martedì 23 maggio 2017

Le Litanie dei Santi

In occasione delle Rogazioni, proponiamo il testo delle Litanie dei Santi, accompagnate da un commento storico-teologico rielaborato in modo autografo a partire dalle informazioni contenute nel Liber Sacramentorum del beato Ildefonso Schuster, arcivescovo di Milano.




Anticamente, ogni diocesi e ogni monastero aveva le proprie litanie dei Santi, con i nomi dei loro patroni e dei loro beati, che venivano recitate al termine dell'Ufficio Mattutino e durante le processioni. Quello Romano, compostosi attorno al III secolo, inizialmente con gli stessi nomi dei Santi ricordati nel Canone Eucaristico, presto prevalse sugli altri, assumendo diffusione pressoché universale nel rito latino, con poche aggiunte esplicitamente concesse.
La preghiera inizia con delle invocazioni direttamente alla SS. Trinità, secondo l'uso delle antiche ektenie: i Kyrie eleison vengono ripetuti due volte, giusta le prescrizioni antecedenti a S. Gregorio, e non tre come alla Messa.

Kyrie, eleison.
Christe, eleison.
Kyrie, eleison.

Christe, audi nos.
Christe, exaudi nos.

Pater de caelis, Deus, miserere nobis.
Fili, Redemptor mundi, Deus,
Spiritus Sancte, Deus,
Sancta Trinitas, unus Deus,
Signore, abbi misericordia.
Cristo, abbi misericordia.
Signore, abbi misericordia.

Cristo, ascoltaci.
Cristo, esaudiscici

Padre del cielo, Dio, abbi pietà di noi.
Figlio, Redentore del mondo, Dio,
Spirito Santo, Dio,
Santa Trinità, unico Dio,

La prima ad essere onorata è ovviamente la beatissima e sempre vergine Genitrice di Dio, la quale è invocata ben tre volte con tre differenti titoli (che poi saranno i primi tre delle Litanie Lauretane): col nome di Maria, coll'attributo di Deipara e coll'attributo di Vergine, i quali sono i titoli spettanti alla Madre di Dio in tutte le preghiere antiche.
Seguono le preghiere ai Santi Angeli e Arcangeli: seppure i padri della Chiesa, tanto orientali quanto occidentali, ci tramandano i nomi di altri Arcangeli, tratti dalle tradizioni giudaiche, quali Uriele, Gemaliele etc., la Chiesa Romana ha sempre considerato soltanto i tre di cui parla la Scrittura.
Si aggiungono poi il precursore del Messia, il Battista, il padre putativo di Gesù, San Giuseppe, e genericamente i patriarchi e i profeti d'Israele

Sancta Maria, ora pro nobis.
Sancta Dei Genetrix,
Sancta Virgo virginum,

Sancte Michael,
Sancte Gabriel,
Sancte Raphael,
Omnes sancti Angeli et Archangeli,
Omnes sancti beatorum Spirituum ordines,

Sancte Ioannes Baptista,
Sancte Ioseph,
Omnes sancti Patriarchae et Prophetae
Santa Maria, prega per noi.
Santa Genitrice di Dio,
Santa Vergine tra le vergini,
                  
San Michele,
San Gabriele,
San Raffaele,
Santi Angeli ed Arcangeli tutti,
Sante schiere tutte degli spiriti beati,

San Giovanni Battista,
San Giuseppe,               
Santi Patriarchi e Profeti tutti
Seguono poi i dittici dei Santi Apostoli, nel medesimo ordine in cui sono invocati nel Canone Romano. Lo Schuster nota come Barnaba, per via del suo stretto legame con San Paolo, preceda i due Evangelisti non discepoli in tutti gli elenchi pervenutici.

Sancte Petre,
Sancte Paule,
Sancte Andrea,
Sancte Iacobe,
Sancte Ioannes,
Sancte Thoma,
Sancte Iacobe,
Sancte Philippe,
Sancte Bartolomaee,
Sancte Matthaee,
Sancte Simon,
Sancte Thaddaee,
Sancte Matthia,
Sancte Barnaba,
Sancte Luca,
Sancte Marce,
Omnes sancti Apostoli et Evangelistae,
Omnes sancti discipuli Domini,
San Pietro,
San Paolo,
Sant’Andrea,
San Giacomo,
San Giovanni,
San Tommaso,
San Giacomo,
San Filippo,
San Bartolomeo,
San Matteo,
San Simone,
San Giuda Taddeo,
San Mattia,
San Barnaba,
San Luca,
San Marco,
Santi Apostoli ed Evangelisti tutti,
Santi discepoli tutti del Signore,
Seguono poi i nomi dei Martiri di Cristo: dopo i Santi Innocenti e il protomartire Stefano, compaiono alcuni dei martiri più celebrati a Roma, tra cui Fabiano e Sebastiano. Più tardiva è probabilmente l'introduzione dei Santi Gervasio e Protasio, i cui corpi furono rinvenuti da S. Ambrogio a Milano.

Omnes sancti Innocentes,
Sancte Stephane,
Sancte Laurenti,
Sancte Vincenti,
Sancti Fabiane et Sebastiane,
Sancti Iohannes et Paule,
Sancti Cosma et Damiane,
Sancti Gervasi et Protasi,
Omnes sancti martyres,
Santi Innocenti tutti,
Santo Stefano,
San Lorenzo,
San Vincenzo,
Santi Fabiano e Sebastiano,
Santi Giovanni e Paolo,
Santi Cosma e Damiano,
Santi Gervasio e Protasio,
Santi Martiri tutti
Seguono poi i Santi Confessori, il cui culto è decisamente successivo a quello dei martiri. Essi, inizialmente visti come quelli che avevano patito esili, prigionie e tormenti ma non il martirio, sono generalmente coloro che hanno testimoniato con ardore la vera fede, senza però versare il proprio sangue per Cristo. I primi Santi non martiri a ricevere culto pubblico e memoria liturgica furono S. Silvestro Papa e S. Martino, ivi citati. Oggi, pur essendo i Confessori la grande maggioranza dei Santi della Chiesa, essi hanno solo un breve spazio nelle Litanie, perché a cagione della loro antichità sono mantenuti solo i primi Confessori: S. Gregorio Papa, S. Agostino d'Ippona, S. Ambrogio di Milano, e l'autore della Vulgata S. Girolamo. S. Nicola fu aggiunto nel Medioevo per via della grande devozione popolare sviluppatasi attorno al X secolo, ed è l'unico Santo Orientale (eccettuati ovviamente gli Apostoli) che ha il privilegio della memoria nelle litanie romane.

Sancte Sylvester,
Sancte Gregori,
Sancte Ambrosi,
Sancte Augustine,
Sancte Hieronyme,
Sancte Martine,
Sancte Nicolae,
Omnes sancti Pontifices et Confessores,
Omnes sancti Doctores,
San Silvestro,
San Gregorio,
Sant’Ambrogio,
Sant’Agostino,
San Girolamo,
San Martino,
San Nicola,
Santi Vescovi e Confessori tutti,
Santi Dottori tutti della Chiesa,
Una breve sezione, aggiunta nel tardo Medioevo, è riservata ai fondatori dei maggiori ordini religiosi della Chiesa Cattolica. Altri ordini religiosi, i cui fondatori ivi non son ricordati, ottennero privilegio di citare il proprio (i Certosini possono nominare S. Bruno, etc.). Infine, si fa una memoria collettiva di tutti i Santi che sono stati religiosi a qualche titolo.

Sancte Antoni,
Sancte Benedicte,
Sancte Bernarde,
Sancte Dominice,
Sancte Francisce,
Omnes sancti Sacerdotes et Levitae,
Omnes sancti Monachi et Eremitae,
Sant’Antonio,
San Benedetto,
San Bernardo,
San Domenico,
San Francesco,
Santi Sacerdoti e Diaconi tutti,
Santi Monaci ed Eremiti tutti,
Infine, secondo l'ordine né cronologico né logico delle litanie della Vigilia Pasquale nonché del Canone Romano, sono citate le Sante, e in particolare le Vergini Martiri, romane e non, dei primi secoli. La locuzione "Vedove" nell'invocazione generale alla fine fu introdotta per tutte quelle Sante che sono state canonizzate pur non morte vergini né subendo il martirio.

Sancta Maria Magdalena,
Sancta Agatha,
Sancta Lucia,
Sancta Agnes,
Sancta Caecilia,
Sancta Catharina,
Sancta Anastasia,
Omnes sanctae Virgines et Viduae
Santa Maria Maddalena,
Sant’Agata,
Santa Lucia,
Sant’Agnese,
Santa Cecilia,
Santa Caterina,
Sant’Anastasia,
Sante Vergini e Vedove tutte,
Dopo l'invocazione riassuntiva ai Santi e due brevi acclamazioni a Iddio, iniziano le suppliche di liberazione, nelle quali si chiede che il Signore buono e filantropo storni da noi ogni disgrazia umana, diabolica e naturale. Questa parte delle litanie è particolarmente importante nella processione delle Rogazioni, specie per le richieste inerenti al clima e alle calamità naturali, e si recita subito prima della benedizione dei campi. Lo Schuster precisa che per "morte sempiterna" s'intende la morte dell'impenitente, sicuramente destinato alla dannazione perpetua.

Omnes Sancti et Sanctae Dei, intercedite pro nobis.
Propitius esto, parce nos, Domine. 
Propitius esto, exaudi nos, Domine.

Ab omni malo, libera nos, Domine.
Ab omni peccato,
Ab ira tua,
A subitanea et improvisa morte,
Ab insidiis diaboli,
Ab ira et odio et omni mala voluntate,
A spiritu fornicationis,
A fulgure et tempestate,
A flagello terraemotus,
A peste, fame et bello,
A morte perpetua,
Santi e Sante tutti di Dio, intercedete per noi.
Sii indulgente, risparmiaci, o Signore. 
Sii indulgente, ascoltaci, o Signore.


Da ogni malvagità, liberaci, o Signore.
Da ogni peccato,
Dalla tua ira,
Dalla morte improvvisa e inaspettata,
Dalle insidie del demonio,
Dall’ira, dall’odio e da ogni desiderio cattivo,
Dallo spirito d’immondezza,
Dal fulmine e dalla tempesta,
Dal flagello del terremoto,
Dalla pestilenza, dalla carestia e dalla guerra,
Dalla morte sempiterna,
In seguito, si chiede ancora l'aiuto di Dio, invocandolo in virtù dei misteri della Redenzione, secondo l'ordine e l'elenco proposto dall'antica anamnesi Romana della Consacrazione.

Per mysterium sanctae Incarnationis tuae,
Per adventum tuum,
Per nativitatem tuam,
Per baptismum et sanctum ieiunium tuum,
Per crucem et passionem tuam,
Per mortem et sepulturam tuam,
Per sanctam resurrectionem tuam,
Per admirabilem ascensionem tuam,
Per adventum Spiritus Sancti Paracliti,
In die iudicii,
Per il mistero della tua santa Incarnazione,
Per il tuo Avvento,
Per il tuo Natale,
Per il tuo Battesimo e il tuo santo digiuno,
Per la tua Croce e la tua Passione,
Per la tua Morte e la tua Sepoltura,
Per la tua santa Risurrezione,
Per la tua mirabile Ascensione,
Per la discesa dello Spirito Santo Paraclito,
Nel giorno del giudizio,
Segue l'ektenia, secondo il modello che ancor oggi è contenuto nelle liturgie greche, e che tradisce l'origine antichissima di queste litanie; in queste orazioni si prega anzitutto per le nostre necessità, in secondo luogo per il Papa e per tutti gli Ordini Religiosi (intesi non già come congregazioni monastiche o conventuali, che non esistevano al tempo in cui fu scritta questa preghiera, ma bensì come vescovi, sacerdoti, monaci, diaconi e suddiaconi; si noti che in questo punto non si fa menzione del vescovo locale, a cagione del carattere prettamente romano di questa liturgia, per cui non occorreva nominare altri vescovi oltre al Papa), per l'umiliazione dei nemici di Dio (intesa come la loro conversione alla retta fede), per lα Santa Liturgia (chiamate col nome di servitium, calco del greco λειτουργία), etc.
Si conclude nuovamente colle invocazioni a Nostro Signore, comprese dell'Agnus Dei, e col Padre Nostro.

Peccatores, te rogamus, audi nos.
Ut nobis parcas,
Ut nobis indulgeas,
Ut ad veram paenitentiam nos perducere digneris,
Ut Ecclesiam tuam sanctam regere et conservare digneris,
Ut domum Apostolicum et omnes ecclesiasticos ordines in sancta religione conservare digneris,
Ut inimicos sanctae Ecclesiae humiliare digneris,
Ut regibus et principibus christianis pacem et veram concordiam donare digneris,
Ut cuncto populo christiano pacem et unitatem largiri digneris,
Ut omnes errantes ad unitatem Ecclesiae revocare, et infideles universos ad Evangelii lumen perducere digneris,
Ut nosmetipsos in tuo sancto servitio confortare et conservare digneris,
Ut mentes nostras ad caelestia desideria erigas,
Ut omnibus benefactoribus nostris sempiterna bona retribuas,
Ut animas nostras, fratrum, propinquorum et benefactorum nostrorum ab aeterna damnatione eripias,
Ut fructus terrae dare et conservare digneris,
Ut omnibus fidelibus defunctis requiem aeternam donare digneris,
Ut nos exaudire digneris,
Fili Dei,


Agnus Dei, qui tollis peccata mundi, parce nobis, Domine.
Agnus Dei, qui tollis peccata mundi, exaudi nos, Domine.
Agnus Dei, qui tollis peccata mundi, miserere nobis.

Christe, audi nos.
Christe, exaudi nos.
Kyrie, eleison.
Christe, eleison.
Kyrie, eleison.

Pater Noster …
Et ne nos inducas in tentationem.
Sed libera nos a malo.
Pur peccatori, ti preghiamo, ascoltaci.
Perché tu ci risparmi,
Perché tu ci perdoni,
Perché tu ti degni di condurci a vera penitenza,
Perché tu ti degni di preservare e governare la tua santa Chiesa,
Perché tu ti degni di preservare l’Apostolico Signore il Papa e tutti gli Ordini Religiosi nel santo zelo religioso,
Perché tu ti degni di umiliare tutti i nemici della Santa Chiesa,
Perché tu ti degni di far dono di pace e di vera concordia ai sovrani e ai principi cristiani,
Perché tu ti degni di donare pace ed unità a tutto il popolo cristiano,
Perché tu ti degni di ricondurre all’unità della Chiesa tutti gli erranti, e di portare tutti gli infedeli alla luce del Vangelo,
Perché tu ti degni di supportarci e preservarci nel tuo santo servizio liturgico,
Perché elevi le nostre menti ai desideri celesti,
Perché ricompensi coi beni eterni i nostri benefattori,
Perché salvi dalla dannazione eterna le anime nostre, dei nostri fratelli, parenti e dei nostri benefattori,
Perché tu ti degni di concedere e conservare i frutti della terra,
Perché tu ti degni di donare a tutti i fedeli defunti l’eterno riposo,
Perché tu ti degni d’esaudirci,
O Figlio di Dio,

Agnello di Dio, che porti su di te i peccati del mondo, risparmiaci, o Signore.
Agnello di Dio, che porti su di te i peccati del mondo, prestaci ascolto, o Signore.
Agnello di Dio, che porti su di te i peccati del mondo, abbi misericordia di noi.

Cristo, ascoltaci.
Cristo, esaudiscici
Signore, abbi misericordia.
Cristo, abbi misericordia.
Signore, abbi misericordia.

Padre Nostro …
E non c’indurre in tentazione.
Ma liberaci dal Maligno.

La recita del salmo LXIX in questo punto fu introduzione medievale, ma lo Schuster nota che il tono di questo salmo ben si adattava al clima nel quale la provvidenza volle che S. Mamerto istituisse per il bene del suo popolo le Rogazioni.
Deus, in adjutórium meum inténde: * Dómine ad adjuvándum me festína.
Confundántur et revereántur, qui quærunt ánimam meam. * Avertántur retrórsum, et erubéscant, qui volunt mihi mala.
Avertántur statim erubescéntes, * qui dicunt mihi: Euge, euge.
Exsúltent et læténtur in te omnes qui quærunt te, * et dicant semper : Magnificétur Dóminus: qui díligunt salutáre tuum.
Ego vero egénus et pauper sum:* Deus ádjuva me.
Adjútor meus, et liberátor meus es tu: * Dómine, ne moréris.
 Glória Patri, et Fílio, et Spirítui Sancto.
Sicut erat in princípio, et nunc, et semper, * et in sæcula sæculórum. Amen
O Dio, vieni in moi aiuto: * Signore, affrettati ad aiutarmi.
Siano confusi e presi da timore quei che perseguitano l’anima mia. * Arretrino e arrossiscano quei che mi voglion male.
Arretrino subito, rossi in volto, * quei che mi dicono: Bene, bene.
Esultino e gioiscano in te tutti quei che ti cerano, * e sempre dicano: Sia esaltato il Signore, coloro che amano la tua salvezza.
Io invece son povero, e indigente: * Iddio, aiutami!.
Mio aiuto e mio liberatore sei tu: * O Signore, non tardare.
 Gloria al Padre, al Figliuolo e allo Spirito Santo.
Com’era nel principio e ora e sempre e nei secoli dei secoli. Amen.
Seguono infine una serie di versetti d'invocazione, derivati dalle antiche litanie diaconali del rito romano, conservatesi sino al VII secolo almeno (mentre nei riti greci sopravvivono ancor oggi, in quelli latini restano solo nelle preci feriali dell'Ufficio Divino); particolarmente importante è la preghiera per gli assenti, raccomandata pure da S. Benedetto.

V. Salvos fac servos tuos.
R. Deus meus, sperantes in te.
V. Esto nobis, Domine, turris fortitudinis.
R. A facie inimici. .
V. Nihil proficiat inimicus in nobis.
R. Et filius iniquitatis non apponat nocere nobis.
V. Domine, non secundum peccata nostra facias nobis.
R. Neque secundum iniquitates nostras retribuas nobis.

V. Oremus pro Pontifice nostro N.
R. Dominus conservet eum, et vivificet eum, et beatum faciat eum in terra, et non tradat eum in animam inimicorum eius.

V. Oremus pro benefactoribus nostris.
R. Retribuere dignare, Domine, omnibus nobis bona facientibus propter nomen tuum, vitam aeternam. Amen.

V. Oremus pro fidelibus defunctis.
R. Requiem aeternam dona eis, Domine, et lux perpetua luceat eis.
V. Requiescant in pace.
R. Amen.
 
V. Pro fratribus nostris absentibus.
R. Salvos fac servos tuos, Deus meus, sperantes in te.
V. Mitte eis, Domine, auxilium de sancto.
R. Et de Sion tuere eos.
V. Domine, exaudi orationem meam.
R. Et clamor meus ad te veniat.
V. Dominus vobiscum.
R. Et cum spiritu tuo.
V. Salva i tuoi servi.
R. O Dio mio, quelli che in te sperano.
V. Sii per noi, o Signore, una torre di fortezza.
R. Contro il nemico.
V. Il nemico non prevalga per nulla su di noi.
R. E il figlio dell’iniquità non s’appresti a farci del male.
V. Signore, non renderci conto dei nostri peccati..
R. E non darci ricompensa secondo le nostre iniquità.

V. Preghiamo per il nostro Papa N.
R. Il Signore lo preservi, gli dia forza e lo renda beato su tutta la terra, e non lo faccia cadere nelle mani dei suoi nemici.

V. Preghiamo per i nostri benefattori.
R. Degnati, o Signore, di ricompensare con la vita eterna tutti quelli che ci fanno del bene a motivo del tuo nome. Amen.

V. Preghiamo per i fedeli defunti.
R. L’eterno riposo donagli, o Signore, e la luce perpetua gli risplenda.
V. Riposino nella pace.
R. Amen.
 
V. Per i nostri fratelli assenti.
R. Salva i tuoi servi, o Dio mio, che sperano in te.
V. Mandagli aiuto, o Signore, dal tuo santuario.
R. E da Sion proteggili.
V. Signore, ascolta la mia preghiera.
R. E il moi grido giunga a te.
V. Il Signore sia con voi.
R. E collo spirito tuo.
Infine, si riportano le Collette Sacerdotali di conclusione, con la nota necessaria che, pur parte del rito delle Litanie dei Santi quando esse sono celebrate singolarmente, esse si omettono alle Rogazioni, essendo supplite dalla Colletta della Messa.

Oremus:
Deus, cui proprium est misereri semper et parcere: suscipe deprecationem nostram; ut nos, et omnes famulos tuos, quos delictorum catena constringit, miseratio tuae pietatis clementer absolvat

Exaudi, quaesumus, Domine, supplicum preces, et confitentium tibi parce peccatis: ut pariter nobis indulgentiam tribuas benignus et pacem.

Ineffabilem nobis, Domine, misericordiam tuam clementer ostende: ut simul nos et a peccatis omnibus exuas, et a poenis quas pro his meremur, eripias.

Deus, qui culpa offenderis, paenitentia placaris: preces populi tui supplicantis propitius respice; et flagella tuae iracundiae, quae pro peccatis nostris meremur, averte.

Omnipotens sempiterne Deus, miserere famulo tuo Pontifici nostro N., et dirige eum secundum tuam clementiam in viam salutis aeternae: ut, te donante, tibi placita cupiat, et tota virtute perficiat.

Deus, a quo sancta desideria, recta consilia, et iusta sunt opera: da servis tuis illam, quam mundus dare non potest, pacem; ut et corda nostra mandatis tuis dedita, et, hostium sublata formidine, tempora sint tua protectione tranquilla.

Ure igne Sancti Spiritus renes nostros et cor nostrum, Domine: ut tibi casto corpore serviamus, et mundo corde placeamus.
   
Fidelium, Deus omnium Conditor et Redemptor, animabus famulorum famularumque tuarum remissionem cunctorum tribue peccatorum: ut indulgentiam, quam semper optaverunt, piis supplicationibus consequantur

Actiones nostras, quaesumus, Domine, aspirando praeveni et adiuvando prosequere: ut cuncta oratio et operatio a te semper incipiat et per te coepta finiatur.
  
Omnipotens sempiterne Deus, qui vivorum dominaris simul et mortuorum, omniumque misereris, quos tuos fide et opere futuros esse praenoscis: te supplices exoramus;
ut pro quibus effundere preces decrevimus, quosque vel praesens saeculum adhuc in carne retinet vel futurum iam exutos corpore suscepit, intercedentibus omnibus Sanctis tuis, pietatis tuae clementia, omnium delictorum suorum veniam consequantur.
Per Dominum nostrum Iesum Christum.
 
V. Dominus vobiscum.
R. Et cum spiritu tuo.
V. Exaudiat nos omnipotens et misericors Dominus.
R. Amen.
V. Et fidelium animae per misericordiam Dei requiescant in pace.
R. Amen.
Preghiamo:
O Dio, a cui si addice aver sempre misericordia e risparmiarci: accetta la nostra preghiera; acciocché noi e tutti i tuoi servi che son presi dai vincoli del peccato siamo assolti con clemenza dalla tua misericordia.

Ascolta, o Signore, te ne preghiamo, le preghiere dei supplici, e risparmia i peccati di chi ti loda; e donaci, benigno, pace e perdono.

O Signore, mostraci con clemenza la tua ineffabile misericordia, affinché tu ci mondi da tutti i nostri peccati e ci liberi dalle pene che a loro cagione abbiamo meritato.

O Dio, che sei offeso dalla colpa e placato dalla penitenza: guarda benigno alle preghiere del popolo che ti supplica, e storna da noi i flagelli della tua ira, che abbiamo meritato coi nostri peccati.
Dio onnipotente ed eterno, abbi misericordia del tuo servo, il nostro Pontefice N., e guidalo secondo la tua clemenza alla via dell’eterna salvezza, affinché, per tuo dono, desideri ciò che a te e gradito e sia perfetto nella virtù.

O Dio, da cui vengono i desideri santi, le idee buone e le opere oneste: dà ai tuoi servi quella pace che il mondo non è in grado di dare; affinché i nostri cuori sian dediti ai tuoi comandamenti, e, stornata la paura dei nemici, ogni tempo sia tranquillo per tua protezione.

Infiamma col fuoco del Santo Spirito le nostre viscere e il nostro cuore, o Signore, affinché ti serviamo con corpo casto, e ti siamo graditi con cuore puro.
O Dio di tutti Creatore e Redentore, concedi la remissione dei peccati alle anime dei tuoi servi e delle tue serve tutte, perché con le loro devote preghiere ottengono il perdono che sempre hanno sperato.

Signore, guida le nostre azioni col tuo spirito, te ne preghiamo, e falle proseguire col tuo aiuto: affinché ogni azione e preghiera abbia in te il suo inizio e, una volta iniziata, il suo fine.

Dio onnipotente ed eterno, che hai egualmente potere sui vivi e sui morti, abbi pietà di tutti coloro che sai che saranno tuoi per fede e per opera: te ne preghiamo supplici,
affinché coloro per cui abbiamo voluto innalzare orazioni, sia quelli che ancora il mondo presente trattiene nella carne, sia quelli che il mondo futuro ha già ricevuto, usciti dal corpo, per l’intercessione di tutti i tuoi Santi e per la tua clemenza, ottengano il perdono di tutti i loro peccati.
Per il nostro Signore Gesù Cristo.
V. Il Signore sia con voi.
R. E collo spirito tuo.
V. Ci esaudisca il Signore Onnipotente e misericordioso.
R. Amen.
V. E le anime dei fedeli, per la misericordia di Dio, riposino nella pace.
R. Amen.

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