ragione insegna che la reincarnazione è impossibile perché ogni anima umana è il principio del proprio corpo umano: l’anima umana non può informare un corpo non-umano, e non può informare un corpo che non sia il proprio corpo.

c) Il Compimento e la Realizzazione graduale di Dio e dell’uomo

La Fede insegna che Dio è immutabile e non cambia. San Giacomo scrive (1. 16-17): ‘Non andate fuori strada, fratelli miei carissimi, ogni buon regalo e ogni dono perfetto viene dall’alto e discende dal Padre della luce, nel quale non c’è variazione né ombra di cambiamento’.

La ragione ci dice in oltre che Dio è per definizione trascendente ed immutabile. Se qualcosa nell’uomo cambia, non è Dio.

Aggiungiamo un’ultima critica logica, che vale per tutte e tre queste dottrine
evoluzionistiche, cioè che: il maggiore non può derivare dal minore: la sostanza non può uscire dal nulla; Dio non può uscire dall’uomo; l’anima non può purificarsi da sola attraverso una serie di vite successive.

2. Il Monismo

Il monismo tra Dio e l’uomo viene elaborato nella direzione di tre monismi diversi:
a) Un monismo ontologico tra Dio e l’universo, dove l’universo viene considerato, in un certo qual senso, come divino; in altre parole si tratta del Panteismo;
b) Un monismo morale, dove il bene ed il male vengono considerati come parti integranti di un insieme più grande e più reale, che dunque non si distinguono realmente, un monismo morale che viene considerato in ultima analisi come Dio stesso;
c) Un monismo logico in cui il vero e il falso vengono conciliati anche loro, tra di loro.

a) Il Monismo tra Dio e l’universo (il Panteismo)

Bisogna rispondere a questo errore come abbiamo fatto all’errore del monismo tra Dio e l’uomo. La Fede insegna che Dio è Creatore: Credo in unum Deum, creatorem coeli et terrae. Dio è dunque interamente indipendente dall’universo, che Lui ha creato con un atto libero di volontà. Non è emanato da Lui secondo la Sua natura; non è venuto in esistenza necessariamente.

La ragione ci insegna, inoltre, che il concetto di Dio è un concetto di un Essere essenzialmente trascendente.

b) Il Monismo morale

lI monismo morale viene concepito in effetti come la tesi che il bene e il male siano una sola cosa e che il male esista in Dio.
La Fede ci insegna invece che il bene e il male sono dei principi distinti ed opposti fra di loro; che aderendo al bene l’uomo si salva, e aderendo al male si danna.

La Fede insegna ugualmente che Dio è infinitamente buono, il Padre delle luci, Che, per citare di nuovo San Giacomo (1.13): ‘non può essere tentato dal male e non tenta nessuno al male’.

La ragione, secondo la dottrina di San Tommaso, insegna che il bene e il male non formano un’unica cosa, in quanto il bene è l’essere stesso, ed il male ne è la privazione: ossia la privazione di un bene dovuto ad esso.

Il male non è in Dio, in quanto Dio è infinitamente e necessariamente buono. Come abbiamo detto delle altre perfezioni di Dio, cosi possiamo dire della Sua bontà: se non è buono non è Dio.

c) Il Monismo logico

Il monismo logico pretende che il vero e il falso formino anch’essi un’unica realtà. La Gnosi sostiene questo, per esempio, nel suo sincretismo, sostenendo che tutte le religioni e filosofie sono uguali.

La Fede insegna, per contrasto, che il Vero ed il Falso sono opposti, ed il Signore dice, come abbiamo già menzionato (Mt. 5. 37): ‘Le vostre parole siano: sì, sì, no, no. Il resto viene dal maligno’.

La ragione ribadisce che il falso è la negazione del vero. Come dice Aristotele, è impossibile che la stessa cosa, nello stesso tempo e nello stesso modo, possa essere e vera e falsa. Questo è il principio di non-contraddizione, uno dei primi principi del pensiero e della metafisica. Come abbiamo visto nel caso della causalità, se noi rinunciamo a questi primi principi, rinunciamo alla stessa razionalità e alla possibilità stessa di intendere o di spiegare qualsiasi cosa.

Don Julio Meinvielle sostiene che l’assurdità del monismo logico – che il vero e il falso formino insieme un’ unica realtà – è la conseguenza della teoria gnostica assurda che il mondo, l’uomo, e Dio escano dal nulla.

Noi diremo piuttosto che corrisponde a tutte le assurdità insegnate dalla Gnosi: l’uscire dal nulla, la reincarnazione, lo sviluppo di Dio nel mondo, il panteismo, la riconciliazione pretesa tra il bene e il male. Nell’analisi finale il monismo logico è conseguenza della tesi fondamentale della Gnosi: che l’uomo può divenire Dio. L’irrazionalità di questa tesi deriva dalla ribellione della volontà contro la Verità. Questa tesi infatti è nient’altro che l’espressione definitiva di quella ribellione.

3. Conclusione

In conclusione, come abbiamo detto della conoscenza naturale di Dio in rapporto alla sua negazione: ‘O Dio o l’assurdità radicale’, così possiamo dire anche della Fede in rapporto alla sua negazione, la Gnosi, la sua rivale perenne. Questo però non ci deve sorprendere, perché, come abbiamo già detto, la Gnosi, essendo un sistema panteista, è anche un tipo di ateismo.

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